mercoledì, 06 settembre 2006
Qui un assolutamente imperdibile post (concordo su tutto) dell'ottimo Mario Sechi sull'Iran e la necessità di affrontare il problema subito senza mettere la testa sotto la sabbia, come l'Europa pacifinta e vigliacca fa sempre.
WSC disse a Postdam dopo la guerra che "se nel 1933 o ancora nel 1935 mi avessero dato retta avremmo evitato questa guerra e la distruzione sistematica di tutta la Germania e dell'Europa". In quegli anni governavano Chamberlain e Daladier e a furia di trattare sistematicamente, e sentirsi rifiutare ogni ultimatum senza ottenere mai nulla da Hitler se non promesse e rinvii mai mantenuti, ma anzi dandogli la convinzione che le democrazie erano deboli e sarebbero collassate nella loro vigliaccheria, si arrivò dove tutti sanno. Monaco 1938, quando i due governanti di Francia e Inghilterra cedettero, con il plauso di tutta l'opinione pubblica europea, i Sudeti a un despota e non fermarono la guerra imminente, anzi la incoraggiarono con il loro atteggiamento debole.

La situazione attuale ha inquietanti parallelismi con quella.

Non ricorda qualcuno quel despota che dice che ha "messo in conto milioni di  perdite umane per raggiungere  il suo scopo (NdA: distruggere Israele)"?

Ogni generazione ha i suoi Sudeti, ma si spera abbia i suoi Winston, risoluti a sistemare pacificamente le controversie e nel contempo a mostrare fermezza verso i despoti di turno, che a quanto pare ripetono incessantemente l'errore di sottovalutare le democrazie.
Qui il discorso di oggi del Presidente. Probabilmente, la storia ricorderà questo giorno come quello della svolta.

Il link al post di Mario Sechi è
qui.
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