lunedì, 16 giugno 2008
Francesco Giavazzi sul Corriere di oggi: è la voce di uno che grida nel deserto del suo partito, il PD, nel quale ormai lui e Pietro Ichino sono gli unici ad avere delle idee per quanto riguarda l'economia e la pubblica amministrazione.
Testuale:  "
Il primo passo per una riforma della scuola è quindi l'abbandono dei concorsi pubblici e la loro sostituzione con un sistema in cui le assunzioni vengono decise da chi poi sopporta le conseguenze di un'eventuale decisione sbagliata, in primo luogo i presidi di ciascuna scuola. Come ha scritto Andrea Ichino su www.lavoce.info, il maggior limite del Libro Bianco sulla Scuola pubblicato dal governo Prodi è la sua reticenza sui concorsi, frutto di un'ideologia che fa fatica ad accettare che gli incentivi, il «mercato » possano funzionare meglio dello Stato. Spero che il nuovo ministro sia più coraggioso. Chiamiamoli pure concorsi locali, stabiliamo pure alcuni requisiti formali, ma lasciamo spazio ad una valutazione discrezionale da parte del preside; se vuole offrire un corso di biologia deve poter assumere, magari a tempo parziale, un dottorando biologo, non essere costretto ad accettare il primo della graduatoria che ha raggiunto quel posto solo per anzianità."
In sintesi: sono le stesse idee del ministro Gelmini, di quasi tutto il PDL e della Lega. E il concetto di buono scuola è un vecchio cavallo di battaglia proprio di Tremonti
Difficilissime da realizzare, certo.

Comunque, se questi due sono i migliori elementi del PD, hanno ancora speranze di creare qualcosa che non sia una semplice fusione di ex-qualcosa; sempre che non li buttino fuori a pedate come fanno sempre
scritto alle ore 17:09 | Permalink |