giovedì, 31 luglio 2008
Per quanto mi riguarda, le olimpiadi che stanno per cominciare non esistono, non me ne voglio occupare e non voglio nemmeno sentirne parlare.

beijing_2008_free tibet
Meeting Dalai Lama - John McCain
Ricordare il massacro di Piazza Tienanmen, ma soprattutto il TIBET aiuta a comprendere.
Obama in Europa? McCain con il Dalai Lama negli stessi giorni. Ai posteri l'ardua sentenza.
scritto alle ore 10:07 | Permalink |
mercoledì, 30 luglio 2008
Dopo il mega tour di Obama in europa, sul quale ho fatto un paio di posts di recente, proprio oggi esce finalmente un sondaggio autorevole in USA. Il link qui
Riporto il testo:
"Republican presidential candidate John McCain moved from being behind by 6 points among "likely" voters a month ago to a 4-point lead over Democrat Barack Obama among that group in the latest USA TODAY/Gallup Poll. McCain still trails slightly among the broader universe of "registered" voters. By both measures, the race is tight.

The Friday-Sunday poll, mostly conducted as Obama was returning from his much-publicized overseas trip and released just this hour, shows McCain now ahead 49%-45% among voters that Gallup believes are most likely to go to the polls in November. In late June, he was behind among likely voters, 50%-44%."

Traduzione: Il candidato presidente John McCain passato da meno 6% nelle intenzioni di voto di un mese fa a più 4% di margine sul candidato democratico Barack Obama secondo l'ultimo sondaggio Gallup per USA Today. McCain è ancora in recupero nel più ristretto numero dei votanti registrati, comunque in entrambi i casi la differenza è minima. Il sondaggio,effettuato durante il ritorno di Obama dal suo pubblicizzatissimo viaggio in Europa ed medio oriente, afferma che McCain ora conduce 49 a 45 nelle preferenze degli elettori che Gallup ritiene andranno a votare in novembre. Alla fine di giugno, McCain era dietro per 50 a 44.

Sintesi: se ad inizio agosto il divario fra i due si è azzerato la partita è apertissima. Rimango dell'idea che a McCain per vincere basta occuparsi di un paio di stati in bilico per avere i delegati necessari (Ohio e Illinois, più la solita Florida).

Con sommo scorno della sinistra italiana.

Forse non aspetterò le Convention del GOP e dei Democrats per esprimermi su chi sarà il Presidente degli Stati Uniti.

scritto alle ore 15:19 | Permalink |
martedì, 29 luglio 2008
Eccettuati alcuni amici, per i quali una gara di motociclismo è solo "chi arriva davanti" in qualsiasi modo, Guido Meda e Loris Reggiani di Italia(46)1, ho finalmente trovato una foto inequivocabile del sorpasso al cavatappi del terzo giro del recente GP di Laguna Seca. Inequivocabile perchè dimostra la mia idea che quel sorpasso sia una sportellata frutto di una staccata eccessivamente ritardata.
In sintesi: al terzo giro, per la quarta volta Stoner sorpassa Rossi questa volta nel posto giusto, sulla salita che porta al cavatappi e fa la sua traiettoria standard. Per chi non lo sapesse, al cavatappi ce ne è una sola che guarda caso è quella che sta facendo la Ducati nella foto.
Rossi ha appena subito il sorpasso fatale e lo sa, dal momento che la moto di Stoner è nettamente più veloce nelle tre curve velocissime a sinistra dopo il cavatappi e si rende conto che non lo avrebbe più ripreso salvo ripassarlo subito.
Si butta in staccata a vita persa (bravo lui, intendiamoci, a restare in piedi) come da foto pur di restargli davanti.
Ovviamente arriva non lungo ma stralungo al cavatappi.
Ovviamente va sulla terra, rimanendo in piedi per miracolo. E questo è il momento dello scatto.
Ovviamente, rientra in piena traiettoria, obbligando Stoner che stava arrivando in piena accelerazione e molto più velocemente ad allargare verso sinistra di 4 metri per non andargli addosso.
Rossi-Stoner Laguna Seca 2008
Regolamento vorrebbe che non si rientri in pista così, obbligando gli altri a scansarsi. Ricordo Rossi lamentarsi lo scorso anno di Elias per una manovra simile in Francia.

E poi badano a dire che ha ragione, stampa compiacente compresa (che sia compiacente è ovvio: altrimenti interviste non ne rilascia più e lo sanno tutti)

A me pare tanto una sportellata, comunque sono sicuro che prima o poi la prenderà indietro quindi aspetto con ansia il momento in cui si lamenterà dell'aggressività altrui; io e altri gli ricorderemo questa manovra, oppure quella a Jerez su Gibernau nel 2005 tanto per capirci.

Ho la vaga impressione che i soliti giochetti psicologici che Rossi ha fatto con gli altri piloti in questi anni con Stoner non funzionino.




scritto alle ore 14:34 | Permalink |
martedì, 29 luglio 2008
Come ogni volta che ci sono le elezioni americane aspetto fine agosto per la convention repubblicana e inizio settembre per quella Dem prima di esprimermi sul vincitore delle Presidenziali USA di novembre.
In Europa, e in parte anche in America, tutti i media sono convinti che Obama stravincerà, come al solito.
Sono aprioristicamente e acriticamente dalla parte dei Democratici.

Personalmente, preferirei vincesse McCain, e in proposito riporto un fantastico editoriale di Carlo Panella.
"Barak Obama è riuscito a commettere una mezza dozzina di gravissimi errori politici nel suo recente viaggio al di quà dell'Oceano. Ma i peana della stampa di tutti i colori sono cresciuti al diapason di giorno in giorno, sino all'apoteosi dell'orrido discorso di Berlino.
Orrido perché perfetto dal punto di vista tecnico, ma non da candidato presidente: da rockstar. Un nulla benissimo detto. E soprattutto un insulto all'Europa. Se il candidato presidente Obama vuole realmente fare una politica multilaterale, può naturalmente andare a plagiare la memoria storica di Kennedy a Berlino, ma subito dopo deve andare in Europa, che non sta né a Berlino né a Londra, né a Parigi (dove lui va), ma a Bruxelles. Avere evitato un confronto, la conoscenza, un serio lavoro di preparazione di rapporti con Barroso e la Commissione europea è errore politico da licenziamento in tronco. Ma Obama è fatto così, è un mega Rutelli-più-Veltroni, è un piacione all'ennesima potenza: tutta fuffa, niente sostanza. Lungo e insulso discorso berlinese (che non si discosta di una virgola dalla scaletta degli ultimi discorsi di Bush in Europa, multilateralismo incluso), ma nessun lavoro di scavo, di conoscenza, di raccordo con le realtà vera dell'Europa politica.
Stesso copione, ma ben più grave, in Israele. Piacione com'é ha detto agli israeliani tutto quel che volevano sentirsi dire e poi ai palestinesi, di nuovo, tutto quel che volevano sentirsi dire. Il risultato è che nell'arco di 24 ore ha detto cose opposte le une alle altre e che la diffidenza nei paesi arabi e islamici (Iran in testa) verso di lui è cresciuta a dismisura.
Ma di tutto questo non ragionano i media europei, perché Obama, mille volte più di JFK Kerry, rappresenta al massimo quella ''altra America'' che tutti gli europei antiamericani sognano da anni e di cui Furio Colombo è il massimo cantore. Una America che non esiste, che è la proiezione di quel che gli antiamericani vorrebbero che fosse, perché sono mossi da una antipatia di fondo che ha una radice orribile. Non si perdona all'America di avere liberato l'Europa da un nazifascismo che i genitori di tutti gli antiamericani di oggi avevano entusiasticamente appoggiato, e non solo fino al 1939. Il sogno della ''altra America'' è il prodotto dela cattiva coscienza dell'Europa, in particolare quella di sinistra che ormai non può più raccontarsi la balla (che pure ha retto per 40 anni) di un nazifascismo abbattuto dai partigiani o dalla sola eroica Armata Rossa sotto la guida del piccolo padre, il compagno Stalin. La piazza di Berlino è il prodotto del radicamento e dell'espansione fuori misura di questo antiamericanismo che ha radici nella vigliaccheria dei popoli europei che è stato disgraziatamente legittimato dalla cancelleria di Schroeder, la prima antiamericana del dopoguerra. Schroeder, il cancelliere-in-cashmere e con vacanze di extralusso in Toskana, ha distrutto la dolorosa, cosciente, elaborazione delle colpe del popolo tedesco avviata da Brandt e poi perfettamente sviluppata da Kohl (ovviamente con sensibilità e idee ben diverse, ma omogenee) e ha fatto un'operazione sporca: ha detto -di fatto- al popolo tedesco che la colpa di tutto è dell'imperialismo americano. Successo di pubblico e di critica.
Una misera mistificazione in cui il genio della mistificazione Barak Obama si è rivoltato come un orso ghiotto in un alveare.
"

Non avrei potuto dire meglio.Onore alla penna e alla intelligenza giornalistica di uno dei pochi pensatori veramente lucidi che io conosca.
Chissà se anche questa volta ci saranno quelle che per i progressisti europei sono "brutte sorprese".
scritto alle ore 10:48 | Permalink |
lunedì, 14 luglio 2008
Terza vittoria consecutiva per il nuovo Re Della Pioggia.
MotoGP_R10_ita_176x294
Il mondiale non è più una faccenda privata fra Rossi e la Honda...
scritto alle ore 15:41 | Permalink |
giovedì, 10 luglio 2008
Prendo spunto dalle dichiarazioni di Sabina Guzzanti al raduno girotondino di due giorni or sono per notare un piccolo particolare significativo a mio modo di vedere sulla ipocrisia di sinistra, letta, pensata, coltivata, coccolata e attualmente chiamata con un altro nome: politically-correctness.

Se un qualsiasi esponente di centrodestra, senza arrivare ai Teodoro Buontempo, avesse definito "frocioni" un paio di omosessuali, non farei fatica a immaginare la valanga di parole di fascismo incombente, il profluvio di editorialoni su Rep. o LaStampa o Famiglia Cristiana sul regime omofobico, sulla destra fascista e sfascista, antisociale, retrograda e quant'altro, per non parlare poi della giusta indignazione di Serra, Travaglio, Barbara Spinelli e Furio Colombo. Magari tutto condito da un paio di articoli commissionati all'Economist sul fatto che il centrodestra e il suo capopopolo sono "unfit" per governare il paese. Le dichiarazioni di Grillini in proposito sarebbero state quasi ovvie e addirittura benevolmente puerili rispetto all'ondata di indignato rimprovero nazionale sui media sinistrorsi e non.

Ma se questa affermazione la fa un campione della sinistra giacobina,manettara e populista, tutto tace.

Ipocrisia a tutto tondo, secondo me, è il vero nome della politically-corretness alla amatriciana di questi intellettuali e giornalisti.
Liberiamocene.
scritto alle ore 09:24 | Permalink |
martedì, 08 luglio 2008
Leggo una bella intervista al Presidente Cossiga in occasione del suo compleanno (80, auguri vivissimi) su IlCorriere.
Un paio di passaggi mi fanno pensare a quanto la politica di sinistra, e nella mia città in particolare, abbia volutamente scientemente e artatamente alterato la realtà, la verità e la storia per i suoi scopi.
Sono anni che lo dico, anche su questo blog, ma quando lo afferma il Presidente Cossiga magari è un filino più autorevole e informato del sottoscritto.

"Quale idea si è fatto sulle stragi definite di «Stato», da piazza Fontana a piazza della Loggia? La Dc ha responsabilità dirette? Sapeva almeno qualcosa?

«Non sapeva nulla e nessuna responsabilità aveva. Molto meno di quelle che il Pci (penso all'"album di famiglia" della Rossanda) aveva per il terrorismo rosso».

Perché lei è certo dell'innocenza di Mambro e Fioravanti per la strage di Bologna? Dove vanno cercati i veri colpevoli?
«Lo dico perché di terrorismo me ne intendo. La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della "resistenza palestinese" che, autorizzata dal "lodo Moro" a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo. Quanto agli innocenti condannati, in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. E nella rossa Bologna la strage doveva essere fascista. In un primo tempo, gli imputati vennero assolti. Seguirono le manifestazioni politiche, e le sentenze politiche».

Scusi, i palestinesi trasportavano l'esplosivo sui treni delle Ferrovie dello Stato?
«Divenni presidente del Consiglio poco dopo, e fui informato dai carabinieri che le cose erano andate così. Anche le altre versioni che raccolsi collimavano. Se è per questo, i palestinesi trasportarono un missile sulla macchina di Pifano, il capo degli autonomi di via dei Volsci. Dopo il suo arresto ricevetti per vie traverse un telegramma di protesta da George Habbash, il capo del Fronte popolare per la liberazione della Palestina: "Quel missile è mio. State violando il nostro accordo. Liberate subito il povero Pifano"»
."

Ora aspetto che qualcun altro faccia la stessa operazione sull'abbattimento del DC9 ITAVIA, confermando quello che tutti sanno ma non dicono (i francesi tirarono mancandolo a un MIG libico che stava usando come copertura l'aereo di linea per tornare in patria dalla Yugoslavia, quello che venne ritrovato sulla Sila).
Altro che stragi di stato! Sono stufo delle verità politiche che massacrano i fatti a loro piacimento, e agli scribacchini (vedi intervista di Cossiga) che lo fanno pro-domo-loro

"Tutta questa insistenza sulla "storia criminale" d'Italia è opera non di studiosi, ma di scribacchini. Gente che, non sapendo scrivere di storia e non essendo riusciti a farsi eleggere a nessuna carica, scrivono di dietrologia. Fantasy, appunto"


Quando la verità fa male...

PS: esilarante la definizione data di Casini, "Pierfurby". Kossiga non smette mai di stupirmi.
scritto alle ore 11:23 | Permalink |
lunedì, 07 luglio 2008
Dopo aver visto qualche giorno fa titoloni su IlCorriere, Rep., LaStampa e un paio di servizi televisivi su testate nazionali (TG1, TG5) ho pensato che puzzasse strano.
Ovviamente parlo di i-Dozer o come cavolo si scrive.
Si, quello scaricamento da internet, a pagamento, di files MP3 che farebbero l'effetto delle droghe leggere o pesanti.
Personalmente, non prendo mai per buono quello che mi viene detto, ma in mancanza di interesse specifico (in sintesi: non me ne fregava nulla) ho lasciato perdere, salvo notare un piccolo particolare che mi ha fatto pensare fosse la bufala dell'anno.
Nel servizio del TG1 veniva esplicitamente detto: "... effetto generato dalle frequenze fra 5 e 15 Hertz registrate nel file"

Allora: premesso che chiunque abbia una vaghissima conoscenza dello spettro audio udibile, convenzionalmente compreso fra 20 e 20000 Hertz, sa perfettamente che quelle frequenze sono praticamente non riproducibili da sistemi di altoparlanti e tantomeno lo possono essere da un paio di cuffiette da 5 euro, quindi i files contengono fuffa e/o un effetto placebo assolutamente eccezionale per il loro venditore, mi meraviglio un attimo della professionalità dei giornalisti delle testate sopra citate.
Ma è possibile che certe bufale vengano prese per buone? Che competenze hanno questi scribacchini? A occhio direi che se qualche buontempone all'ANSA battesse la notizia che "il somaro vola", come da famosa barzelletta, loro la prenderebbero per buona!

Ovvio che anche il bravissimo Paolo Attivissimo, noto cacciatore di bufale, se ne sia accorto. Vedi qui.

Amarissima conclusione: se il livello di serietà professionale dei giornalisti è questo, chissà allora quante altre notizie che non sono in grado di verificare ci passano per buone. Poveri noi.
scritto alle ore 17:03 | Permalink |
venerdì, 04 luglio 2008
Ricordare, aiuta. 4 Luglio 1776.

Dichiarazione di Indipendenza"Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario ad un popolo sciogliere i vincoli politici che lo avevano legato ad un altro ed assumere tra le altre potenze della terra quel posto distinto ed eguale cui ha diritto per Legge naturale e divina, un giusto rispetto per le opinioni dell'umanità richiede che esso renda note le cause che lo costringono a tale secessione. Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità. La Prudenza, anzi, imporrà che i Governi fondati da lungo tempo non andrebbero cambiati per motivi futili e transitori; e di conseguenza ogni esperienza ha dimostrato che l'umanità è più disposta a soffrire, finché i mali sono sopportabili, che a cercare giustizia abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni, che perseguono invariabilmente lo stesso obiettivo, evince il disegno di ridurre il popolo a sottomettersi a un dispotismo assoluto, è il loro diritto, è il loro dovere, rovesciare tale governo e affidare la loro sicurezza futura a dei nuovi Guardiani. - Tale è stata la paziente sopportazione di queste Colonie; e tale è oggi la necessità che le costringe ad alterare i loro precedenti Sistemi di Governo. La storia dell'attuale Re di Gran Bretagna è una storia di ripetute ferite ed usurpazioni, tutte aventi l'obiettivo diretto di stabilire una tirannide assoluta su questi stati. Per comprovarlo, sottoponiamo i fatti seguente a un mondo sincero."
(...)
"Noi dunque, Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso Generale, facendo appello al Supremo Giudice del mondo per la rettitudine delle nostre intenzioni, solennemente pubblichiamo e dichiariamo, in Nome e con l’Autorità del buon Popolo di queste Colonie, Che queste Colonie Unite sono, e hanno diritto di essere, Stati Liberi e Indipendenti; che sono sciolti da ogni fedeltà alla Corona britannica, e che ogni legame politico fra loro e lo Stato della Gran Bretagna è, ed ha diritto di essere, totalmente sciolto; e che in qualità di Stati Liberi e Indipendenti, essi hanno pieno potere di dichiarare la Guerra, concludere la Pace, contrarre Alleanze, stabilire dei Commerci e fare ogni altro Atto e Cosa che gli Stati Indipendenti possono fare di diritto. E a sostegno di questa Dichiarazione, con ferma fiducia nella protezione della divina Provvidenza, ci promettiamo reciprocamente le nostre Vite, le nostre Fortune e il nostro sacro Onore."
scritto alle ore 09:09 | Permalink |
mercoledì, 02 luglio 2008
Dopo una lunga lettura dell'originale, chez  "A Conservative Mind" (qui) che offre sempre spunti interessantissimi, di un articolo di Daniel Pipes pubblicato su National Review (qui l'originale con le bellissime vignette), mi sono deciso a pubblicare una traduzione per i non-anglofoni a tutto tondo.

Premesso che non lo sono nemmeno io, perdonate errori e approssimazioni. Spero sia utile.

"Questi due paesi sono fratelli, uniti in un solo punto" ha detto il
socialista Hugo Chávez durante la visita a Teheran lo scorso novembre
celebrando la sua alleanza con l'islamico Mahmoud Ahmadinejad. Anche il
figlio di Che Guevara Camillo, in visita lo scorso anno pure lui a
Teheran dichiarò che suo padre "avrebbe dato il suo contributo alla
lotta di questo paese contro gli Stati Uniti d'America". Questi hanno
seguito le orme di Fidel Castro che durante una visita del 2001 dichiarò
ai suoi ospiti che "Iran e Cuba in collaborazione possono mettere
l'America in ginocchio". Dal canto suo Ilich Ramírez Sánchez (Carlos il
terrorista) ha scritto nel suo libro "Revolutionary Islam" (islam
rivoluzionario) che "solo una alleanza fra marxisti e islamici può
distruggere gli Stati Uniti".

Non sono solo i politici latino americani di sinistra che vedono il
potenziale islamico: Ken Livingstone, ex-sindaco troskysta di Londra, ha
letteralmente abbracciato il pensiero di un importante esponente
islamico, Yusuf al-Qaradawi.Ramsey Clark, già attorney general (pubblico
accusatore) negli Stati Uniti, è andato in visita dall'Ayatollah
Khomeini per offrigli il suo aiuto. Noam Chomsky, docente universitario
all' MIT, è andato in visita da Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah in
Libano ed ha approvato la scelta di Hezbollah di mantenere i suoi
armamenti. Ella Vogelaar, ministro olandese per l'edilizia abitativa
quartieri, e l'integrazione è così vicina all'Islam da essere stata
definita da Afshin Ellian, professore di origine iraniana "il ministro
dell'islamizzazione".

Dennis Kucinich, durante la sua prima campagnia elettorale per le
presidenziali del 2004, citò il Corano e incitò un pubblico musulmano a
cantare "Allah Akbar"; inoltre ha dichiarato di "tenere una copia del
Corano nel mio ufficio" Spark, giovane parlamentare socialista
britannico, ha elogiato pubblicamente Asif Mohammed Hanif, l'attentatore
suicida di nazionalità britannica che si fece saltare in un bar di Tel
Aviv definendolo un "eroe della rivoluzione giovanile" che ha compiuto
la sua missione "nello spirito dell'internazionalismo". Workers World,
una giornale apertamente comunista stampato in America, ha pubblicato un
necrologio di lode al capo terrorista di Hezbollah Imad Mughniyeh.

Altri rappresentanti di sinistra sono andati oltre. Alcuni (Carlos,
Roger Garaudy, Jacques Vergès, Yvonne Ridley, e H. Rap Brown) si sono
convertiti. Altri rispondono con fare sprezzante alle violenze e
brutalità compiute dall'islamismo militante. Il compositore tedesco Karl
Heinz Stockhausen ha definito l'attacco dell 11 settembre come "la più
grande opera d'arte di tutto l'universoo" e il romanziere Norman Mailer
ha definito gli attentatori come "geniali".

Ma tutto ciò non è per nulla una novità. Durante la guerra fredda il
mondo islamico era dalla parte dell'Unione Sovietica contro l'Occidente.
Come disse l'ayatollah Khomeini nel 1964 "l'America è peggio della Gran
Bretagna, la Gran Bretagna è peggio dell'America e l'Unione Sovietica è
peggio di tutti e due; ognuno è peggio dell'altro e più abominevole
dell'altro, ma al momento noi siamo interessati a quella entità maligna
che è l'America." Nel 1986 ho scritto che "l'URSS ha ricevuto solo una
piccola parte dei veleni e dell'odio che sono stati diretti contro gli
Stati Uniti"

Sentimenti ampiamente ricambiati dalla sinistra: nel 1978-79 il filosofo
francese Michel Foucault espresse un grande entusiasmo per la
rivoluzione iraniana. Janet Afary e Kevin B. Anderson spiegarono:

Nella sua vita il concetto di autenticità espresso da Michel Foucault ha
significato osservare situazioni nelle quali le persone vivevano in
situazione di pericolo di morte tali da essere loro stesse causa di
creatività. Nel solco della tradizione di Friedrich Nietzsche e Georges
Bataille, Foucault ha abbracciato l'artista che superato i limiti della
razionalità e scritto con grande afflato in difesa delle irrazionalità
che aiutano a superare nuovi limiti. Nel 1978, Foucault trovò un così
grande potere di trasgressione rivoluzionaria nella figura
dell'ayatollah Khomeini e nei milioni di persione che rischiando la vita
lo seguirono durante la rivoluzione islamica. Egli capì che queste
esperienze "estreme" potevano condurre a nuove forme di creatività e con
passione si accodò fornendo la sua adesione.

Un altro filosofo francese, Jean Baudrillard, descrisse gli islamici
come schiavi che si stavano ribellando a un sistema repressivo. Nel
1978, Foucault definì Khomeini "un santo" e un anno più tardi
l'ambasciatore americano all'Onu (presidenza Carter) lo chiamò "una
sorta di santo"

Questa buona volontà può apparire sorprendente, date le profonde
differenze fra i due movimenti. I comunisti sono atei e laici di
sinistra; gli islamisti uccidono gli atei per far rispettare la sharia.
La sinistra esalta i lavoratori; l'islamismo privilegia i musulmani. Uno
sogna il paradiso dei lavoratori, l'altro il califfato; i socialisti
vogliono il socialismo, gli islamisti accettano il libero mercato; il
marxismo implica la parità di genere, l'islamismo opprime le donne . La
sinistra disprezza la schiavitù, alcuni islamisti la approvano. Come ha
scritto il giornalista Bret Stephens, "la sinistra ha dedicato gli
ultimi quattro decenni alla difesa delle libertà alle quali l'Islam si
oppone: sessuale e riproduttiva, libertà, diritti di gay, la libertà
dalla religione, la pornografia infantile e di varie forme di
trasgressione artistico, pacifismo e così via."

Queste contraddizioni fanno sembrare piccolezze le poche affinità che
Oskar Lafontaine, già segretario della SPD in Germania, si ostina a far
rilevare "Per l'Islam è centrale la comunità, che la colloca in
opposizione all'individualismo estremo, che rischia di fallire in
Occidente. [Inoltre] al musulmano si richiede di condividere i suoi beni
con il prossimo; anche la sinistra vuole che il più forte aiuti i più
deboli" Allora, perchè la formazione di David Horowitz definisce come
"diabolica" l'alleanza Sinistra-Islamisti? per quattro ragioni
fondamentali.

La prima, come ha spiegato il politico inglese George Galloway, è che
"il movimento progressista nel mondo e i musulmani hanno gli stessi
nemici, cioè l'Occidente in generale e gli Stati Uniti, Gran Bretagna e
Israele in particolare con l'aggiunta di Ebrei, cristiani praticanti e
capitalismo internazionale". In Iran, secondo l'analista politico Saeed
Leylaz, "il governo ha di fatto permesso alla sinistra di agire da
cinque anni a questa parte allo scopo di contrastare i liberali
religiosi"

Vediamo quanto sono intercambiabili le loro affermazioni: Harold Pinter
descrive l'America come "un paese gestito da un branco di pazzi
criminali" e Osama bin Laden la definisce come "ingiusta, criminale e
tirannica". Noam Chomsky ha definito l'America come "principale stato
terrorista" e Hafiz Hussain Ahmed, leader politico pakistano come "il
più grande stato terrorista del mondo" Queste affinità sono sufficienti
per convincere le due parti ad accantonare le differenze in favore di
una aperta collaborazione.

La seconda ragione è che entrambe le parti hanno molti obiettivi
politici comuni. Nel 2003 una enorme manifestazione comune a Londra
contro la guerra iniziata contro Saddam Hussein suggellò simbolicamente
questa alleanza; entrambi vorrebbero che la coalizione venisse sconfitta
in Iraq, che la guerra al terrore finisse, che l'anti-americanismo
dilagasse e che infine venisse spazzato via Israele. Entrambi approvano
la massiccia immmigrazione islamica in occidente e il multiculturalismo;
si adoperano per questi obiettivi in incontri come per esempio l'annuale
Conferenza contro la Guerra che si tiene al Cairo in Egitto, che ha come
tema "l'alleanza internazionale contro l'imperialismo e il sionismo".
La terza ragione è che il movimento islamico ha affinità e collegamenti
storici accertati con il marxismo-leninismo. Sayyid Qutb, pensatore
egiziano di fede islamica, ha accettato la nozione marxista di "fasi
storiche" con una sola postilla islamica: l'inizio di una eterna "era
islamica" dopo il collasso del capitalismo e del comunismo. Ali
Shariati, il principale ideologo della rivoluzione khomeinista del 1979,
aveva tradotto in farsi scritti di Franz Fanon, Che Guevara e Jean-Paul
Sartre; più in generale l'analista iraniano Azar Nafisi osserva che il
movimento islamico "prende i suoi linguaggi, stilemi, obiettivi e
aspirazioni tanto dalle forme di marxismo più anarchico quanto dalla
religione; i suoi leaders sono influenzati da Lenin, Sartre, Stalin e
Fanon tanto quanto da Maometto"

Passando dalla teoria alla pratica, i marxisti vedono nel movimento
islamico uno strano miscuglio di loro profezie parzialmente avvenute. Le
previsioni di Marx sul fatto che gli utili sarebbero crollati nei paesi
industrializzati, portando i padroni a sfruttare ancora di più i
salariati; il proletariato si sarebbe ulteriormente inpoverito al punto
di ribellarsi e instaurare un regime socialista. Invece, il proletariato
dei paesi capitalist è diventato con il tempo sempre più agiato al punto
da azzerare la capacità e il suo potenziale rivoluzionario. Per un
secolo e mezzo, come ha notato lo scrittore Lee Harris, i marxisti hanno
aspettato invano la crisi del capitalismo; allora sono arrivati gli
islamici, a partire dalla rivoluzione iraniana, passando per l'11
settembre, fino agli attacchi attuali all'Occidente. Alla fine, il terzo
mondo ha cominciato la sua rivolta portando a compimento la previsione
marxista, anche se sotto la bandiera sbagliata e per tutt'altri
obiettivi. Olivier Besançonneau, esponente francese di sinistra, vede
gli islamici come "i nuovi schiavi" del capitalismo e si chiede se non
sarebbe naturale che "si unissero con la classe lavoratrice per
distruggere il sistema capitalista" Proprio nel momento nel quale il
movimento comunista è in declino, notano l'analista politico Lorenzo
Vidino e il giornalista Andrea Morigi, le Nuove Brigate Rosse in Italia
riconoscono "il ruolo di primo piano dei reazionari religiosi"

Quarta ragione, il potere. Islamici e sinistra possono ottenere più
risultati assieme che separati. In gran Bretagna hanno costituito
insieme la "Stop the War Coalition" il cui comitato contiene
rappresentanti di organizzazioni come il partito comunista inglese e la
Muslim Association of Britain. Organizzazioni come questa (Britain's
Respect Party) mescolano ideologie radicali di sinistra con radicalismi
islamici. Le due parti hanno riunito le forze nel marzo del 2008 per
creare liste comuni per le elezioni europee in Francia e Inghilterra,
dissimulate sotto nomi di partito che non rivelavano i veri intenti.
Il movimento islamico ha particolari vnataggi dall'accesso, la
legittimazione, conoscenze e potere che può fornirgli la sinistra.
Cherie Booth, avvocato e moglie del primo ministro Tony Blair, aprì un
causa in appello per aiutare una ragazza, Shabina Begum, per permetterle
di indossare il jilbab, un ornamento islamico, nella sua scuola. Lynne
Stewart, avvocato attivista di sinistra, infranse la legge americana e
andò in prigione per aiutare Omar Abdel Rahman,lo sceicco cieco, a
fomentare la rivoluzione in Egitto. Volkert van der Graaf, animalista
fanatico, uccise il politico olandese Pim Fortuyn per impedirgli di
indicare i musulmani come "capri espiatori" di chissà quali nefandezze.
L'attrice americana Vanessa Redgrave, ha versato 50000 sterline di
cauzione per la liberazione di Jamil el-Banna, un terrorista
precedentemente detenuto a Guantanamo sospetto reclutatore di
attentatori suicidi per Afghanistan e Indonesia; essa stessa ha definito
questo gesto come "un profondo onore", anche se questo personaggio è
anche ricercato in Spagna per accuse di terrorismo e sospetti legami con
al-Qaeda. Su una scala più grande, il partito comunista indiano ha fatto
il lavoro sporco per Teheran ritardando per quattro mesi il lancio del
satellite spia israeliano TecSar. Infine, esponenti di sinistra hanno
fondato il movimento "International Solidarity Movement" che ha lo scopo
di impedire alle forze di sicurezza israeliane di proteggere il paese
dagli attacchi di Hamas e altri terrorismi di matrice palestinese.

Douglas Davis, sullo "Spectator" di Londra, definisce questa alleanza
"un segno divino per entrambe. Per la sinistra in quanto un insieme di
comunisti in decadenza, trozskysti, maoisti e castristi senza
prospettive attaccati ai rimasugli di una cultura sconfitta; il
movimento islamico può fornire numeri e passioni forti, e ha bisogno di
un mezzo per invadere il terreno politico con successo. Un alleanza
tattica è diventato un imperativo imprescindibile." Più semplicemente,
un esponente di sinistra ha sintetizzato "i vantaggi pratici del
lavorare insieme sono abbastanza significativi da compensare le
differenze"

La crescente alleanze della sinistra occidentale con il mondo islamico
si dimostra come uno degli sviluppi politici più importanti del momento,
al punto da impedire all'occidente di attrezzarsi per autodifendersi
efficacemente. Quando Stalin e Hitler fecero la famosa e infame alleanza
del 1939, l'alleanza nazista-comunista mise in mortale pericolo
l'Occidente e in parte anche la civiltà stessa. Molto meno
drammaticamente, ma con la stessa certezza, l'alleanza di oggi si pone
gli stessi obiettivi. Come settanta anni fa, questa va combattuta,
respinta e occorre resistere e batterla.
"


(copyright Daniel Pipes)
scritto alle ore 18:32 | Permalink |