Controcorrente. Si, sono un po' stufo del pensiero unico che vede qualsiasi cosa dica Obama come Verità Rivelata - citazione d'obbligo perchè siamo nella settimana di Pasqua - anche quando queste affermazioni sono assolutamente opinabili. E poi, dall'insediamento alla White House osservo distaccato le azioni e le affermazioni del nuovo presidente cercando di comprendere il comportamento e il senso.
Finalmente un lampo di una idea unificatrice delle mie piccole intuizioni si fa strada, ed eccolo qui per iscritto. Premetto che vorrei sbagliarmi e se succederà farò pubblica ammenda, ben contento di come è andata.
Perchè Disastro Obama?
Disastro in prospettiva, o meglio: basi per il disastro.
Ricorsi storici; più analizzo le azioni del neo presidente USA più mi si risvegliano ricordi di un'altra presidenza democratica, ricordata come la peggiore del secolo scorso, quella di Jimmy Carter. Tutte le mosse di questi mesi in politica estera mi sembrano simili a quelle del suo predecessore democratico di fine anni settanta: debolezza, concessioni senza contropartita a qualsiasi personaggio che alzasse la voce; sudditanza acritica ai suoi grandi elettori, in questo caso i potenti banchieri e affaristi di Wall Street che con i piani di salvataggio di Geitner stanno per diventare multimiliardari a spese del contribuente - statalizzando le perdite e ricavando ulteriore utile dai loro fallimenti invece di pagarne il fio, regola base del capitalismo vero - e tanto altro.
L'Appeasement con il mondo islamico corre il rischio di essere interpretato come il ritiro della ragione, e come arrendevolezza al sopruso; affermare che la guerra in Iraq è stata sbagliata vuol dire che la giovane democrazia irachena è peggio del regime autoritario di Saddam o del regime sciita filo-iraniano che si sarebbe instaurato lo scorso anno se il "surge" di Petreus e McCain non avesse funzionato così bene.
E che la attuale Casa Bianca preferisce i regimi illiberali a quelli democratici.
L'abbandono della dottrina dell'Impero Romano ("si vis pacem parabellum") che ha permesso al XX secolo di essere ricordato non solo come il secolo dei totalitarismi (comunismo, nazismo, maoismo) ma anche come il secolo delle democrazie vincenti.
In sintesi, per ora la presidenza Obama ha a mio parere un misto di approccio ideologico al mondo con in parallelo la (suicida) scelta messianica del Giusto e del Buono, come se un Presidente degli Stati Uniti si potesse comportare come un Pecoraro Scanio qualsiasi; questa combinazione assurda può essere foriera di catastrofi.
E non sarebbe la prima volta che un Democratico cade in quest'errore.
La a mio parere sciagurata presidenza Carter portò conseguenze che ancora ora generano problemi (Iran), altre che sono state affrontate con grandi rischi e grandi costi economici e politici negli anni successivi (Unione Sovietica, Giappone, Libia, terrorismo palestinese), altre che non sono state mai risolte del tutto (Afghanistan, Corno d'Africa, Arabia Saudita). Carter rulez.
Vorrei sbagliarmi ma le premesse per quattro anni che segneranno negativamente il futuro del mondo occidentale ci sono tutte; ricordo che i diritti civili e la libertà sono figli della supremazia occidentale, non vivono di vita propria e non si autorigenerano e che le democrazie sono una minoranza su questo pianeta. La fine o il semplice declino delle democrazie occidentali comporterebbe anche la fine della libertà come la intendiamo noi e l'affermazione delle oligarchie e degli stati totalitari, come è sempre stato nel corso della storia umana con l'eccezione di qualche breve periodo come questo nel quale viviamo ora.Finalmente un lampo di una idea unificatrice delle mie piccole intuizioni si fa strada, ed eccolo qui per iscritto. Premetto che vorrei sbagliarmi e se succederà farò pubblica ammenda, ben contento di come è andata.
Perchè Disastro Obama?
Disastro in prospettiva, o meglio: basi per il disastro.
Ricorsi storici; più analizzo le azioni del neo presidente USA più mi si risvegliano ricordi di un'altra presidenza democratica, ricordata come la peggiore del secolo scorso, quella di Jimmy Carter. Tutte le mosse di questi mesi in politica estera mi sembrano simili a quelle del suo predecessore democratico di fine anni settanta: debolezza, concessioni senza contropartita a qualsiasi personaggio che alzasse la voce; sudditanza acritica ai suoi grandi elettori, in questo caso i potenti banchieri e affaristi di Wall Street che con i piani di salvataggio di Geitner stanno per diventare multimiliardari a spese del contribuente - statalizzando le perdite e ricavando ulteriore utile dai loro fallimenti invece di pagarne il fio, regola base del capitalismo vero - e tanto altro.
L'Appeasement con il mondo islamico corre il rischio di essere interpretato come il ritiro della ragione, e come arrendevolezza al sopruso; affermare che la guerra in Iraq è stata sbagliata vuol dire che la giovane democrazia irachena è peggio del regime autoritario di Saddam o del regime sciita filo-iraniano che si sarebbe instaurato lo scorso anno se il "surge" di Petreus e McCain non avesse funzionato così bene.
E che la attuale Casa Bianca preferisce i regimi illiberali a quelli democratici.
L'abbandono della dottrina dell'Impero Romano ("si vis pacem parabellum") che ha permesso al XX secolo di essere ricordato non solo come il secolo dei totalitarismi (comunismo, nazismo, maoismo) ma anche come il secolo delle democrazie vincenti.
In sintesi, per ora la presidenza Obama ha a mio parere un misto di approccio ideologico al mondo con in parallelo la (suicida) scelta messianica del Giusto e del Buono, come se un Presidente degli Stati Uniti si potesse comportare come un Pecoraro Scanio qualsiasi; questa combinazione assurda può essere foriera di catastrofi.
E non sarebbe la prima volta che un Democratico cade in quest'errore.
La a mio parere sciagurata presidenza Carter portò conseguenze che ancora ora generano problemi (Iran), altre che sono state affrontate con grandi rischi e grandi costi economici e politici negli anni successivi (Unione Sovietica, Giappone, Libia, terrorismo palestinese), altre che non sono state mai risolte del tutto (Afghanistan, Corno d'Africa, Arabia Saudita). Carter rulez.
Sarebbe la fine della Libertà; quella stessa libertà che permette a chi odia il nostro modo di vivere di affermarlo senza paura.
E Obama o no, infatuazione acritica per il primo presidente nero della storia o no, spero che qualcun altro cominci ad accorgersene.
scritto alle ore 16:48 | Permalink |






