mercoledì, 27 giugno 2007
This Is The Last Workin' Day in Florence...


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martedì, 26 giugno 2007
Fossi nel "comico" cambierei pianeta, neanche paese.
Riporto pari pari il post di oggi di Christian Rocca, preso dal blog Camillo.
Perchè l'argutissimo giornalista de IlFoglio, uno dei più famosi bloggers italiani, e principale esperto di politica americana, perde tempo a rimettere al suo posto un fanfarone qualunquista e interessato solo alla sua tasca (come Grillo, per capirci)?
Perchè il fanfarone di turno ha provato a dargli addosso, dimenticando che i canali satellitari USA si vedono anche in Italia.
Peccato, che fosse fuffa.
Qui l'articolo che riporto qui sotto pari pari, links compresi, tutti da vedere.
Fantastico Christian!!!! Ce ne fossero di giornalisti simili, altro che quei distributori di veline ulivisto-prodiane politically correct alla Gianni Riotta (TG1)


" L'ex consigliere comunale DC Daniele Luttazzi ha scritto un libro
Un suo fan mi ha segnalato che nel suo nuovo libro mi smaschera, mi sputtana eccetera. Ho sfogliato il libro alla Feltrinelli e mi sono fatto parecchie risate. Luttazzi torna sulla questione Nigergate su cui non capì nulla allora che era calda, figuriamoci adesso che è stata archiviata pure dagli avversari di Bush, dalla magistratura e dalla politica. Luttazzi scrive le solite parole in libertà, ma chissenefrega: stiamo parlando di un comico, anche se gioca al piccolo rivoluzionario. Di rivoluzionari, in natura, ne ho visti di più solidi, quasi nessuno per esempio tra gli ex consiglieri comunali della Dc. Comunque, ho finalmente capito perché sul suo blog il comico democristiano mi aveva così duramente attaccato. Indirettamente lo svela nel libro. Ce l'ha con me perché un giorno mi accorsi che imitava battute, mosse e rubriche dallo show di Letterman. Le imitava alla lettera e da poco era perfettamente riscontrabile grazie a Raisat. Lui replicò a Repubblica (non si capisce bene perché proprio a Repubblica, ma deve essere una tattica obliqua tipica del politico democristiano), chiedendo le prove. Gliele fornii, con il plauso del fan club italiano di Letterman. Luttazzi (vero nome Daniele Fabbri, ma le iniziali D.F. non coincidevano con quelle di Dave Letterman, D.L., così s'è fatto chiamare Daniele Luttazzi, giust'appunto D.L., come Letterman) se l'è segnata e s'è voluto vendicare. C'è riuscito, fa molto ridere.
25 giugno
"

scritto alle ore 10:04 | Permalink |
martedì, 26 giugno 2007
.. come ha detto Motosprint, "la Rossa li fa Neri"!

Stoner 5a vittoria Donington 2007
E con questa di Donington, nella pista preferita dal Dottore e dalla Michelin, sono 5 vittorie dell'aussie su 8 gare.
Non oso immaginare cosa troverò a Misano questo weekend al World Ducati Weekend 2007 (vedi qui)
scritto alle ore 08:22 | Permalink |
martedì, 26 giugno 2007
Ieri ho impiegato un'ora in più per il mio solito viaggio a causa di un gruppo di "lavoratori" che si ritiene in diritto di pagare 15 euro di abbonamento per la tratta Napoli Milano e che di conseguenza ha occupato i binari della Tiburtina provocando ritardi a decine di treni
Da notare che per la tratta Bologna Firenze io pago regolarmente 108 euro e che a questi signori ne chiedono 40.
Fosse per me, li manderei a lavorare questi campioni del diritto senza dovere, ma mentre pensavo a cosa scrivere ho letto questo commento di
Mario Giordano... magistrale come sempre.

" Pagare il biglietto? Ma quando mai? Ci vuole un biglietto per salire sul treno? Ma stiamo scherzando? Avanti, si occupino i binari, si paralizzi l’Italia, si tengano in ostaggio i passeggeri. E se qualcuno si sente male, che importa? Lo ricoveriamo in ospedale. Sempre ammesso che l’ospedale non sia chiuso nel frattempo per lo sciopero degli infermieri cui è stato chiesto (udite udite) di allungare l'orario di lavoro. Ma vi rendete conto? Allungare l'orario di lavoro? A un infermiere? Anche qui, come in stazione, la risposta non può che arrivare forte e dura: diserzione di massa, sale operatorie chiuse. E se c'è qualche malato grave? Pazienza. Tanto nessuno è più malato di quest'Italia: moribonda, eppure ancora piena di risorse suicide.
Benvenuti nel Paese dove tutto è permesso. Ma solo a chi urla più forte e, possibilmente, sfascia un paio di vetrine. Lavori onestamente? Paghi le tasse? Tutte le mattine alle sei e un quarto ti suona la sveglia, caffelatte, colazione e poi otto ore a dire di sì al capufficio? Se prendi il tram obliteri? Se vai al supermercato fai la coda alla cassa e non rubi? Razza di un pirla, non hai capito nulla. Ma proprio nulla. Obliterare? Lavorare? Caffelatte? Non senti come suona male: tutta roba del passato, tutti generi che non tirano più. Ora per essere qualcuno, come minimo, devi dare l'assalto a un bancomat. Devastare un locomotore. Aggredire un capotreno. Che ne so? Se proprio non ti viene niente di meglio inneggia alle Br: W la Lioce, abbasso lo Stato, uccidere un carabiniere non è un reato. Nella vecchia Nassirya ya ya oh.
Benvenuti nel Paese dove è possibile scendere in piazza a celebrare i terroristi con il permesso delle autorità. Prego, accomodatevi, per carità. Chi volete insultare oggi? Gli eroi di guerra? Il capo della Polizia? Le vittime delle Br? Ma per carità, fate pure, le forze dell'ordine assisteranno e non interverranno, non vogliamo mica rovinare lo spettacolo. Se aspettate un attimo vi stendiamo pure il tappeto rosso, che essendo rosso fa pure molto pendant.
Benvenuti nel Paese dove ormai non c'è più niente di sacro, a parte l'osso dove si prendono i calci. Il Paese dove lo sciopero ferma i treni di chi paga il biglietto, ma non quelli dei sindacati che viaggiano gratis. Il Paese dove chi lavora viene bastonato, ma chi non fa nulla viene sempre perdonato. Hai stuprato una scolaretta? Per carità: continua pure a fare il bidello. Hai rubato denaro pubblico? Per carità: continua pure a lavorare al ministero. Se insulti il tuo superiore poco ci manca che ti diano un premio. Una volta hanno provato a licenziare un impiegato statale che entrava in ufficio bevuto come una spugna. L'hanno dovuto riassumere. Motivazione: «È troppo ubriaco per rendersi conto che sbaglia». Benvenuti nel Paese in cui ormai nessuno è più sobrio. Nemmeno le sentenze.
Ma vi pare? Se c'è l'emergenza rifiuti, si organizzano blocchi stradali. E se i blocchi stradali non bastano? Si dà l'assalto ai camion. E se i camion non bastano? Si dà l'assalto direttamente al commissario straordinario Bertolaso. Perfetto: ora che ci siamo dati una manica di botte tutti quanti, la discussione può iniziare. Dove siamo rimasti? A vent'anni fa? All'età della pietra? Una volta se un pargoletto veniva bocciato il genitore s'infuriava e lo metteva in castigo: «Quest'estate non vai al mare e studi l'algebra». Ora invece guardate che succede nelle scuole: i genitori s'infuriano sì, ma vanno a menare i professori. Come osano pretendere che i nostri gioielli si applichino all'aritmetica togliendo tempo alla playstation e al calendario della Arcuri? Leopardi e Dante Alighieri sono forse meglio dell'iPod e dell'ultimo telefonino?
Ma sì, avanti, giù botte al commissario straordinario, giù botte ai prof, giù botte a chiunque osi ricordare che oltre ai diritti esistono pure, sommessamente, alcuni doveri. Ormai tutto è permesso. Benvenuti nel Paese dove l'unica cosa che sembra fuori dal tempo è rispettare la legge. Fai un corteo senza sfasciare la testa a un poliziotto? Non sei nessuno. Organizzi una manifestazione senza insultare un carabiniere? Sei un fallito. Magari (che tenerezza) sei pure uno di quelli che parcheggiano dentro le strisce, e come se non bastasse sprechi pure la monetina dentro il parchimetro. Razza di un imbecille. Ma non lo vedi che sei rimasto una bestia rara? Adesso si usa così: salire sui treni senza pagare il biglietto, e tanti saluti. Una volta se i controllori beccavano uno senza biglietto, costui si sentiva un verme per la vergogna. Ora invece rivendica il diritto a violare la legge e per ribadirlo non trova di meglio che interrompere la circolazione ferroviaria sull'intero territorio nazionale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: i treni si fermano. E comunque, anche ora che sono ripartiti, andare avanti è sempre più difficile.
Mario Giordano
"

Ottima sintesi della situazione nella quale si riduce a lungo andare un paese in mano alla demagogia di sinistra.
scritto alle ore 07:58 | Permalink |
venerdì, 22 giugno 2007
Come ennesimo esempio di cos'è la democrazia per certe teste vuote, riporto una frase da un articolo di oggi sull'assalto a un corteo politico di fede opposta (di Forza Nuova) autorizzato dal sindaco a Bologna da parte di no-global e addirittura dal segretario provinciale di Rifondazione Tiziano Loreti, eletto in consiglio comunale a Bologna e nella giunta del sindaco. In pratica, manifestava, urlava e menava le mani contro se stesso.

"Il rischio, ormai più di una semplice eventualità, è che a Bologna la tensione tra riformisti e radicali dell'Unione sfoci nella crisi della giunta. Nel corteo tra l’altro i momenti imbarazzanti per l’amministrazione comunale sino stati molteplici: a un certo punto una ragazza al microfono ha fatto un lungo elenco di tutto ciò che è «fascismo»; tra le altre cose c’era anche «l'amministrazione pubblica che se ne fotte di chi vive questa città» e «i poliziotti davanti e dietro di noi». Poco dopo, un altro ragazzo ha gridato slogan contro «lo sceriffo Cofferati», colpevole insieme alla questura di aver autorizzato il corteo di Forza nuova"

Qui e qui gli articoli su un ennesimo episodio di una gestione amministrativa disastrosa della mia città, che stavolta può davvero sfociare nella crisi in consiglio comunale.

In sintesi: se non la pensi come loro vengono a pestarti perchè non puoi manifestare le tue idee, anche se la tua giunta di sinistra autorizza il tutto (e vorrei vedere che provasse a negare la Costituzione)
Bell'esempio di democrazia 'sti pacifinti rifondaroli no-global.
scritto alle ore 15:30 | Permalink |
giovedì, 21 giugno 2007
Ho trovato uno dei Live in studio di inizio anni '60.
Il miglior pianista di tutti i tempi
Arturo Benedetti Michelangeli  suona la 1a Ballata in Sol minore op.23  di Fryderic Chopin.
Meglio non si può, a parer mio. E senza sbagliare una nota o prendere una fessurina... per esperienza personale non è facile in questo che oltre a essere uno dei miei pezzi preferiti per pianoforte è notoriamente molto infido.
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I veri fuoriclasse in questo campo sono quelli che fanno le cose difficili con la massima naturalezza.
Quando vedrò un altro altrettanto dotato, non solo tecnicamente, vi farò sapere. Aspetteremo un bel po'.

scritto alle ore 16:53 | Permalink |
mercoledì, 20 giugno 2007
Riporto pari pari un articolo de IlRestoDelCarlino: la prima uscita giornalistica da tre anni a questa parte dell'ex-sindaco Giorgio Guazzaloca prima della discesa in campo per le elezioni a sindaco di Bologna, non ancora annunciata ma richiesta a gran voce da tutta la città.
Addirittura lo stesso giornale ha messo online un sondaggio... se non è un sintomo questo!
Scommettiamo che se lo convincono a candidarsi (per me ci sono già riusciti ) stravincerà le elezioni contro quell'inetto del Cinese? Spero solo che non ci siano le Europee lo stesso giorno come la volta scorsa... però per certo questa volta la Curia voterà dalla parte giusta.

Guazzaloca: "Questa sinistra non ha un programma"

L'ex sindaco di Bologna sottolinea come "non basta il nome se l'impianto proposto è elefantiaco, vecchio e usurato". Ciò che manca, secondo l'ex primo cittadino, è la capacità di innovarsi da parte del centrosinistra

Giorgio Guazzaloca Bologna, 19 giugno 2007 - Ha risalito lo scalone del Comune dopo tre anni. Lo stesso scalone su cui lo ritrasse uno scatto nella notte della vittoria, in quel giugno del ’99. Lo stesso scalone che ha calcato da presidente dei commercianti e della Camera di Commercio. Giorgio Guazzaloca non lo dice, ma ama le simbologie e, semmai se ne volesse trovare una, questa di sabato scorso è fortissima. L’occasione era la presentazione di «Povera Bologna», un libro bianco su tutte le cose dette, e non fatte, dall’attuale amministrazione. A tre giorni di distanza, finite le polemiche e le curiosità, Guazzaloca accetta di affrontare quello che appare come il nodo vero della sinistra a Bologna, la difficoltà a trovare un modello, una strategia che vada al di là del candidato.

«IL MALESSERE di Bologna e dei bolognesi — afferma Guazzaloca — dovuto alle difficoltà dell’attuale amministrazione nell’offrire risposte vere ai tanti problemi che affliggono la nostra città, sono ormai noti a tutti. Le accuse a Cofferati e ai ‘suoi’ emergono puntualmente dalla verifica degli scostamenti tra le promesse della campagna elettorale e le tante esternazioni dei primi anni di mandato».

E’ da questo esame che è nata l’iniziativa de La tua Bologna?
«Certo. Bene hanno fatto Carlo Monaco e La tua Bologna a metterle puntualmente, nero su bianco, nella pubblicazione ‘Povera Bologna’. Basta sfogliare alcune pagine del libretto per verificare la differenza tra il dire e il fare, per capire come sono andate le cose in questi tre anni e le ragioni dell’attuale situazione. Ma se è vero che Cofferati — come ha detto uno studioso di sinistra come il professor Pasquino — continua a fare un altro mestiere (quello di segretario della Cgil), non è meno vero, secondo me, che a Bologna siamo in presenza del fallimento di un modello politico-amministrativo».

Allude a quello dei primi anni Sessanta?
«Sì, quello che aveva fatto grande Bologna e che oggi è il primo punto di debolezza dell’amministrazione comunale».


In quale anno situerebbe il declino del modello?
«Si può tranquillamente affermare che la china discendente cominciò già 15-20 anni fa e culminò con il ‘ritiro’ del sindaco Vitali dalla competizione elettorale del ’99 e la successiva sconfitta di Silvia Bartolini».

Come spiega allora la vittoria di Cofferati?
«Dopo i nostri cinque anni di amministrazione, e per il terrore di una seconda sconfitta che avrebbe disintegrato la Maginot bolognese, i capi nazionali imposero il ‘nome’ che avrebbe fatto il pieno dei voti (anche se nella realtà Cofferati ha perso per strada il 6-7% del potenziale espresso dai partiti che lo sostenevano) sulla base di suggestioni che nulla hanno a che fare con la specifica capacità amministrativa del candidato e futuro sindaco».

Allude alle difficoltà e alle critiche che arrivano, numerose e anche da sinistra, all’attuale sindaco?
«Il sostanziale fallimento dell’amministrazione Cofferati è la conferma che non esistono capacità taumaturgiche se l’impianto, il modello proposto, è elefantiaco, vecchio e usurato, in sostanza inadeguato alle sfide imposte dal terzo millennio. Quindi, il vero grande problema del centrosinistra, non sono le manchevolezze dell’attuale sindaco e neanche la ricerca di un nuovo ‘nome’ da mettere in campo nel 2009, bensì la sua capacità di innovarsi. Ma a questo punto servirebbe una sorta di mutazione genetica per offrire alla città un progetto nuovo, moderno, al passo con i tempi e contestualmente credibile e realistico. Cosa che, francamente, non sembrano in grado di fare i partiti attualmente al governo della città nel poco tempo che li separano dalle elezioni del 2009»
scritto alle ore 10:40 | Permalink |
lunedì, 18 giugno 2007
Oggi, 18 giugno 1940, Winston Churchill pronunciò il famosissimo discorso del "vi prometto solo sudore lacrime e sangue".
E' noto come il discorso di The Finest Hour ( l'ora finale). Segna l'inizio della Battaglia di Inghilterra, e della sopravvivenza delle democrazie attaccate da un potere totalitario.
Qui un pezzo della registrazione alla radio di quel discorso passato alla storia, e che ha segnato il XX secolo.


scritto alle ore 13:17 | Permalink |
venerdì, 15 giugno 2007
"Astonishing signs of normalcy" (liberamente: sorprendenti segni di normalità)
dice il generale Petraeus parlando di Bagdad, qui.

"I'm talking about professional soccer leagues with real grass field stadiums, several amusement parks — big ones, markets that are very vibrant," says Petraeus, commander of the roughly 150,000 U.S. troops in Iraq. The scenes provide a sign that the new strategy in Iraq is working, although many problems remain, he told USA TODAY in an interview Wednesday.

Il piano Bush di ripulire (finalmente)  il paese con la forza funziona, come previsto da molti. Ma non dai "gufi" di professione di Rep. o del Corrierino, che mafiosamente rosicano, rosicano... e non pubblicano le notizie al riguardo

scritto alle ore 11:13 | Permalink |
giovedì, 14 giugno 2007
Buffonata Quotidiana di oggi assegnata d'ufficio a Sandro Viola di Repubblica.
Per commentare la guerra dell'Iran e della Siria (tramite Hamas) all'altra fazione dei palestinesi (Fatah) che ha lo scopo di  prevedibilmente trasformare Gaza nel campo di battaglia contro Israele, una guerra per procura insomma, Viola non trova di meglio che scrivere un articolo nel quale tutto è colpa di quei cattivoni di Israele.

Riporto a caso qualche perla, l'articolo è qui

"Ma il "contesto" ci serve anche a vedere come siano stati bruciati da Israele quelli che forse avrebbero potuto essere gli interlocutori affidabili. Arafat prima, screditato, ridicolizzato dall'assedio posto da Sharon, per un anno e mezzo, al suo quartier generale di Ramallah, mentre Hamas convinceva i palestinesi che l'unica via d'uscita dall'occupazione fossero gli attentati e l'intransigenza verso "l'entità sionista". E poi Mahmud Abbas, bruciato anch'egli da Sharon al momento del ritiro da Gaza. Ritiro unilaterale, senza che Abbas vi avesse alcun ruolo, senza che vi fosse una sia pure simbolica consegna della Striscia all'Autorità palestinese. Forse l'atto più rilevante per la vittoria di Hamas alle elezioni palestinesi del marzo 2006."

"Certo, sembrò giusto tagliare i fondi ad un'organizzazione come Hamas, che non ha mai rinunciato al terrorismo e non intende riconoscere Israele. Ma oggi bisogna forse parlare d'un errore."

Riassumendo: gente coperta d'oro da tutti per comprarli da 45 anni, blandita in ogni modo da tutta la sinistra occidentale, che comincia a spararsi fra di loro e la colpa è dell'occidente e di Israele? Andiamo bene.

Certo, quando il paraocchi ideologico non ti permette di vedere la realtà ti rifugi in visioni oniriche che non hanno riscontri, vero Viola? E questo è uno di quelli che approva chi brucia in piazza le bandiere Israeliane, Italiane e Americane.

Ma tant'è, scrive su Repubblica....


scritto alle ore 11:25 | Permalink |
lunedì, 11 giugno 2007
Quattro vittorie del ragazzino Casey Stoner sulla moto più potente del lotto davanti a Sua Maestà Valentino Rossi.

Non vincerà il titolo, però intanto me la godo
Stoner davanti a Vale Barcellona 2007
scritto alle ore 16:40 | Permalink |
venerdì, 08 giugno 2007
Oggi nel 1810 nasceva Robert Schumann, il mio compositore per pianoforte preferito di epoca romantica. schumann-02Qui con sua moglie Clara Wieck in una rarissima fotografia.
Morì schizofrenico pazzo nel 1856 non prima di averci lasciato pagine di musica indimenticabili per lo strumento più amato, il pianoforte.
Il suo merito maggiore, però è quello di essere stato il più importante critico musicale dell'epoca d'oro della musica, il romanticismo del XIX secolo. Scopritore di talenti, scrittore, editore della maggior rivista musicale del periodo, amico di Chopin e Liszt, ha segnato un'epoca e inventato uno stile come compositore ed esecutore.
Per quanto mi riguarda è l'autore di capolavori come Papillons op. 2, Kreisleriana, Phantasiestücke op. 12, Fantasia op. 17, il Concerto per pianoforte e orchestra in La, ma soprattutto degli amatissimi da me Carnaval op. 9 e Kinderszenen op. 15 (Scene infantili)

Tanto amato che ho trovato un pezzo di Scene Infantili su YouTube e qui lo linko.

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Grazie, Robert.


scritto alle ore 09:25 | Permalink |
giovedì, 07 giugno 2007
Dopo l'annuncio della candidatura alle Presidenziali 2008, il suo sito ufficiale online per la raccolta di fondi per le Primarie Repubblicane di Fred Thompson.
http://www.imwithfred.com/

Secondo me, sarà il vicepresidente di Rudy Giuliani, anche se francamente spererei il contrario nel senso di a parti invertite, in omaggio a un altro ex-attore diventato il più importante Presidente degli Stati Uniti del XX secolo, Ronald Reagan.

Christian Rocca ha coniato lo slogan "Law & Order", cogliendo i trascorsi di attore nella famosa serie del nostro Fred e il soprannome del sindaco d'America in una frase sola, per definire questo ticket per la Casa Bianca.
Scommettiamo che questi due sbaraglieranno qualsiasi democratico?
scritto alle ore 12:45 | Permalink |
giovedì, 07 giugno 2007
La Virtus  vince per la seconda volta a Milano, terza partita della semifinale playoff di basket.
Venerdì quarta al Palamalaguti; vincendo sarà finale scudetto con Siena.
Davide ha di nuovo battuto Golia.
scritto alle ore 08:37 | Permalink |
mercoledì, 06 giugno 2007
In un giorno piovoso di giugno del 1944, mare grosso e vento di tempesta, un milione di soldati Alleati compirono un'impresa passata alla storia: lo sbarco in Normandia.
Una impresa militare pazzesca, complicatissima, il cui successo fu legato a un filo per due giorni interi fino al momento del ricongiungimento con le due divisioni di paracadutisti USA (101esima e 82esima Airborne) e allo sbarco del grosso dei mezzi corazzati.

Decine di migliaia di soldati di fanteria morirono in poche ore a Omaha Beach, Utah, Juno, Sword, ma ne è valsa la pena; la libertà riconquistata vale qualsiasi prezzo.
Qui, qui e qui informazioni dettagliate sull'operazione Overlord.

In loro ricordo, e con il rispetto che si deve ai caduti per la Libertà, una citazione (presa da Enzo Reale, 1972, grandioso come sempre) del dissidente sovietico Nathan Sharansky sul perchè vale la pena combattere per la libertà e la democrazia, e perchè 40 anni prima era valsa la pena per tanti ragazzi di andare a morire su una spiaggia francese allo scopo di liberare l'Europa da una tirannia.

"Nel 1983 ero incarcerato in una cella di prigionia di otto piedi per dieci ai confini della Siberia. I miei carcerieri sovietici mi diedero il privilegio leggere l'ultimo numero della Pravda. Sparata in prima pagina vi era la condanna del presidente Ronald Reagan per aver avuto la temerarietà di chiamare l'Unione Sovietica "impero del male". Trasmesso attraverso le pareti delle celle e nelle conversazioni alle toilettes, il discorso della "provocazione di Reagan si diffuse rapidamente per la prigione.
Noi dissidenti eravamo in estasi. Finalmente il leader del mondo libero aveva detto la verità - una verità che bruciava nel cuore di ognuno e di ciascuno di noi."

Il mondo libero, disse Sharansky.


scritto alle ore 14:39 | Permalink |