lunedì, 31 agosto 2009
il 1 settembre 1939 le armate del Terzo Reich invasero la Polonia. Domani, 70 anni or sono cominciò la Seconda Guerra mondiale. 50 milioni di morti. Qui la cronaca di quel giorno terribile.
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Il 23 agosto venne firmato il Patto fra Unione Sovietica e Germania, detto Molotov Ribbentrop dal nome dei due ministri degli esteri, vedi foto. Notare Stalin in primo piano. Qui il testo dell'accordo per la spartizione della Polonia - e non solo - la vera vergogna di quella estate di 70 anni fa.

Vergogna per l'Unione Sovietica.

E vergogna anche per le democrazie occidentali, che per anni interi vollero dimenticare - raggiungendo apici di masochismo suicida come Monaco '38 - il saggio detto dei Romani si vis pacem, para bellum
O per dirla con Tolkien: " Chi non ha spada può sempre morire in punta di spada" (Eowyn, Il Signore degli Anelli)
Con la conseguenza che cominciò il dramma, proprio il 1 settembre di 70 anni fa.
scritto alle ore 22:24 | Permalink |
lunedì, 31 agosto 2009
Da tempo ne ho fatto una bandiera - vedi qui a fianco.
Per questo motivo da giorni compro di nuovo con piacere IlGiornale di Vittorio Feltri, dal momento che a quanto pare ha deciso di seguire il mio motto, e "cominciare a scacciare i mercanti dal tempio" (absit injuria verbis ... ). Approvo in toto il commento di Anduril sull'argomento.

Che i Boffo, Ezio Mauro etc. di turno comincino ad avere indietro il marciume che hanno propalato per mesi mi va solo bene, anzi; non ne avranno mai indietro quanto ne hanno sparso in giro.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra (Il Vangelo), e questi signori di peccati ne hanno molti di più degli altri.
Odio il conformismo dell'anticonformismo ma il moralismo peloso come mezzuccio politico è quasi peggio.
scritto alle ore 11:05 | Permalink |
venerdì, 28 agosto 2009
In occasione del Meeting di CL 2009 a Rimini, il racconto del viaggio dell'ex governatore della Florida (e futuro candidato repubblicano alla Presidenza degli Stati Uniti) Jeb Bush.

Qui sul LaStampa, come al solito il miglior giornale italiano.
Lo riporto per i posteri

""Obama, un pericolo per gli Usa"

Il fratello di George W., Jeb Bush: «Il governo interferisce nella vita degli americani, sovverte i nostri valori»

Obama minaccia la libertà degli americani e la loro autonomia dal governo». Jeb Bush, il figlio prediletto che secondo papà George era predestinato alla Casa Bianca, ha appena lanciato l’attacco più pesante contro il successore di suo fratello, quando una visita improvvisa lo costringe a fermarsi. Nella sala luccicante di cristalli del Grand Hotel di Rimini, dove è venuto per partecipare al Meeting di Cl, è entrato un vecchio amico, Tony Blair. Si avvicina con un grande sorriso, chiede educatamente scusa per l’interruzione e va a sedersi a fianco dell’ex governatore della Florida, un po’ imbarazzato perché sta in jeans e camicia azzurra aperta senza cravatta.

«Ciao Jeb, come stai?». «Niente male Tony, è sempre un piacere venire in Italia». «E George? Come se la passa? Gli ho mandato una e-mail, è diventato parecchio veloce col computer». «Per forza, sta scrivendo il suo libro di memorie». «Anch’io - dice Blair -, a che punto sta?». «Viaggia meno di te, quindi è arrivato quasi alla fine. È di ottimo umore». «Ci dovremmo scambiare le bozze. Io sono impegnato anche col Medio Oriente, come mediatore del Quartetto, però ci tenevo a venire qui». «Parlerai - chiede Jeb - della tua conversione? Sai che anch’io sono diventato cattolico per amore di mia moglie? È di origini messicane e la domenica andavamo in chiese diverse, non aveva senso. Ho cominciato a frequentare il mondo cattolico con lei, ma poi la dottrina mi ha interessato sempre di più». «Vero, è stato lo stesso per me», replica Blair. Deve andare, si alza e saluta. Ridono. Quando Bush torna, confida: «Gli ho detto che se decidesse di candidarsi alla Casa Bianca, farei il manager della sua campagna: vincerebbe a mani basse, in America resta popolarissimo».

Perché Obama è una minaccia per la libertà?
«Il piano mastodontico per la sanità, gli interventi da 787 miliardi di dollari nell’economia, il deficit salito a 1,8 trilioni, il governo che ormai interferisce in ogni aspetto della vita quotidiana: vuole stravolgere la nostra concezione dello Stato. Da noi la libertà è sempre stata inversamente proporzionale all’ingerenza delle istituzioni, ha favorito la creatività che ci ha resi grandi».

C’è chi va ai comizi contro la riforma sanitaria di Obama armata: non sono loro una minaccia?
«Capitava anche a mio fratello, ma la stampa liberal non lo raccontava. Comunque la natura di questa protesta è spontanea e positiva: si battono per i valori fondanti degli Usa, che coincidono molto con la dottrina cattolica della sussidiarietà, di cui sono venuto a parlare qui. Aiutate la gente ad organizzarsi su base volontaria, magari motivata dalla fede: farà certamente meglio dello Stato».

È l’inizio della sua campagna del 2012?
«No, per ora solo un movimento spontaneo, da cui però potrebbe rinascere il conservatorismo americano».

Gli manca un leader: lei è pronto?
«Ci sono altri repubblicani, Sarah Palin, Mike Huckabee e Mitt Romney, che stanno già facendo attivamente campagna per la Casa Bianca».

Però non esclude al 100% di candidarsi.
«Ecco, mettiamola così».

La crisi economica è cominciata con suo fratello, non era giusto intervenire per contrastarla come ha fatto Obama?
«Sì, ma lui ha esagerato. Lo Stato è diventato padrone di banche, case auto, e ora vuole prendersi la sanità. Gli stimoli da 787 miliardi sono molto dubbi: la maggior parte dei soldi non è stata neppure spesa, o verrà investita nell’arco di dieci anni».

Lei cosa avrebbe fatto?
«Tagli alle tasse, soprattutto per piccole imprese, e investimenti diretti nelle infrastrutture».

Come giudica la reazione dell’Europa?
«Un po’ lenta e priva di stimoli sufficienti».

Ora cosa dovremmo fare?
«Darci tutti una calmata: questi continui interventi creano solo confusione, impaurendo la gente che non investe più. Abbiamo stabilizzato il settore finanziario, ora lasciamo che il mercato faccia il suo corso».

Quando ne usciremo?
«Difficile dire. L’occupazione tarderà a risalire e rischiamo una ricaduta a doppia w, o quanto meno di restare piatti per parecchio tempo».

In Italia il dibattito sulla crisi si è intrecciato con quello sull’immigrazione: il governatore Draghi, ha detto che il lavoro degli stranieri è una risorsa.
«Ha ragione, è anche un’opportunità per la nostra politica estera, perché lega molti Paesi in via di sviluppo agli interessi occidentali».

L’immigrazione, però, porta anche il problema integrazione e sicurezza.
«Chi viene in America può realizzare un sogno. In cambio, deve accettare la nostra cultura e storia: non possiamo sopportare all’infinito enclave separate. Naturalmente possono non assimilare la nostra cultura: in questi casi la soluzione sono i permessi temporanei di lavoro».

L’Afghanistan è una guerra sempre più complicata: stiamo perdendo?
«Io mi fido del generale Petraeus, un vero eroe americano, che ha già trovato la strategia vincente in Iraq mentre tutti ci criticavano. Però devo dire una cosa ai nostri alleati: non è possibile che gli Usa restino soli a difendere gli interessi e la civiltà occidentale. Ora, a causa della crisi, ci manca anche la capacità economica, e un ritiro danneggerebbe tutti».

È scettico sul riscaldamento globale?
«Sì, perché vedo giudizi scientifici contrastanti. Però possiamo trovare un terreno comune nello sviluppo di energie alternative, a partire dal nucleare, ma non solo».

In Italia c’è polemica perché Berlusconi andrà in Libia, partner energetico cruciale, nonostante le feste di Gheddafi all’agente condannato per Lockerbie.
«Non sono così pazzo da impicciarmi della politica italiana, ma la decisione del governo scozzese di liberare un terrorista è stata un oltraggio. È la prova di quanto dicevo prima: dobbiamo smettere di dipendere da fonti energetiche instabili e inaffidabili».
"
Se non è un bell'inizio per un candidato presidente, non so che altro possa essere, visto anche lo stato comatoso attuale del GOP negli USA.
scritto alle ore 14:35 | Permalink |
venerdì, 28 agosto 2009
Sempre sul tema di "odio il luogocomunismo e l'informazione falsa" riporto una bufala talmente enorme da spingermi a creare un superlativo assoluto - degno di miglior causa, spero - per definirla, vedi titolo del post. Che poi la notizia (?) venga riportata dal CorSera come seria e scientificamente attendibile mi fa ancora più disperare sullo stato delle grandi testate italiane online e non a proposito informazione sulla scienza e la tecnologia.

"ALBERI ANTI-CO2 – Si tratta di un folto esercito di 100 mila alberi artificiali che, grazie a un filtro, sarebbero in grado di trattenere le emissioni di anidride carbonica (responsabili come è noto del surriscaldamento del pianeta)"

qui l'articolo originale, nel quale non solo il titolo sembra scritto da un liceale che a malapena sa fare le equazioni di secondo grado.
"
Alberi artificiali per salvare l'ambiente Potrebbero catturare CO2 con un'efficienza altissima, dando tempo agli scienziati per trovare soluzioni definitive al problema delle emissioni "


A prescindere dal fatto che molti cominciano a comprendere che il riscaldamento globale è una bufala propalata pro domo di chi vuole specularci economicamente sopra, ma l'hanno riletto prima di pubblicarlo?
Sarebbe come vuotare il mare (il cielo in questo caso) con un cucchiaino per giunta bucherellato.

Sembra che facciano proprio a gara a chi la spara più grossa, e viene creduto....  e un articolo approssimativo e ignorante - in senso semantico - come questo si merita il titolo di Buffonata Quotidiana. Il livello di corretta informazione del Corrierone si abbassa ogni giorno, purtroppo.
scritto alle ore 10:08 | Permalink |
giovedì, 27 agosto 2009
Oggi mi sento come il mio blog:

Ainpospiò !!!!!

Mi girano talmente che se nuotassi sulla schiena potrei partire in planata senza fatica.
E lavorare senza essere pagati ne è solo una componente.

scritto alle ore 16:38 | Permalink |
mercoledì, 26 agosto 2009
Ogni tanto nel panorama ottusamente conservatore e luogocomunista della sinistra italiana qualche giornalista fa affermazioni controcorrente, magari allo scopo di sovvertire la famosa regola dei vent'anni - a sinistra ci mettono quel tempo per ammettere che avevano torto su un argomento qualsiasi e i loro avversari di allora ragione su tutta la linea -  e quando accade ammetto di provare una soddisfazione immensa.
Se poi a fare affermazioni ovvie dal mio punto di vista - ma io non faccio parte di questa sinistra - è uno dei pochi giornalisti e politici di sinistra al quale spesso concedo di avere una onestà intellettuale non comune nel suo schieramento, cioè Antonio Polito, posso solo notare con soddisfazione che è addirittura recidivo.

E mi chiedo che cosa mai lo faccia rimanere fedele a uno schieramento politico che fa esattamente l'opposto di quello che scrive e auspica ogni giorno.

Di ieri l'editoriale sul Riformista, da leggere con calma e ricordare in futuro.

Riporto solo un passo:
"La rivoluzione liberale sarebbe accettare l'idea che l'individualismo non è sinonimo di egoismo sociale. Mentre da noi la sinistra si trova a suo agio solo con i grandi soggetti collettivi e organizzati, rispetta e teme soltanto ciò che comincia per Conf, dalle Confederazioni sindacali alla Confindustria, dalla Confcommercio alla Confesercenti. Ma non sa nulla di tutti coloro - e in Italia sono molti di più che negli altri Paesi europei - che ogni giorno si muovono nella giungla della società allo stato brado, contando solo su se stessi, senza nessuna Conf che copra loro le spalle. I piccoli: piccoli imprenditori, piccoli risparmiatori, piccoli proprietari di case, piccoli commercianti, piccoli artigiani. Quei piccoli di cui la cultura di sinistra sorveglia e critica il 740 molto più di quanto si sia permessa di fare con quello di Gianni Agnelli."
scritto alle ore 11:27 | Permalink |
martedì, 25 agosto 2009
Idiota è la filosofia sociale, il ragionamento e l'ideologia che permea un giovinastro a tal punto da fare questo, vedi foto, con la conseguenza che il minus habens di cui sopra ci  lasci le penne - e mi spiace per lui, davvero. La vita umana è la cosa più importante, a prescindere.

CarloGiuliani2

Chiunque faccia cose come questa può aspettarsi una reazione dall'altra parte.
Chiunque non sia accecato dall'odio capisce che se assalti una camionetta dei carabinieri e gli tiri un estintore può venirtene male.

l'Orrore è che il padre del suddetto poverino - per non parlare della madre che nella scorsa legislatura si è costruita addirittura una carriera politica come senatore di Rifondazione Comunista - dica cose come quelle di oggi, fonte CorSera. Cito testualmente:

"«Noi, comunque, faremo ricorso - prosegue - e impugneremo la sentenza nella parte in cui non vengono messe in luce le violenze che le forze dell'ordine hanno fatto sul corpo di Carlo subito dopo la sua morte, per cercare di fare credere che il colpo fosse stato deviato». «Questa sentenza - conclude Giuliani - esprime davvero quello che abbiamo sempre detto, e cioè che ci fu una volontà politica di creare quel disastro. Del resto anche il tribunale genovese aveva detto nella sentenza ai 25 manifestanti che buona parte della reazione dei manifestanti era stata motivata da un comportamento violento delle forze dell'ordine»"

Il Ridicolo è che ci sia voluta la Corte Europea, e ben 8 anni, per riportare un po' di ordine in una vicenda chiara come il sole; che però - in omaggio al politically correct -  debba esser risarcita la famiglia per 40000 euro è proprio assurdamente ridicolo.

"Mario Placanica, il carabiniere che nel luglio del 2001 uccise Carlo Giuliani durante il G8 di Genova, ha agito per legittima difesa. Questo è quanto ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo in una sentenza resa pubblica oggi. I giudici di Strasburgo hanno quindi accettato la versione delle autorità italiane su come si sono svolti i fatti inerenti la morte del giovane. Secondo la sentenza, infatti, il militare che sparò a Giuliani non è ricorso a un uso eccessivo della forza, ma ha risposto a quello che ha percepito come un reale e imminente pericolo per la sua vita e quella dei suoi colleghi. La Corte ha dato invece ragione ai familiari di Carlo Giuliani riconoscendo come l'Italia avrebbe dovuto svolgere un'inchiesta per stabilire se il fatto potesse essere ascrivibile a una cattiva pianificazione e gestione delle operazioni di ordine pubblico. Per questo i giudici hanno stabilito che lo Stato dovrà risarcire 40.000 euro ai genitori di Carlo Giuliani. "

Morale: mascherarsi con passamontagna nero e tirare estintori ai carabinieri frutta 40000 euro.
Pazienza se puoi rischiare di lasciarci le penne; se ti va bene è un bel colpo. Quasi quasi mi spiace per gli altri due dementi che, stessa foto, stanno graziosamente colpendo la macchina con una trave... non hanno preso un soldo. Possono fare ricorso alla corte europea anche loro, sai mai
scritto alle ore 16:11 | Permalink |
lunedì, 24 agosto 2009
Evabbè, un po' di autocelebrazione ci vuole ogni tanto.
sono stato qui come ormai abitudine alla manifestazione aerea.

Il posto era questo, vedi foto

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Da dove eravamo noi (Pordoi) la Marmolada si vedeva così, ghiacciaio grande il doppio e neve su tutti i lati a nord non al sole. Alla faccia di chi crede ancora alla balla del riscaldamento globale
scritto alle ore 16:43 | Permalink |