giovedì, 07 maggio 2009
Leggo via Tocque-ville un bel post di JimMomo (qui)  che approvo completamente, e mi permetto di citare per informare un po' persone che leggono solo Repubblica, guardano solo RaiTre e guardano con schifo e sufficienza qualsiasi opinione non di sinistra, in quanto abietta o serva di qualcuno.

Riporto un passo:

"La grande divisione interclassista dell'elettorato italiano tra ceti produttivi (impresa e lavoro) e ceti improduttivi (parassitari e burocratico-corporativi), cioè tra chi fa o vorrebbe fare (indipendentemente dal reddito e dalla ricchezza), e i "nullafacenti" (ma non "nullatenenti"), iper-garantititi e privilegiati, c'è sempre stata. Ma la novità è che mai come oggi i primi tendono a riconoscersi nel PdL e nella Lega e i secondi nel Pd e negli altri partiti di sinistra.

I "produttori", cioè chi lavora e sta sul mercato rischiando in proprio, da imprenditore, più o meno ricco, o da dipendente, e persino da operaio, nella piccola e media impresa, e chi nel mondo del lavoro cerca di entrarci scontrandosi con le incertezze della flessibilità e le mille barriere corporative, il familismo e il clientelismo - i cosiddetti outsider - si sentono sempre più rappresentati dal PdL; mentre i "nullafacenti" (intellettuali, impiegati pubblici, insegnanti, studenti e pensionati - ovviamente generalizzando) si sentono ben tutelati dalla conservazione e dall'immobilismo socio-economico-istituzionale della sinistra.

"
Forse questo potrebbe fargli comprendere come mai da tempo i sondaggisti dicono che il centrodestra prende i voti degli "operai", o come mai anche la loro base elettorale apprezza certe posizioni leghiste.

Magari, visto che sono intellettualmente superiori, cominceranno a riflettere... ma ne dubito.
Il fanatismo ideologico acceca chiunque se ne faccia schiavo più o meno consapevole; è questa la differenza fra un elettore di destra e uno di sinistra, secondo me.

Ringrazio pubblicamente Federico Punzi (JimMomo) per la lucidità di analisi; il suo blog è assolutamente da seguire con assiduità.

scritto alle ore 10:27 | Permalink |