E se puoi l'autore dell'uscita invereconda è Vittorio Zucconi, giornalista numero tre di Repubblica, noto "autorevole" giornale italiano alfiere del politically correct, sinceramente mi altero ancora di più.
Qui il link. Riporto il post del blog di Zucconi nella sua interezza, per correttezza di informazione.
" 17 Apr 2009
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C’è, di grazia, qualche amico di questo spazio che sia esperto di banche e che mi spieghi quale mente malata, quale sadico dell’Abi con troppo tempo libero , quale funzionario, dirigente, banchiere, governante, intossicato da una dose male tagliata abbiano creato in una notte di luna piena la mostruosità dell’ Iban, il codice di identificazione bancaria per i bonifici? Quello sopra è il codice per inviare fondi ai terremotati d’Abruzzo, ammesso che qualche benefattore riesca a infilare tutte le cifre e le lettere senza sbagliarne neppure una e rischiare di mandare soldi a uno sconosciuto. Uno dei vantaggi di Internet e dell’online banking è che almeno si può fare il copia e incolla, ma il pensionato ottantenne che lavora di biro a carta davanti a uno sportello è la vittima innocente. Se almeno fosse previsto un piccolo premio, tipo un tostapane, un orologino al quarzo, un etto e mezzo di caffè macinato per chi riesce a compitare a mano sul modulo tutte le cifre, capirei. Così, è soltanto l’ennesimo esempio del sadismo della Banche italiane verso i loro clienti."
Il codice IBAN è uno standard ISO internazionale, approvato dal 1997, adottato in Italia obbligatoriamente solo da un anno.
Inoltre, leggendo la specifica, si evince che è praticamente una estensione della vecchia e amata ( da Zucconi) tripletta ABI-CAB-numeroconto.
Morale della favola: se il livello delle conoscenze dei giornalisti di punta di Rep. è questo - e non mi esprimo sulla professionalità, in quanto qualsiasi giornalista prima di scrivere dovrebbe controllare le fonti, mi domando che attendibilità e credibilità ha tutto il resto di quello che pubblicano su quel giornale.
Poi ti chiedi perchè perdono le elezioni...







