giovedì, 30 ottobre 2008
Ogni tanto si leggono articoli che sono destinati a lasciare un segno.
Oggi mi succede con Luca Ricolfi, economista di sinistra, che spiega in un lungo articolo su LaStampa la vera situazione sulla scuola al bando da tanta demagogia.
Fatti, non populismo o strumentalizzazione, raccontati da qualcuno che non è sicuramente vicino al governo.
Meditate gente, meditate...

" DUE PATTI SCELLERATI

LUCA RICOLFI
Il decreto Gelmini è stato convertito in legge, scuola e università sono in agitazione. Il mondo della scuola scenderà in piazza oggi (chissà perché dopo e non prima dell’approvazione del decreto?), mentre l’Università si mobiliterà il 14 novembre, per combattere tagli che furono decisi fra giugno e agosto, quando il Partito democratico riteneva inopportuno scendere in piazza («Noi manifesteremo il 25 ottobre»). Misteri della politica italiana.

Ma parliamo della sostanza. Che cosa sta succedendo nella scuola e nell’università? Perché studenti, docenti e genitori paiono trovarsi dalla medesima parte della barricata?

Quel che sta succedendo è relativamente chiaro, almeno per chi conosce i dati di fondo dell’istruzione in Italia e riesce a non farsi accecare dalle proprie credenze politiche. Sia la scuola sia l’università dissipano una quota di risorse pubbliche considerevole, nel senso che spendono più soldi di quanti, con un’organizzazione più efficiente, basterebbero a garantire i medesimi servizi. Su questo, quando si trovano al governo, destra e sinistra la pensano allo stesso modo.

Chi avesse dei dubbi può consultare due documenti del governo Prodi (il «Quaderno bianco sulla scuola» e il «Libro verde sulla spesa pubblica»). Credo non si sia lontani dal vero dicendo che, con una migliore allocazione delle risorse, sia la spesa della scuola sia la spesa dell’università potrebbero essere ridotte di almeno il 10 per cento a parità di output.

La novità di questi mesi non sta nella diagnosi, ma nella determinazione con cui si sta passando dalle parole ai fatti: la destra al governo sta facendo con la consueta ruvidezza molte cose che la sinistra stessa, magari con più garbo, avrebbe fatto se ne avesse avuto la forza, il tempo e il coraggio (fra queste cose c’è, ad esempio, il rispetto delle norme Bassanini sul numero minimo di allievi per scuola, varate dal centro-sinistra ben 10 anni fa). Del resto fu lo stesso Padoa-Schioppa, all’inizio della scorsa legislatura, ad avvertirci che certi sprechi non possiamo più permetterceli e a ricordarci che il problema di eliminarli dovremmo porcelo comunque, persino se avessimo i conti perfettamente in ordine: ogni spesa, infatti, ha un «costo opportunità», ossia è sottratta ad impieghi alternativi (se buttiamo al vento 8 miliardi per false pensioni di invalidità, automaticamente rinunciamo a una cifra equivalente in asili nido, sussidi di disoccupazione, aiuti ai poveri, sostegno ai non autosufficienti ecc.).

Su questo il governo ha ragioni da vendere, anche se non si può non rilevare che molte misure - pur condivisibili negli obiettivi - diventano criticabili per il modo in cui sono messe in pratica. È il caso, per fare l’esempio più importante, dei tagli all’università, che sarebbero ben più accettabili se punissero ancora più duramente gli atenei in dissesto, ma premiassero con più e non meno soldi gli atenei virtuosi.

Ma quella degli sprechi è solo una delle due facce del problema dell’istruzione in Italia. L’altra faccia è il tragico declino dei livelli di apprendimento, la scarsissima preparazione dei nostri diplomati e laureati, specialmente nelle regioni meridionali. Di questo sono corresponsabili ministri e docenti, ma anche gli studenti e soprattutto le loro famiglie. Il sistema dell’istruzione in Italia si regge su due patti scellerati: nella scuola, il patto fra insegnanti e famiglie, nell’università il patto fra docenti e studenti. Il cardine del primo patto è: l’importante è che il ragazzo sia sereno, vada avanti senza soffrire troppo, prenda il diploma; che poi impari molto o poco conta di meno. Il cardine del secondo patto è: l’importante è arrivare alla laurea, non importa in quanto tempo e imparando che cosa; noi professori pretendiamo sempre di meno da voi studenti, voi studenti non ci importunate e vi accontentate di quel poco che riusciamo a trasmettervi. Naturalmente ci sono anche - nella scuola come nell’università - isole felici e importanti eccezioni, ma il quadro generale è purtroppo diventato questo.

Sono precisamente i due patti non scritti che spiegano l’inconsueta alleanza fra una parte dei docenti, una parte degli studenti e una parte dei genitori. I docenti difendono i posti di lavoro (nella scuola) e le carriere (nell’università). I genitori difendono una scuola che insegna poco e male, ma in compenso non stressa i ragazzi e risolve non pochi problemi reali delle famiglie, specie quando la madre lavora. I ragazzi sono preoccupati per l’avvenire e temono di essere le uniche vittime dei cambiamenti che si stanno preparando per loro.

E hanno perfettamente ragione. Solo che indirizzano la loro ira verso il bersaglio sbagliato. Se fossero calmi e lucidi avrebbero già capito che il futuro non glielo ruba la Gelmini, ma glielo hanno già rubato molti degli adulti al cui fianco marciano con tanta convinzione. La precarietà dei giovani e il ristagno del sistema Italia sono anche il risultato non voluto e non previsto di una lunga e colpevole disattenzione per la qualità dell’istruzione. Il governo non è certo innocente, perché non c’è quasi nulla nei provvedimenti di cui da mesi si discute che lasci prefigurare un innalzamento apprezzabile del livello degli studi, e c’è persino qualcosa che fa temere un ulteriore declino. Ma coloro che aizzano bambini e ragazzi contro le misure del governo non la contano giusta: se davvero avessero a cuore il futuro dei nostri giovani si batterebbero come leoni per tagliare i rami secchi e rendere gli studi molto più seri, più rigorosi, più profondi. Perché lo smarrimento e l’angoscia di questa generazione sono genuini e pienamente comprensibili, ma sono anche il frutto della superficialità con cui gli adulti hanno permesso la distruzione della scuola e dell’università.

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Luca Ricolfi, copyright LaStampa 30 ottobre 2008
scritto alle ore 11:50 | Permalink |
mercoledì, 29 ottobre 2008
Tanto per rilassarsi un attimo durante la campagna per le presidenziali USA pesantemente influenzata dalla crisi economica, da Ale Tapparini riprendo questa caricatura di Joe Biden e Barry Hussein Obama il probabile futuro presidente. L'allusione al passato di iscritto al partito socialista USA è palese.

FRATELLI MARX


Personalmente, Groucho è l'unico che mi vada a genio (anche grazie a Dylan Dog, ovviamente)
scritto alle ore 14:49 | Permalink |
mercoledì, 29 ottobre 2008
Oggi su IlGIornale il sempre pungente Filippo Facci ridicolizza Marco Travaglio. Assolutamente imperdibile, al punto da riportarlo qui per averlo a portata di mano quando serve.
Amaro, come tutte le verità scomode e dolorose di soprusi e ingiustizie, verità che talvolta non ti fanno dormire. Vero come quasi tutti i fatti che i media politically correct non pubblicano mai.

Talvolta la storia si prende le sue rivincite sui fanatici opportunisti che fanno solo i propri interessi (economici, ovviamente, e mi riferisco non solo ai libri venduti dal Nostro sull'argomento)

"Il Becchino Di Torino

Il cabarettista del Travaglino, quello che sfotte i difetti fisici altrui, quello che ha portato la famiglia in vacanza con un favoreggiatore di mafiosi, quello che passa per documentato e poi fa le figuracce in diretta, quello che non gradisce il contraddittorio, quello che lucra su un «regime» che da anni lo manda in onda in prima serata, quello appena condannato a otto mesi per diffamazione, quello che ha proposto l’abolizione dell’Appello ma ha appena fatto Appello contro la condanna per diffamazione, il cabarettista del Travaglino, insomma, ha inaugurato una nuova rubrica sull’Unità: si chiama, molto modestamente, «Zorro». Di Pietro, probabilmente, fa la parte del tenente Garcia.

Orbene: il becchino di Torino stavolta se l’è presa coi morti: le cosiddette vittime di Tangentopoli, ieri, le ha ribattezzate «I politici ladri». Fine dell’analisi. Che gli frega: tanto il suo pubblico applaude comunque. Che gli frega: dal 1992 al 1998 i suicidi «giudiziari» sono stati 45, e di questi 45 ben 32 furono addensati nel periodo in cui impazzava la carcerazione preventiva, ossia dal 1992 al 1994: ma che gli frega. E che gli frega che alcune delle vittime di Tangentopoli, i «politici ladri», non risultassero neppure indagate (se vuole gli fornisco i nomi) e furono solo stritolate da un clima infame che per Travaglio è la normalità assoluta, è il Paese normale in cui vorrebbe vivere."

scritto alle ore 14:20 | Permalink |
mercoledì, 29 ottobre 2008
Queste affermazioni non sono di un linuxiano sfegatato, ma di Steve Ballmer, uno dei due soci fondatori e proprietari di Microsoft all'atto della presentazione del nuovo (?) sistema operativo Windows 7, in uscita nel 2009.

"Windows 7 non è altro che un Windows Vista che funziona"
"Se avete ancora Xp non state a prendere Vista: aspettate direttamente Windows 7"


Se  volete sapere perchè molti utenti normali passano a una delle tante distribuzioni Linux, e con loro chi gli mantiene funzionanti le macchine, avete una risposta.
scritto alle ore 09:27 | Permalink |
martedì, 28 ottobre 2008
`Parlando con mio fratello gli ho detto che non sapevo quanto pagassero Casey Stoner, ma che ad ogni modo non era sufficiente! Dovrebbero duplicargli lo stipendio perchè la moto è una specie di animale!´

Hayden+on+track+at+Valencia+for+his+first+Ducati+test-oct27
scritto alle ore 08:03 | Permalink |
lunedì, 27 ottobre 2008
da Mansell (www.ducatimonsterclub.it) ricevo e pubblico questa raccolta di perle sulla bolognesità

Sei un vero Bolognese se

...quando arriva un amico con altri amici che non conosci non ti presenti.

..sei abitudinario, vai sempre negli stessi posti da anni e poi dici che a Bologna non c'è mai un cazzo da fare.

..chiami via Riva di Reno via Rivareno e via dell'Indipendenza via Indipendenza.

..non sopporti i fuorisede ma quando lasciano la città per le vacanze ti lamenti che i locali sono vuoti.

..la domenica vai a Marina di Ravenna al Sottomarino e alla Duna.

..ti sposti sempre e comunque in macchina.

..ce l'hai con tutti punkabbestia e fuorisede che rovinano il tuo bel centro storico.

..credi che il tuo lessico sia universale e pretendi che la gente ti capisca sempre e comunque (per questo parli solo con bolognesi).

..sai cosa vuol dire 'TIRO' e 'RUSCO'.

..sei fiero di appartenere al 'Mazzini' o 'San Vitale' o 'Saragozza'.

..ogni volta che passi da Piazza Maggiore con qualcuno che non è mai stato a Bologna lo porti nella posizione in cui il Nettuno sembra avere un’erezione.(Giambologna l'ha fatto apposta, mettere il pollice in quella posizione, NdA)

..tifi Bologna e te ne vanti con tutti i tuoi amici juventini,milanisti e interisti.

..hai sempre qualche amico con delle bazze che ti fanno risparmiare.

..al supermercato chiedi al cassiere: ”Mi dà una sportina?

..al supermercato alla domanda 'altro?' rispondi 'altro grazie' e ti sembra normale che facciano il conto.

..mangi le crescentine ma non sai spiegare cosa sono.

..dici "pòlleg" o "polleggio" in continuazione.

..almeno una volta nella tua vita sei stato su a San Luca a piedi.

..quando sei sorpreso esclami “Socc’mel”.

..hai mangiato almeno una volta le tagliatelle col ragù (quelle
originali però!).

..nel week-end ti esalti perché c'è la piazzola.

..anche se non sei interessato allo sport, sei stato almeno una volta al dall'Ara.

..adori “l'aperitivo alla bolognese”

..la tua 'S' e la tua 'Z' sono più o meno la stessa cosa.

..ad un appuntamento romantico porti il/la partner sui colli di notte.

..hai passato almeno un sabato pomeriggio a fare avanti e indietro per via Indipendenza.

..ogni volta che passi sotto alle due torri stai con il naso all'insù mezz'ora.

..quando ti dicono 'Ci troviamo sotto al Nettuno!' non pensi che sia il caso di iniziare un corso accelerato per astronauti.

..guardi E'tv..

..hai visto almeno una partita di sano basket bolognese.

..non puoi fare a meno dei “turtlén”.

..almeno una volta ti sei messo al centro di piazza Maggiore di fronte a San Petronio.

..per te i giardini Margherita sono il posto dove passi i tuoi momenti di solitudine.

..per te l'Alma Mater non è un'università come le altre.

..alle 7 di sera non rinunci ad un aperitivo in centro.

..non puoi fare a meno della pizza da Altero quando hai fretta.

..non ti offendi (ma anzi..) quando i nonni ti chiamano “cinno”.

..il derby diventa la cosa più importante per almeno una settimana.

..vai in un locale e.. "soccia che casino c'è stasera, non si riesce neanche a girare! E poi mezz'ora per ‘sto drink ed è tutto ghiaccio!" e la settimana dopo sei ancora li.

..parli in continuazione di persone che hanno una “gran cartola” ma non sai spiegare cosa vuol dire.

..quando stai tornando a Bologna in autostrada cerchi subito San Luca.

..quando fai visitare il centro a degli stranieri, mostri il canale di via Piella e li porto sotto al portico di Palazzo Re Enzo per far provare l'effetto "telefono naturale".

.."quella se l'è trombata mezza Bologna" ..ma tu sei sempre nella metà sbagliata.

..quando viene giù la Madonna di San Luca, pensi che pioverà tutta la settimana.

..nel periodo natalizio almeno un salto alle bancarelle di Santa Lucia lo fai sempre...

..hai fatto almeno un “Puttan Tour” sui viali.

 
scritto alle ore 17:36 | Permalink |
venerdì, 24 ottobre 2008
Domani la manifestazione di Roma del PD.

Alcune note tecniche.
Il Circo Massimo è grande 75.000 metri quadri; calcolando un massimo di 4 persone per metro quadrato, (secondo la consuetudine sarebbero 3.5, ma siamo ottimisti che siano tutti molto magri) quindi al massimo 300.000 persone.
Raddoppiamo per buonsenso e stando molto molto larghi il numero dei partecipandi, considerando le strade di accesso? si, totale 0.6 milioni di persone al massimo
Altra informazione: ieri la CGIL Emilia Romagna ha ammesso che sono stati organizzato 80 pulmann di persone; per fare molti milioni di persone ce ne corre, visto che anni fa di pulmann ne facevano almeno 200

Scommettiamo che diranno che sono 4 milioni?
scritto alle ore 10:06 | Permalink |
venerdì, 24 ottobre 2008
Povero OttoEMezzo!
La scelta editoriale della proprietà , convertire un programma universalmente visto per il suo format di rappresentazione paritaria di tutte le opinioni in una caricatura del TG4 in salsa rossa si è palesata anche ieri sera.
Ospiti: Cofferati e Concita DeGregorio direttore de l'Unità
Conduttrice: il deputato europeo dei DS Lilli Gruber, con il soprammobile Federico Guiglia in posizione defilatissima.

Una serata pensata, progettata e attuata con il solo scopo di preparare il terreno a livello nazionale alla candidatura alle prossime Europee del PD del Nostro, il fuggitivo da Bologna per i noti motivi.
Da notare il fatto che oltre a non esserci nessuno che avesse informazioni sull'attività di Cofferati negli ultimi 4 anni, eccetto quelle lette sui giornali (vedi la bufala mediatica del "sindaco-sceriffo" alla quale nemmeno Rep. di Bologna crede più), la stessa DeGregorio ha detto a un certo punto "non sono informata esattamente sulle sue attività degli ultimi anni". Tanto per rimarcare la differenza fra la vecchia edizione del programma e la attuale.

Gruber:  "Ma lei, come risorsa della sinistra, pensa di candidarsi alle prossime Europee?"
Cofferati: "Io sono disponibile a incarichi che mi facciano restare vicino alla famiglia, e sono a disposizione del partito"
Tradotto: mica mi ritiro dalla politica... e poi Strasburgo è più vicino di Bologna, no?

Fede non avrebbe potuto fare meglio.

L'unica domanda che si sono ben guardati dal fargli e che io avrei fatto è:
"Mi scusi, sindaco: se vuole stare vicino alla famiglia perchè non la trasferisce a Bologna per qualche anno come fanno tutte le persone normali?"
Come al solito, posso dire "ve lo avevo detto".

Povero OttoEMezzo... ridotto alla brutta copia del TG4.
Arridatece Giuliano Ferrara!
scritto alle ore 09:29 | Permalink |
giovedì, 23 ottobre 2008
Citazioni di dichiarazioni rivolte al ministro della Funzione Pubblica Brunetta
Massimo D'Alema: "l'energumeno tascabile"
Furio Colombo:"il mini ministro"

Queste sono affermazioni RAZZISTE degne della cultura che rappresentano. Sono un esempio perfetto che la superiorità antropologica dell'uomo di sinistra teorizzata da Michele Serra non esiste e sono tutte balle.
La cosa grave è che il razzismo a sinistra è permeato in tutti i loro elettori: pochi giorni fa ho sentito una amica (indecisa fra PD e DiPietro) ricordando l'episodio del cavalletto fotografico tirato in testa a Berlusconi dire che  "è stato giusto".
Ovvio che mai un elettore di centrodestra, eccetto qualche scalmanato che esiste sempre ovviamente, si sognerebbe non solo di farlo, ma anche solo di pensare di tirare qualcosa in testa a Veltroni o altri; si limita semplicemente a ignorarli... o a cambiare a canale.

Per una analisi del modo nel quale la sinistra si rivela per quello che è veramente, ma soprattutto sulle origini di questo modo di pensare, vedere qui il post di Carlo Panella, che ringrazio per la cultura e l'efficacia..
scritto alle ore 08:49 | Permalink |
lunedì, 20 ottobre 2008
Sto quasi per dire ve lo avevo detto, ma cerco di non farlo...
Dopo la grande rinuncia per motivi parentali (?) alla ricandidatura a Sindaco di Bologna ("devo stare con mio figlio, voglio vederlo crescere") dopo neanche una settimana dall'annuncio del futuro esilio dorato a Genova, ampiamente preannunciato sui giornali leggo su l'Unità, riportato anche da Luca Sofri sul suo blog
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(rullo di tamburi)
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TADAAA!!!!

Il Nostro si candida con il PD per le elezioni politiche Europee del 2009!

Alla faccia della serietà!  Certa gente ha la faccia proprio come il ...
Ma chi crede di prendere per i fondelli con le puffonate che ha rifilato alla stampa solo la settimana  scorsa ??????
Va bene, non resisto, lo dico: ve lo avevo detto.
scritto alle ore 16:50 | Permalink |
venerdì, 17 ottobre 2008
Qualcuno può cortesemente spiegarmi come mai il metano per auto costa oggi 0.96 euro, esattamente come 2 mesi fa quando il petrolio era a 145 dollari?
Oggi il petrolio è a 72 dollari

Poi dicono che ci si altera....
scritto alle ore 10:37 | Permalink |
martedì, 14 ottobre 2008
Ogni tanto si leggono articoli o post che a mio parere sintetizzano perfettamente una situazione confusa, mettendo un po' di chiarezza in un mare di informazione accatastate come carte in un cappello a cilindro e senza una logica apparente; in quest'ottica, riprendo un post del sempre bravissimo e puntuale Davide Giacalone, dal suo blog Politicamente Scorretto, sull'ipocrisia con la quale la stampa tratta terroristi e assassini in funzione del loro credo politico.
Qui l'originale, con i miei complimenti per la sintesi

"Petrella e Mambro

Il governo italiano non ha scelta, dovrà rivolgere la più dura protesta formale contro quello francese. La decisione di non estradare una terrorista, Marina Petrella, è inaccettabile sotto il profilo della sostanza ed offensivo per quel che riguarda il metodo. Noi italiani, del resto, abbiamo di che riflettere sui pregiudizi ideologici, da noi stessi coltivati, e sulle cadute di civiltà, di cui il nostro vergognoso sistema giudiziario è la monumentale incarnazione.
La Petrella è una cittadina italiana condannata all’ergastolo. La sua ferocia è costata la vita ad altri, ed è giusto, è bene, è sano che paghi con la galera. Pare stia male. In questo caso la legge italiana prevede sospensioni della pena od altri benefici, amministrati con generosità piuttosto che con troppa severità. Non abbiamo nulla da imparare dai francesi. Sarkozy, del resto, spieghi lui alla moglie che ella non è una carica dello Stato, e meno ancora sua sorella. Cerchi di farle capire che portare personalmente la lieta novella del veto maritale, recando visita non ad una combattente per la libertà, ma ad un’assassina che fu ed è dalla parte del torto, descrive un quadretto da basso impero e decadenza morale. Il presidente francese è bravo e coraggioso, ma in questa faccenda s’è dimostrato deprimente.
Dopo avere protestato, con fermezza, guardiamo in casa nostra. Petrella fu arrestata nel 1978, per banda armata e detenzione d’armi. Per quest’ultimo reato poteva essere processata e condannata nel giro di qualche settimana, ma nel 1980 fu scarcerata per decorrenza dei termini. Doppia inciviltà, in un colpo solo: due anni di carcere da presunta innocente ed una colpevole che fa marameo. Inviata al soggiorno obbligato evade, e la riprendono nel 1982, costringendo i carabinieri ad uno scontro. Ancora una volta decorrono i tempi, e quando arriva la condanna, nel 1988, la signora fa la francese. E qui la colpa è tutta nostra.
Francesca Mambro, terrorista fascista, ha scontato più di venti anni di meritatissima detenzione (non per Bologna, dove lei ed il marito sono stati ingiustamente condannati). Ha raccontato e capito i propri errori. Dal 1998 è in semilibertà ed ora si mena scandalo perché ha ottenuto la libertà condizionale. Paragonate i due casi e misurate l’eredità della guerra civile ideologica.

"
scritto alle ore 14:05 | Permalink |
lunedì, 13 ottobre 2008
Premetto che non sono un esperto di scuola; scrivo qui solo un commento a una dichiarazione di un bidello di una scuola di Roma.
Questo bidello in una trasmissione televisiva di domenica scorsa allo scopo di difendere il suo attuale posto di lavoro e ruolo ha detto testuale "siamo in 13 colleghi, una scuola (liceo Righi) di 2000 studenti".
Purtroppo per lui sono a conoscenza che negli anni il mansionario dei bidelli (oops, collaboratori scolastici chiedo scusa, questa è la loro definizione politically-correct, come se chiamarli bidelli fosse offensivo) si è quasi totalmente azzerato: non fanno più le pulizie, non hanno l'obbligo di fare i custodi.
Fanno i fattorini interni, insomma, e poco altro. E sono 180.000 almeno in Italia.

Ora, un piccolo aneddoto personale.
Il liceo classico che ho frequentato negli anni '80 aveva i corsi completi fino alla H, più il ginnasio del corso I; a occhio, calcolando che allora le classi avevano in media circa 28 studenti, circa 1170 in totale.
Era tutto pulito e in ordine, per quanto antico e magari con restauri conservativi da fare, ma tenuto come si deve.

E 4 bidelli, di cui uno faceva il custode dato che abitava in una sezione dell'edificio apposita...

scritto alle ore 16:53 | Permalink |
venerdì, 10 ottobre 2008
(inizio)
L'incompatibilità ambientale, o meglio: come stare sulle p**** a quelli che ti hanno eletto in pochissime lezioni.
Vince le elezioni; ok, bravo lui.

E' un capopopolo amato e idolatrato da tutti, come sindacalista CGIL; siamo in anni di governo Berlusconi e la stampa lo adora al punto di parlarne come un politico in ascesa verso obiettivi nazionali (segreteria DS?)
Cosa ha sbagliato Cofferati per rendersi così inviso ai suoi stessi elettori di sinistra? Un elenco a caso, non in ordine di importanza.

Nato a Cremona, mai lavorato un giorno in quanto ha sempre e solo fatto sindacato, interista da sempre (e questo è un dramma visti i trascorsi calcistici degli anni '60), mai messo piede a Bologna in vita sua.

Manco sapeva che esisteva San Luca, al punto che il volantino elettorale riportava il disegno rovesciato (cerco il link, wait); quando glielo fecero notare fece spallucce.

Fece la campagna elettorale con la moglie al seguito... per poi scoprire 3 mesi dopo che non solo non abitava più con lei da molto tempo ma che aveva una amante dalla quale avrebbe avuto un figlio; il tutto in settembre alla prima della stagione sinfonica del Teatro Comunale suscitando lo sconcerto di tutti...
Dimostrò che non aveva capito una cosa semplicissima: se l'avesse detto avrebbe fatto un figurone; non dicendolo dimostrava di non sapere nulla dei suoi elettori.

Non conosci la città? Buon senso vorrebbe ti informassi e/o ti circondassi di persone capaci e del luogo; nei fatti, non ha fatto nessuna delle due scelte.

L'aneddoto (mai confermato, leggenda metropolitana?) dell'arrivo dell'attuale vicesindaco Adriana Scaramuzzino a Bologna è istruttivo... [si narra si fece portare da un tassista al suo arrivo direttamente a Palazzo d'Accursio, senza sapere che oltre a essere zona pedonale inaccessibile a chiunque è a venti metri da Piazza Re Enzo dove il tassista voleva e poteva arrivare... avrei voluto vedere la scena del taxi attorno al Crescentone inseguito dai vigili con il tassista con la testa fuori dal finestrino che dice "ho il vicesindaco" per giustificarsi]

Il personaggio Zamboni, assessore al traffico, meriterebbe un capitolo a parte; ha rinverdito un vecchio detto bolognese degli anni settanta che, riferendosi all'allora assessore Matulli noto per non essere una cima, diceva "il più imb****e lo mettono a fare l'assessore al traffico".

Di Virginio Merola, poi... ho esperienze dirette sulla sua bravura come "politico cresciuto nello stile delle Frattocchie", ma certezze sulla sua incapacità come amministratore. Ovviamente scelto come principale consigliere dal sindaco forestiero...

La vicenda Marco Biagi, per esempio.
Oltre a quello che successe prima dell'omicidio, tutto quanto il Nostro ha detto e fatto dopo, osteggiando anche la Fondazione e l'omonimo premio in memoria. Mai una parola di scusa, che forse sarebbe eccessivo pretendere, o di comprensione come invece sarebbe umano e ragionevole attendersi.

Il disinteresse totale per il lato sportivo di questa città, nota in Italia ed in Europa per esempio per essere Basket City; mai nella storia di Bologna un sindaco non ha ricevuto per premiazione e foto di rito vincitori di scudetti, coppe Campioni oppure nel suo piccolo nemmeno la squadra di calcio appena promossa in Serie A, con la motivazione assurda che "dovevo prendere un traghetto". Lo sport a Bologna non ha colore politico, il disinteresse invece conferma il menefreghismo per il luogo dove in teoria vivi e per il lavoro che stai facendo, amministrare la città.
Non parliamo poi del fatto che ha totalmente ignorato il primo Mondiale Piloti MotoGP vinto da Ducati nel 2007 con Casey Stoner... forse non sa che da sempre tutte le Ducati vengono fabbricate nel suo comune.

Da sindacalista, Cofferati ha sempre fiutato il vento del consenso dell'opinione pubblica cercando di assecondarla.
Peccato che amministrare ha tempi di vita e di reazione molto più lunghi di quelli delle dichiarazioni ai giornali e ai media, con la conseguenza che se ti contraddici sugli atti amministrativi o, gravissimo per un bolognese, vai contro il buonsenso nel governare (che non ha colore politico, almeno qui) incrini il rapporto di fiducia di quelli che ti hanno eletto come "salvatore della patria dopo gli anni bui della giunta Guazzaloca". E i tuoi elettori hanno non buona, ma buonissima memoria.
Stessimo giocando a poker direi che quelli che lo hanno eletto hanno visto il bluff. E ieri, dopo che per mesi lo stesso Cofferati ha cercato di imporre a tutti ma in primis al suo partito la ricandidatura, il bluff dell'uomo-paracadutato-dal-partito-salvatore-della-patria è andato male e si è visto che era un bluff.

Così male da far pensare a tutti gli elettori di centrosinistra, anche se non l'hanno nel DNA, che fosse l'uomo sbagliato nel posto sbagliato.

Amministrare una città è una cosa difficile.
Più difficile se non sei della città e non la conosci.
Ancora di più se non sei della città e se di essa e di chi ci abita non te ne importa nulla.

Ecco perchè, e con questo concludo, affermo che si è ritirato senza combattere: ha provato per un anno e mezzo a imporre al suo partito la ricandidatura, e non riuscendoci decide di lasciare.

La volpe e l'uva.
scritto alle ore 09:54 | Permalink |
venerdì, 10 ottobre 2008
(inizio)
Rendo atto al Cinese di essere un artista della manipolazione mediatica; in pratica, perfetto nel volgere a suo vantaggio la non conoscenza del territorio e dei fatti da parte degli inviati nazionali. Per non parlare poi della malafede...

Questo spiega come mai tutte le testate locali hanno sempre in questi anni riportato informazioni diverse da quelle che venivano divulgate a livello nazionale.
Un esempio? un paio di anni fa il Corriere (cerco i links) ,Rep. e l'Espresso spararono la notizia che a Bologna c'era un sindaco "sceriffo" che faceva rispettare la legalità con i suoi atti anche contro il volere della sua maggioranza e via lecchinando con interviste in ginocchio tipo quella da Fazio nel 2005.

La verità è più semplice, come tutte le verità.

 Alcuni atti amministrativi in linea con le promesse elettorali (atteggiamento a favore dell'immigrazione anche clandestina, tolleranza assoluta verso tutto e tutti, eliminazione dei vigili di quartiere) appena attuati suscitarono una ondata di sdegno in città tale che il sindaco fu costretto non solo a ritirare le delibere, ma a rimangiarsene una parte utilizzando poi i media per segnalare che "aveva rimesso le cose a posto" le stesse cose che aveva proprio lui in modo pasticcione e pressapochista reso insopportabili.
Tanto per stare nel concreto, fece sgombrare a furor di popolo la baraccopoli di rumeni lungo le rive del fiume... quegli stessi che lui aveva detto "potevano stare lì quanto volevano", chiamando i media nel momento dello sgombero e assumendosene il merito. Solo che poco tempo prima lui stesso aveva autorizzato componenti della sua maggioranza di ultrasinistra a portarli lì (ci sono gli atti...)

Se ti infetti volontariamente di un virus, sei proprio un eroe se ti dai il vaccino da solo, vero? E questo è solo uno degli esempi di come è nato per esempio il mito del sindaco-sceriffo, mito totalmente falso come tutti quelli che abitano a Bologna sanno.

In sintesi: parole, non fatti.

Non escludo che parte della disillusione non solo locale ma soprattutto nazionale dell'elettorato di sinistra verso i suoi rappresentanti sia figlia anche di questo duro scontro con la realtà. Non arrivo a dire che la parabola discendente del centrosinistra a livello nazionale sia stata causata dalla mala amministrazione di Bologna, non oserei mai una affermazione del genere in quanto infondata, ma posso di certo affermare che come sempre la mia città anticipa di almeno un paio di anni tendenze che si vengono poi a manifestare dirompenti sul piano nazionale e le elezioni politiche del 2008 ne sono un ragionevole indizio in tal senso. La crisi del prodismo, anticipata nel silenzio nazionale già dalle elezioni del 2006 (mi riferisco ai risultati di Bologna nettamente al disotto di quanto mi aspettavo per il centrosinistra) in quel senso è anche figlia dell'amministrazione locale.

Amministrare una città è una cosa seria nella quale la fuffa prima o poi viene a galla. Al prossimo post, analisi della incompatibilità ambientale del sindacalista con la mia città.
(continua)
scritto alle ore 09:10 | Permalink |
giovedì, 09 ottobre 2008
(inizio)
Appena eletto, Cofferati ha cominciato a pestare quella che in informatichese si potrebbe definire $roba_fetida_marrone_maleodorante.

1. consulenze costose ad amici e sodali
2. uccisione del piano Metropolitana automatica a Bologna... solo perchè lo aveva fatto la precedente giunta
3. piano sicurezza al consulente Barbolini
4. bilancio in rosso in meno di sei mesi, dopo aver ereditato un attivo di circa 6 milioni di euro

Punto per punto: per Enzo Biagi, Angelo Guglielmi e altri spesi circa un totale di 500.000 euro almeno appena eletto per fare cose che si facevano già... tipo il terzo ufficio stampa del comune!

La metropolitana? Cofferati disse che andava rivisto il piano, e rinviandolo al ministero ricevette risposta "ok, allora fuori un nuovo piano". Intanto i soldi per i lavori che dovevano partire nell'ottobre 2004, già stanziati, tornarono a Roma... per finire in pochi giorni a Parma (con i quali i parmensi stanno finendo proprio ora la LORO metropolitana!). Vista la mala parata, Cofferati decise che la nuova metropolitana sarebbe stata mista (?) e non automatica, proponendo proprio di farla p. es. in mezzo alla via Emilia all'altezza di Borgo Panigale. Scelta tecnicamente e amministrativamente assurda.
Tanto per la cronaca, tutti capimmo quanto quest'uomo era staccato dal contesto nel quale governava; forse nessuno gli aveva raccontato che  Walter Vitali era stato preso a pomodorate (virtuali) nel 1998 quando aveva messo uno spartitraffico largo un metro e mezzo nella stessa strada trafficatissima sulla quale Cofferati voleva mettere una corsia di 4 metri e mezzo riservata a un mezzo a rotaia!. Alcuni miei amici che lavorano in Ducati a Borgo Panigale suoi elettori cominciarono ad avere dubbi sulla scelta da loro fatta pochi mesi prima, e a manifestarlo apertamente. Dopo molte peripezie, Cofferati scelse un assurdo filobus su gomma (il CIVIS) non interrato che sta stressando con i lavori stradali quasi tutti i bolognesi da ormai un anno... e ne passerà ancora prima di vederlo in azione. Tutti o quasi ormai concordano sul fatto "tanto valeva fare un filobus vero che costa anche meno". Per informazioni estese, qui.

Il piano sicurezza? dopo pochi mesi di nuovo lassismo in città, visibilissimo e figlio anche della eliminazione del corpo di vigili di ronda creato dalla precedente giunta, commissionò a Barbolini un piano... che altro non era che il piano proposto da Guazzaloca alle elezioni con poche modifiche. Il costo della consulenza ha destato talmente scalpore da finire in una puntata di Report di Milena Gabanelli su RaiTRE. Inutile dire che è rimasto lettera morta, la giunta sarebbe caduta dopo un paio di minuti se avesse provato ad applicarlo.
Il Bilancio? già.... vedi le spese di cui sopra e comprendi subito come siano spariti i soldi.

Particolarità interessante: Bologna è una città piccolissima nella quale il gossip ha una importanza fondamentale e i comportamenti personali sono sempre visti come sintomo del comportamento pubblico, un po' all'americana, anche se in cima a ogni valutazione c'è sempre lo SPRECO del denaro del contribuente: se butti i soldi te la faccio pagare alle elezioni, anche se se di sinistra e ti ho votato. E questo il Cofferati non l'ha mai capito.

L'elenco delle piccole gaffes, solo alcune, che gli hanno rovinato la reputazione al prossimo post.
(continua)
scritto alle ore 17:03 | Permalink |
giovedì, 09 ottobre 2008
(inizio)
Qui di seguito, a beneficio dei non bolognesi, qualche informazione sul perchè il Cinese abbia deciso ora di non candidarsi contraddicendo tutto quanto ha detto e fatto negli ultimi due anni. Immagino che molti si chiedano come mai sia successa una cosa simile; se non sono di Bologna e ascoltano solo le testate nazionali è assolutamente comprensibile si pongano questa domanda dal momento che riconosco a Cofferati una abilità nel rilasciare dichiarazioni a testate "amiche" pari solo a quella di Berlusconi...
Peccato che come sempre la storia si prenda le sue rivincite.

Anzitutto le premesse della sua elezione.
Come dissi a suo tempo, Cofferati venne paracadutato da Roma nel 2004 a Bologna con due scopi manifesti:
1. riprendere la città dopo la disfatta del 1999 e la vittoria inaspettata di Guazzaloca
2. liberarsi di lui

Era il periodo di Fassino segretario DS, del Correntone che lo osteggiava e del quale il nostro faceva parte, del congresso di Pesaro e soprattutto di Cofferati che aveva appena mandato in piazza da segretario CGIL un paio di milioni di persone contro la modifica dell'articolo 18 dell'allora in carica governo Berlusconi.
Battuta ricorrente a Bologna in quel periodo: "se vince se lo tolgono dalle p****, se perde pure e lo hanno rifilato a noi".
Mai parole furono più profetiche.
Le elezioni si tennero in concomitanza con le Europee; questo comportò che il voto amministrativo ridivenne totalmente o quasi politico. Inoltre, era appena cambiato l'arcivescovo (Caffarra al posto del pensionando Biffi), e i due vice Vecchi e Stagni, per motivi personali di carriera e opportunismo suppongo,  tentarono una manovra delegittimante del nuovo presule esortando la potente Azione Cattolica prodiana e ulivista a votare compatta per Cofferati. Da non dimenticare il fatto che il Cardinale Biffi era stato uno dei maggiori sostenitori della giunta Guazzaloca.
Il risultato fu che Cofferati venne eletto al primo turno,  ma della allora base possibile (65%) di elettori di centrosinistra e cattolici ne prese solo il 56% dei voti, particolare non irrilevante e da tenere presente con attenzione.
La coalizione era esattamente identica a quella che nel 2006 avrebbe riportato Prodi al potere; dagli ex-democristiani (Beatrice Draghetti, Azione Cattolica, attuale presidente della inutilissima provincia) agli extraparlamentari di sinistra di Valerio Monteventi. Il programma, pure: chiusura dei CPT, voto amministrativo agli immigrati, alzare le pensioni (non sto scherzando, diceva proprio questo!), istituzionalizzare la Gay Parade e chi più ne ha più ne metta.
Poi che successe? cominciarono subito i guai, e furono tutti legati ad atti amministrativi.
E cominciò l'apertura di occhi dei bolognesi, soprattutto di quelli che lo avevano votato.
(continua)
scritto alle ore 16:36 | Permalink |
giovedì, 09 ottobre 2008
Da appassionato di informatica, non posso non linkare il nuovo blog dell'inventore finlandese di Linux, Linus Torvalds, fresco fresco di creazione.
Se parlassimo di ingiustizie nella assegnazione dei Nobel, qui ne abbiamo una vivente. L'uomo che ha creato il sistema operativo attualmente unica alternativa possibile a quelli della Micro$oft ne meriterebbe uno
scritto alle ore 16:10 | Permalink |
giovedì, 09 ottobre 2008
Dopo la fine della bottiglia di spumante stappata per l'occasione, un attimo di riassunto della situazione a beneficio dei non bolognesi in ascolto.
Il Cinese ha deciso improvvisamente di rinunciare a candidarsi a sindaco per un secondo mandato a Bologna.

Per la seconda volta in 10 anni, un sindaco di sinistra non viene ricandidato per il secondo mandato; è accaduto nel 1999 con Walter Vitali, attualmente promosso a senatore dei DS e ricordato come il secondo peggior sindaco di Bologna di sempre.

Il partito aveva già stampato e distribuito i primi volantini elettorali e fatto fare titoloni sui giornali amici riguardanti sondaggi interni della settimana scorsa che davano il sindaco come rieletto al primo turno (ampiamente smentiti da tutti i sondaggisti di professione), e aveva già rinunciato all'idea curiosa di fare le primarie per scegliere il candidato sindaco con il sindaco in carica (Cofferati) che si voleva ricandidare a tutti i costi.
Per mesi abbiamo assistito alla polemica non solo sotterranea fra i maggiorenti dei DS e Cofferati sulla ricandidatura; addirittura, ricordo una conferenza stampa in giugno per annunciare l'autoricandidatura convocata il giorno prima della analoga conferenza stampa dei DS nella quale si sarebbero annunciate le primarie...
Per tutto questo tempo, anzi per la precisione negli ultimi due anni, tutti i sondaggisti hanno affermato che per la prima volta a Bologna il centrodestra insieme unito avrebbe avuto la possibilità di vincere le elezioni anche in mancanza di un candidato forte e unitario, cosa che manca ancora; erano unanimi nel sottolineare che la candidatura Cofferati non portava valore aggiunto dall'elettorato, anzi avrebbe potuto compromettere la vittoria già incerta. Questa situazione è stata anzitutto compresa dai maggiorenti dei DS di Bologna (Pierluigi Stefanini, le Coop etc.) i quali hanno compreso che occorreva fare qualcosa pur di fermare una disfatta annunciata nel 2009.

Oggi che è successo? E' successo che dopo una ennesima telefonata con i vertici di Roma dei DS (Veltroni e Bettini) è stato comunicato al Sindaco che non era più in programma una sua candidatura se il partito voleva avere una qualche speranza di tenere Bologna.

E il Cinese si è arreso senza combattere contro il centrodestra una battaglia che sarebbe stata una sconfitta cocente, tale da eliminarlo totalmente dalla politica attiva.

Il perchè questo sindaco sia così caduto in basso nella stima dei suoi elettori, nonostante la perfetta manipolazione dei media nazionali attuata in questi anni, al prossimo post.
scritto alle ore 14:08 | Permalink |
giovedì, 09 ottobre 2008
Finalmente una buona notizia: il Cinese, paracadutato nel 2004 nella mia città, NON si ricandida alle elezioni del 2009. Vedere IlCorriere online per la notizia
Ufficialmente per motivi familiari... almeno sui media nazionali, ovviamente pochissimo informati della situazione vera di Bologna, non di quella virtuale
Finisco di vuotare la bottiglia di spumante appena aperta, poi via di commenti.

Per ora una sola battuta: assomiglia a la volpe e l'uva; non sarebbe stato rieletto, quindi decide di non candidarsi.

Qui il primo di una serie di post sull'argomento, per chi vuole saperne di più.

UPDATE: si vocifera che si candiderà a sindaco di Genova in caso di caduta improvvisa della giunta Vincenzi, cosa attualmente abbastanza probabile...
scritto alle ore 12:27 | Permalink |