martedì, 29 maggio 2007
Apprezzo da sempre Milena Gabanelli di Report.
Però, quando sbaglia me ne accorgo.

Nella puntata di domenica scorsa un servizio era dedicato ai giornali; avevo notato il taglio ostile e fazioso contro Libero di Vittorio Feltri, colpevole oltre che di essere di centrodestra di aver aumentato a dismisura (circa il 30% nell'ultimo anno) le sue copie vendute, attenzione, vendute, non tirate, e di fare opinione.
Conoscevo la polemica degli anni scorsi dello stesso Feltri contro gli editori che pur di racimolare contributi statali aumentavano la tiratura regalando le copie, ma vedere che il giornalista della Gabanelli si ostinava ad accusare Libero di 1000 copie al giorno vendute a Ferrovie e Alitalia, senza andare a vedere chi davvero le regala, mi ha fatto fischiare le orecchie.
D'altronde, il tempo è quello che è e se dovessi andare a fondo a ogni cosa che mi pare strana non farei altro tutto il giorno.

Per fortuna, Dimitri Buffa è andato a fondo alla faccenda al mio posto, leggere qui

"Vittorio Feltri querela “Report”

Due domandine alla brava Gabanelli: come mai non ha cominciato con quelli di RCS e Repubblica, che percepiscono contributi dieci volte superiori a quello di Libero? Non ha controllato il pezzo del suo giornalista iperleninista-rifondarolo prima di mandarlo in onda?
E poi: come mai non fa una inchiesta su debiti e sprechi della Rai quando proprio ieri hanno annunciato un debito colossale? Viale Mazzini non è lontano, basterebbe scendere con l'ascensore al piano terra e darsi da fare.

scritto alle ore 12:53 | Permalink |
lunedì, 28 maggio 2007
Il commento di l'Unità online alle elezioni comunali e provinciali è semplicemente paranoico, la Buffonata Quotidiana di oggi. Qui l'articolo. Riporto:

"Comunali, non c'è la spallata La Casa delle libertà resta al palo

Voleva le elezioni anticipate, salire al Colle e consegnare il listone dei ministri a Napolitano. Già da adesso si puo´ dire che la spallata al governo Prodi tanto annunciata da Silvio Berlusconi non c´è stata. L´unione tiene un po´ ovunque, perde dove era un po´ scontato che perdesse e strappa a sorpresa i comuni di L´Aquila e Taranto alla Casa della Libertà."

Mettiamola in questo modo: se quando "resta al palo"  la CDL fa mediamente il 62% sopra il Po, portando via fior di città a amministrazioni di sinistra, e considerando inoltre che questo tipo di elezioni locali storicamente non le sono favorevoli, voglio scommettere che i maggiorenti di centrodestra preferiscono perdere spesso .

Ah, immagino fin da ora che i titoli dei prossimi giorni saranno su una "questione settentrionale" che non esiste, o meglio, è esattamente come la trita e ritrita "crisi della politica": il centrosinistra cerca di estendere a tutti i
suoi problemi pur di non assumersi la responsabilità di affrontarli e riconoscere che gli elettori li stanno punendo.
Sansone e i Filistei, film già visto.

Certo che se perdono anche le Comunali e Provinciali sono proprio messi male...
scritto alle ore 18:21 | Permalink |
lunedì, 28 maggio 2007
Riporto l'articolo dell'ottimo Mario Giordano sulla faccia di tolla di Visco, a titolo

Il Silenzio degli Inquisiti

"Lo sventurato non rispose. Povero Visco, deve avere un problema alle corde vocali. Forse una laringite fulminante. È per questo che non parla. Altrimenti uno come lui, sempre pronto a impartirci lezioni di etica avrebbe già chiarito tutto. Ci avrebbe spiegato cos'è successo col generale della Guardia di Finanza e perché ci teneva tanto a imporgli di spostare quegli ufficiali che indagavano sull'Unipol. Via: fra una tassa e l'altra, torchia di qua, tosa di là, il viceministro Torquemada avrebbe trovato il tempo di sgombrare il campo dagli equivoci. Perché altrimenti, se gli equivoci rimangono, con che coraggio continuerà a mettere le mani (eccome se le mette) nelle tasche degli italiani?
Povero Visco, senza voce, chissà come soffre chiuso nel suo silenzio doloroso. Perché, vedete, lui in genere parla molto. Non che sia una sagoma, questo no, anzi ogni volta che apre bocca c'è gente che gli viene da piangere. Però, ecco, l'uomo ci ha abituato a lunghi sermoni morali: come mai ora tace? Oddio: è vero che, pur predicando bene, è stato già più volte colto a razzolare male. Tanto per dire, è stato condannato per abuso edilizio a Pantelleria. E ha tollerato a lungo, lui paladino delle regole, la presenza di bazar abusivi proprio nei corridoi del ministero dell'Economia. Fra l'altro, quando i bazar vennero scoperti, Visco dribblò i microfoni. «Scusi, anche Ray Charles si sarebbe accorto dello scandalo...», gli obiettavano. Ma lui niente: camminò via, anche in quella circostanza, chiuso nel mutismo. Evidentemente deve trattarsi di una malattia cronica.
Per altro, a pensarci bene, non è la prima volta che accade ai nostri signori della sinistra moralmente superiore. In effetti questo mutismo di Visco ricorda l'amnesia fulminante che colpì Oscar Luigi Scalfaro ai tempi dei famosi fondi neri Sisde. «Non ci sto», disse l'allora presidente. E non ci fu verso di tirargli fuori una parola di più. Non ci sto. Che poi gli italiani ci stiano o no, essendo loro moralmente superiori, ha poca importanza. Visco deve ispirarsi a quell'insuperabile modello. Non si spreca nemmeno a dire: «Non ci sto». Tace e basta. Ah, benedetto mal di gola. Ci fosse Kant potrebbe scriverci un saggio: critica dell'etica fondata sulla laringite.
Ma sì, dai: sono decenni che teorizzano la superiorità morale della sinistra. Ci hanno macerato il tesoretto a forza di mani pulite e coscienza candida. Però, santo cielo, quando il ministro Scajola (Forza Italia) disse, chiacchierando al bar, una parola sbagliata su Marco Biagi si dimise. E si dimise pure il ministro Storace (An) quando venne sfiorato dal sospetto di spiare i suoi avversari in campagna elettorale. E lo stesso fece il ministro Calderoli (Lega) quando indossò una maglietta non proprio consona al suo ruolo. E invece questi, che hanno la superiorità morale, vengono travolti da sospetti ben più gravi di una maglietta o di una frase al bar, e che fanno? Ammutoliscono. E restano abbarbicati alla poltrona come le cozze allo scoglio. Come spettacolo, fa un po' schifo. Però almeno finalmente ci spiega cos'è questa benedetta superiorità morale: una malattia che colpisce quelli di sinistra quando la combinano grossa. I sintomi si riconoscono facilmente: loro perdono la voce. E, di conseguenza, noi perdiamo la pazienza."

Mario Giordano è un ottimo giornalista, molto sottovalutato, che fa inchieste vere e non si fa mettere i piedi in testa da nessuno nonostante la faccia da perenne ragazzino, anche se ha superato la quarantina, e la vocina esile... ottimo esempio di bravo giornalista unpolitically-correct.

Vorrei vedere dedicare all'argomento una serata intera in un palasport da parte di  Beppe Grillo, o anche solo una serie di posts indignati sul suo blog, ma temo aspetterò un pezzo.


scritto alle ore 08:29 | Permalink |
giovedì, 24 maggio 2007
Dalla scorsa settimana, per la precisione dal giorno dell'intervista di Massimo D'Alema sui parallelismi fra la situazione politica attuale e il 1992, nel quale la sua parte politica utilizzò la magistratura milanese per fare piazza pulita dei partiti politici avversari e prendere il potere, non passa giorno che qualcuno non dica sui giornali del potere ( gruppo RCS e gruppo DeBenedetti) che la politica è in crisi.

Questa ondata di titoli a caratteri di scatola sulla presunta disaffezione dalla politica da parte degli italiani mette il silenziatore a notizie molto più serie, vedi per esempio il palese caso di abuso di ufficio del ministro Visco denunciato da tre generali della Guarda di Finanza e precipitosamente insabbiato dalla procura di Milano, e registra con l'articolo di Mario Pirani su Rep. e l'intervento di addio di Luca Cordero di Montezemolo a Confindustria di oggi il suo culmine.

A occhio, mi pare che sia una manovra ben fatta per confondere le acque di proposito, ben concertata fra le due parti che detengono il potere vero in Italia: la Iri-burocrazia di cattocomunisti attualmente al governo e al controllo delle banche da un lato, e i poteri economici dei grandissimi industriali e dei loro giornali dall'altro.
La sinistra governativa non vuole pagare il dazio delle sue scelte sbagliate e demagogiche sia verso l'estero che verso l'interno; l'isolamento palese in una Europa attualmente di nuovo nettamente filo-americana (Sarkosy, Merkel) e che sta ripudiando la dottrina Chirac e contemporaneamente mettendo ovunque le sinistre all'opposizione, comincia ad essere un problema. Come un problema è avere fatto un pletorico costosissimo governo di 104 ministri che è al minimo del consenso della storia repubblicana nei sondaggi (lo dice Rep., non io) e che fondamentalmente si caratterizza per il messaggio "sinistra = più tasse per quasi tutti, eccetto i burocrati statali e le banche".
Nel suo "grande", il Governo ha lo stesso problema di Cofferati a Bologna: nel suo "piccolo" il Cinese viene eletto con i voti dei NoGlobal, Disobbedienti e Sinistra Antagonista per chiudere i CPT dicendo che lo farà e non farà rispettare la Bossi-Fini, per poi dover dire a denti stretti l'altra sera a 8eMezzo da un Ferrara palesemente sorpreso ma cortese che "tutti devono rispettare la legge"... e fare esattamente il contrario. Con il risultato di non prendere in prospettiva un voto in più dal bacino elettorale di centrodestra e sentirsi continuamente dire dagli avversari "avevamo ragione noi, e lui raccontava balle solo per farsi eleggere". Magari questo spiega come mai a Bologna i suoi grandi elettori cerchino da mesi in tutti i modi di non ricandidarlo.

I grandi industriali, dal canto loro, si son accorti che il carro su cui avevano puntato (Prodi, sinistra, sindacato e i burocrati dell'Iri) non va avanti ed è molto più deludente di quanto pensassero. Non hanno avuto quanto promesso per anni, prima della campagna elettorale, e le promesse vanno mantenute, altrimenti si cambia cavallo.
Peccato che il cambio di cavallo, per gli industriali, si riduca di solito a un fallimento quasi sempre progettato dal Corriere
Della Sera
: han già provato varie volte a fare di un Casini-Follini-
RosaNelPugno-Maccanico-Dini-Martinazzoli-Segni qualunque un cavallo di razza, ma fanno sempre i conti senza i voti veri. Che non hanno e non riescono a raccogliere.

Allora, due parti una volta socie e sodali in tutto, orchestrano una campagna sulla disaffezione alla politica, tutta da dimostrare, anzi: i fatti dicono proprio il contrario.
Si è votato con percentuali altissime solo 2 settimane fa (e stranamente ha stravinto il centrodestra...), e si rivoterà la prossima settimana per regioni e comuni; l'affluenza sarà altissima, ci scommetto. Le copie dei giornali di politica non di sinistra (Libero, Giornale, Il Foglio, Panorama) salgono a dismisura più che in campagna elettorale; i bloggers di destra sono in crescita esponenziale e via dicendo.

Perchè tutto ciò?
Secondo me, solo perchè i sondaggi danno la CDL al 56% (senza Casini e senza Mastella, che farà la crisi fra breve) se si votasse per le politiche...
Confondere le acque è un'arte, ma non ci caschiamo più

scritto alle ore 14:54 | Permalink |
mercoledì, 23 maggio 2007
Sabato 26 Maggio è il centenario della nascita del più importante attore della storia del cinema americano.
John Wayne
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Nella sua lunghissima carriera, iniziata negli anni '30 e finita negli anni settanta,"the Duke" come era soprannominato ha interpretato centinaia di film, western, commedie, drammatici.
Soprattutto, secondo me ha incarnato il mito dell'America.
Quella America che ai miei occhi di bambino suscitava meraviglia alla vista degli sterminati paesaggi di Ombre Rosse, Sentieri Selvaggi, I Cavalieri del Nord Ovest, Soldati a Cavallo.
Mi ha mostrato la coscienza del bene e del male, giusto e sbagliato, buoni e cattivi, in Fort Apache e Rio Bravo.
L'importanza della volontà, la convinzione in se stessi e la possibilità di rimediare ai propri errori in Un Uomo Tranquillo qui sopra, nella scena del bacio e dello schiaffo.
L'onore e la bandiera, nei Berretti Verdi, Alamo, Iwo Jima e Il Giorno Più Lungo.
L'altruismo e la capacità di rinunciare a quello a cui si tiene sopra ogni cosa per il bene di qualcun altro, in L'uomo che uccise Liberty Valance.

Qui la sterminata filmografia; qui il sito ufficiale, pieno di bellissime immagini sull'attore dell'Iowa, che inoltre riporta tutte le azioni della fondazione a suo nome in lotta contro il cancro.

C'è una piccola parte di John Wayne in tutti noi.
scritto alle ore 18:18 | Permalink |
martedì, 22 maggio 2007
Il lupo perde il pelo ma non il vizio (di fare cose illegali, intendo).
Stavolta il feroce Visco è accusato di aver usato la Guardia di Finanza per fermare indagini che riguardavano Unipol Consorte e la scalata in corso un anno orsono a BNL e RCS Corriere, rimuovendo gli uomini che se ne stavano occupando.

Qui il verbale completo della deposizione del generale della GDF.

Piccolo stralcio:
"
Visco sventola sotto il naso del comandante generale un foglietto indicante i nomi dei quattro ufficiali da mandare via da Milano. Senza nemmeno preavvisare, come avviene invece di rito chiedendo persino un parere, la procura che coordina le indagini degli ufficiali coinvolti....(omissis)...Scende in capo il procuratore capo di Milano, Manlio Minale che, allarmato, chiede ragione delle voci su azzeramenti della GdF in Lombardia. Teme «serie problematiche alla prosecuzione delle delicate indagini in corso». Ovvero, Unipol, Bnl, Antonveneta e Telecom. Speciale dice chiaro e tondo che è stato Visco a ordinare, aprendo così uno scontro tra diversi poteri. "

Fassino venne intercettato al telefono mentre diceva "Abbiamo una banca"; Visco avrebbe potuto dire negli stessi giorni"Abbiamo la Guardia di Finanza"
Però, anche questa volta hanno scoperto l'altarino

UPDATE: qui il verbale completo del generale Roberto Speciale
scritto alle ore 18:00 | Permalink |
lunedì, 21 maggio 2007
Stralcio dalla intervista dello scrittore dissidente Vladimir Bukovsky al senatore Paolo Guzzanti, qui, un punto interessante:

"PG: Oleg Gordievsky definì la propria intervista a Repubblica per il 90 per cento una manipolazione e una fabbricazione: un testo che assestò un’altra mazzata sulla commissione Mitrokhin.

VB«: Non è una novità. Sappiamo cos’è quel giornale. Per anni è stato usato dal Kgb come proprio portavoce (“mouthpiece”) allo scopo di diffondere disinformazione. Come lei ricorderà, nel 1990 ci fu una lotta mortale fra Gorbaciov e Eltsin e Gorbaciov voleva distruggere l’immagine di Eltsin in Occidente. E indovini chi pubblicò il più massacrante réportage, costruito in modo che avesse una risonanza mondiale, sull’orribile Eltsin? Naturalmente La Repubblica che descriveva il presidente russo come un inaffidabile ubriacone, imprevedibile e pericoloso. Era ciò che Gorbaciov voleva. Vede, in ogni Paese ci sono giornali tradizionalmente usati dal Kgb come “mouthpiece”. In Gran Bretagna abbiamo il Guardian: è notorio che viene usato dal Kgb. Io l’ho querelato due volte e ho vinto in entrambi i casi».

PG: È fortunato. In Italia se uno fa causa per le manipolazioni, salta fuori un magistrato che assolve il manipolatore sostenendo che si tratta di diritto di cronaca.

VB «In Inghilterra sarebbe impossibile. Lì i giornalisti devono provare quello che scrivono. Comunque, in ogni Paese occidentale ci sono uno o due giornali usati tradizionalmente dal Kgb per la disinformazione e mi sento di dire senza tema di smentita che in Italia quel giornale è La Repubblica. È per questo che quando ci telefona Repubblica siamo doppiamente attenti. Anche Gordievsky la pensa come me e ne ha avuto la prova, certo»."

Libera stampa in libero stato...

 


scritto alle ore 17:36 | Permalink |
venerdì, 18 maggio 2007
Oggi Sarkosy ha convocato il primo consiglio dei ministri. Ieri ha compiuto un anno il governo F(P)rodi.

Che differenza c'è? beh...
15 ministri in tutto di cui 7 donne, e in carica dopo 9 giorni dalle elezioni per Sarkosy. 3 elementi sono socialisti.

Il Nostro invece: 104 ministri, in carica dopo 1 mese e mezzo. Occupazione di tutte le cariche e poltrone disponibili (Presidenza della Repubblica, delle camere, Rai, ENEL etc. etc.)
 E con i risultati (recessione, tasse) che sono evidenti a tutti.
scritto alle ore 15:57 | Permalink |
mercoledì, 16 maggio 2007
Riporto qui dall'entusiastica relazione del Corrierino(DeiPiccoli) di Paolo Mieli sulle cosiddette Bandiere Blu alle spiagge italiane, assegnate dalla FeeItalia ed altri enti, sinceramente non so a che titolo, ma tant'è.

"Emilia Romagna: Comacchio (Ferrara), Lidi Ravennati, Cervia (Ravenna), Cesenatico (Forlì-Cesena), Bellaria Igea Marina, Rimini, Riccione, Misano Adriatico, Cattolica (Rimini)."

Aho, ne avessero saltata una! Non c'è un solo millimetro di Emilia Romagna non compreso dal Po fino a Gabicce che non abbia la bandierina Blu di mare bellissimo e pulitissimo. E' noto a tutti che il mare è tipo Sardegna, infatti ci si vede Briatore tutti i giorni con lo yacht.

Sono vent'anni che vado al mare in riviera, vedo lo stato pietoso del mare in certi periodi dell'anno nonostante alcuni interventi dei comuni rivieraschi, e mi chiedo: ma questi ci vanno a vedere o fanno finta? Sparano crocette a casaccio e per non scontentare nessuno mettono le bandierine a tutta la costa, dico proprio tutta tutta?
Piperita Patty, una delle eroine di Peanuts, in una famosa striscia scolastica rispose a una domanda di un test, di quelli con risposte VERO/FALSO, con CHI PUO' DIRLO?

Magari se si guardasse un po' in fino forse si scoprirebbe, dico forse, che questi enti parastatali-regionali-provinciali sono diretti e gestiti da amici-parenti-famigli di amministratori pubblici; allora sarebbe un pelo più chiaro il criterio di giudizio.
Lecito, certamente, ma non tanto apprezzabile da parte mia, per parlare per eufemismi .

E, more solito, l'ex giornale più autorevole d'Italia cade sull'informazione; Montanelli si rivolterebbe nella tomba.

scritto alle ore 16:53 | Permalink |
mercoledì, 16 maggio 2007
Il ministro Ferrero, oggi, commentando l'arresto dei tre delinquenti albanesi che hanno ieri dirottato e bruciato un pulmann di linea sequestrando 18 persone e ferito alcuni poliziotti:

«La clandestinità prodotta dalla legge attualmente in vigore, la Bossi-Fini, ha contribuito di molto all’aumento della delinquenza. Proprio per questo deve essere superata la Bossi-Fini: per garantire a tutti più sicurezza, per combattere la clandestinità e le organizzazioni criminali che sulla clandestinità fanno le loro fortune»

Ahhhhh, secondo questo furbacchione (che vuole dare il diritto di voto a tutti per demagogia elettorale) è colpa della legge in vigore se questi delinquono, e non viceversa.
Secondo lui, la legge che punisce l'omicidio è la causa degli omicidi.
Ma per piacereeeeeeeeeee

Buffonata Quotidiana di oggi assegnata d'ufficio; ero indeciso se assegnarla a Orlando Cascio per l'uscita di ieri ( "elezioni truccate a Palermo"; sì, truccate quando non le vince lui ovviamente), ma Ferrero è più gustoso.

scritto alle ore 08:48 | Permalink |
lunedì, 14 maggio 2007
Se qualche non bolognese aveva ancora qualche dubbio sul perchè da inizio anno allo Stadio Dallara vanno al massimo cinquemila persone nonostante una squadra competitiva da promozione, un presidente (Cazzola) combattivo e vincente in assoluto nel basket sponda Virtus, prima di acquistare il Bologna da Gazzoni Frascara, la risposta l'ha avuta sabato 12 a Torino.

Per la sesta volta consecutiva fra A e B l'arbitraggio ha deciso il risultato a favore della Juventus. Come al solito, non se ne parla (vedere per credere le ignobili  pagine de La Pravda rosa e del Corriere) se non in qualche meritorio articolo di Jacobelli, direttore di QN-IlRestoDelCarlino, ma tanto isolato da apparire pleonastico.

Per inciso, la Juve non aveva bisogno di alcun favore; sono di un'altra categoria anche se penso siano non competitivi al massimo livello per la serie A. E questo, mi aumenta la frustrazione (soprattutto perchè il risultato era 1-1 a 5 minuti dalla fine...)

Un saggio domenica a precisa domanda ha risposto: "Perchè non andiamo allo stadio? Perchè è tutto finto, non si può vincere anche quando sei migliore o giochi meglio perchè non ti fanno vincere, quindi gliela diamo su."
Ciò dovrebbe accendere una luce ad alcuni giornalisti che cadono dalle nuvole e si chiedono come mai al PalaMalaguti per vedere l'ultima di campionato della Virtus prima dei playoff dal basket c'erano 9000 persone.
Risposta: il basket è uno sport più serio del calcio, sia in campo che fuori.

Perchè è più serio?
Quest'anno la Benetton si è fatta pescare in una situazione di falsi tesseramenti molto simile a quella dell'Inter, ma per nulla paragonabile alla cupola pseudomafiosa di Moggi e della Juventus per durata e influenza; il risultato dell'indagine è stato abbondanti squalifiche e penalizzazioni pesanti, fino allo sconticino della settimana scorsa.
In sintesi: per partecipare al playoff e all'EuroLega del prossimo anno la squadra campione d'Italia doveva vincere per forza a Napoli.
Napoli, buonissima squadra già tranquillamente qualificata, ha chissà perchè fatto la partita dell'anno battendo una squadra motivatissima e tecnicamente superiore. 

Con gioia di tutta l'italia baskettara. Giustizia è fatta.

Nel calcio si  tengano pure Cobolli-Moggi*, i loro manini e le tivù compiacenti. Io mi aggrego a quasi tutta Bologna e mi chiamo fuori da questa farsa.

PS: mi spiace per alcuni tifosi juventini come Christian Rocca. Ho come l'idea che il prossimo anno in serie A non saranno i capibastone, ma quelli che subiranno dalla attuale cupola di potere angherie tipo quelle che il Bologna subisce da lorsignori da anni. Non che mi piaccia il contrappasso, però so che vuol dire.
E temo che non apprezzeranno un granchè il trattamento. Buon prò gli faccia.

*: non ho sbagliato, vedere l'organigramma attuale della Juventus per capire chi comanda davvero ora, nel 2007, a Torino.
scritto alle ore 15:09 | Permalink |
venerdì, 11 maggio 2007
Riporto qui parole di uno statista pronuciate il giorno del suo addio alla politica.
Non drammatiche come un suo famoso predecessore disse ( "Vi prometto solo sudore, sangue e lacrime ma ce la faremo") ma altrettanto pesanti e importanti.


"In Sierra Leone e in Kosovo ho scelto di far intervenire il nostro Paese insieme agli altri.
Poi è accaduto l´imprevedibile, in modo drammatico: l´11 settembre 2001. Ho deciso che saremmo rimasti al fianco del nostro alleato di più vecchia data. L´ho fatto perché ci credevo. Gli siamo stati accanto in Afghanistan e in Iraq, una scelta quest´ultima amaramente controversa. Abbiamo scalzato dal potere Saddam e i suoi figli con relativa facilità, così come i Taliban. Ma da allora le conseguenze, dal terrorismo globale ai suoi sostenitori, sono state dure, incessanti e costose. Per molti non ne è valsa la pena. Ma dobbiamo capire come stanno le cose: i terroristi che ci minacciano qui e in tutto il mondo, non si arrenderanno se noi ci arrendiamo. E´ una prova di volontà e di principi. Non possiamo fallire".

Che i mainstream media distorcano pure questo discorso facendo titoli improntati a scuse che Tony Blair non ha pronunciato, come vogliono per i loro bassi interessi di bottega; la realtà del più grande politico britannico del dopo-Thatcher è comunque indubitabile e la storia gliene darà atto.
Lascia una eredità indelebile nella storia moderna.

Grazie Tony

Tony Blair
scritto alle ore 13:02 | Permalink |
mercoledì, 09 maggio 2007
Non parlo mai o quasi della mia città perchè lavorando a Firenze mi perdo spesso il polso della situazione, quello che non viene riportato dai giornali, la chiacchera da bar che ha un fondamento e ti fa comprendere le tendenze, ma questa volta non resisto.

Quello-che-non-è-il-mio-sindaco, (Kofferati per intenderci), ne ha appena fatta un'altra se possibile anche peggio di tutte le precedenti.
Regala
per motivi elettorali e demagogici un terreno enorme addosso alla tangenziale, zona CAAB, a gente che nemmeno paga le tasse del valore di circa 2 milioni di euro ( faccio io il conto a spanne, ma scommetto di averlo sottostimato) per farci una moschea. E proprio a quelli dell'UCOII....
Qui e qui le informazioni di una polemica che scommetto avrà molti strascichi nei prossimi giorni.

Già da tempo quelli che contano nei DS a Bologna (De Maria, Stefanini e le Coop) si sono accorti che il Cinese non verrebbe rieletto nemmeno a urti e spintoni; mentre questi cercano di liberarsene il genio inventa un colpo mediatico di impatto nazionale (non locale, intendiamoci) per imporre la sua ricandidatura molto traballante e giocarsela alle elezioni contando sulla fedeltà di partito e sul democristiano "turarsi il naso contro le destre" tipico di molta parte di quell'elettorato.

Sono sei mesi che accetto scommesse sul fatto che se venisse candidato dal centrodestra qualcuno di decente (Galletti o addirittura Giuliano Cazzola) il Cinese sarebbe a spasso.
Non parliamo poi se riuscissero davvero a convincere il Guazza a ricandidarsi, non ci sarebbe partita
addirittura al primo turno. Se l'ex Sindaco non fosse interessato, almeno in parte, non lo avremmo visto al suo solito bar in piazza Maggiore il 25 aprile circondato di gente che ignorava il comizio dal palco e lo andava a salutare implorandolo di ricandidarsi... (Il Cinese era a Genova solo per evitare i fischi della nostra città)

I bolognesi, stanchi conservatori blasè da generazioni, li freghi una volta; la seconda "non passa" come diceva l'avvocato Porelli
quando possedeva la Virtus.
Oltretutto il Cinese sa che non potrebbe contare sull'appoggio di parte della Curia come la volta scorsa e della concomitanza con le elezioni Europee, ma questa è un'altra storia che prima o poi racconterò.

Ah, questo sondaggio che conferma il comune sentire in città è preso da IlRestoDelCarlino

sondaggio sul Cinese 20070509
scritto alle ore 16:23 | Permalink |
mercoledì, 09 maggio 2007
Riporto una parte della prima intervista concessa dal marine Mario Lozano, colpevole della morte dell'agente Calipari per fuoco amico durante il trasferimento della giornalista Sgrena all'aeroporto.
"
«L'auto viaggiava intorno agli 80 chilometri orari. Come mostrano le mie foto, ho sparato quando era a un centinaio di metri e, a differenza delle altre auto visibili all'orizzonte, non si era fermata neppure dopo i miei colpi d'avvertimento in aria. Alla fine l'autista ha sventagliato il telefonino. Avrei dovuto sparare ancora, come ordina il protocollo, visto che i cellulari in Iraq sono spesso detonatori di autobomba. Invece ho preferito rischiare la mia vita».
La dinamica dell'accaduto è stata smentita dalla Sgrena che l'accusa di aver crivellato l'auto con 300-400 pallottole.
«Una mitragliatrice 240 Bravo è un'arma potentissima, se avessi sparato 400 colpi quell'auto sarebbe un irriconoscibile colabrodo. E né la Sgrena né Carpani oggi sarebbero vivi. La Sgrena ha un'agenda politica».
Che cosa intende dire?
«Mi sta usando come un capro espiatorio per il suo anti-americanismo. Vuole colpire gli Usa ma se la prende con un povero diavolo, che ha solo ubbidito agli ordini. Bella comunista! Ha distrutto il mio matrimonio e la mia carriera e oggi le mie due figlie vivono nel terrore che finirò in carcere».
Di chi è la colpa di ciò che è successo?
«Della Sgrena. Che ha avuto la malaugurata idea di andare in un Paese off limits ai giornalisti, costringendo un eroe come Calipari a morire per liberarla. Oggi lui è in paradiso, io sono il mostro di un'intera nazione e lei, che è la causa di tutto, è viva, vegeta e fa soldi raccontando bugie».
"
Perché si è finalmente deciso a parlare proprio ora?
«Mio padre è mezzo italiano e mi dispiace che la terra dei miei avi mi odi.


Qui il testo completo, qui l'articolo con le foto e il filmato che ha mandato ieri il TG5. Si capisce distintamente che le affermazioni che fa da anni la Sgrena di 400 colpi sparati sono fuffa.

Sono solidale con il soldato che fa il proprio dovere e paga i propri errori, e il fuoco amico fa parte di questi. Ah, Mario, in Italia ti odia solo una minoranza di sfigati.

Aspetto la sdegnata replica della sdegnatissima Sgrena... a proposito, come mai non scrive nemmeno più sul NaziFesto? dovrei chiederlo a Gabriele Polo e a Piero Sansonetti...
scritto alle ore 08:07 | Permalink |
martedì, 08 maggio 2007
Leggo il fondo (meno ampollosa del solito, in verità) di Barbara Spinelli su La Stampa e rifletto.
Il titolo ("La destra e il Sarkò immaginario") è un annuncio di quello che troverò nell'articolo? A quanto pare è diventato solo un quello che lei vorrebbe scrivere nell'articolo, ma non può. E allora, si arrampica sugli specchi.

Elenca sei punti per criticare l'esultanza con cui tutto il centrodestra italiano ha gioito per l'elezione di un candidato di destra.
Leggo meglio e noto subito che ha scritto sei punti su fatti meno rilevanti dei sei che ha omesso, e per i quali Sarkò è stato eletto a furor di popolo.
- ogni 3 dimessi dallo stato solo 2 saranno sostituiti
- detassazione delle ore di straordinario, sopra le famigerate 35 ore
- speranze e prospettive per tutti quelli che hanno voglia di darsi
   da fare
- gli spaccatori di vetrine sono "racaille" (= feccia)
- fine della separazione dagli USA: non stiamo con i terroristi ma con
   l'occidente e con Israele
- no alla Turchia in Europa perchè non è Europa ma Asia Minore

In pratica la Spinelli ha fatto un articolo per criticare il centrodestra nostrano, basandosi su fatti minori, ignorando palesemente i sei punti che ho appena elencato. Per inciso, su tutti e sei la Royal e lo schieramento socialista dicevano esattamente l'opposto, e come loro il nascituro Partito D(epresso)emocratico.

La potente e autorevole compagna del ministro dell'economia Tommaso Padoa Schioppa ha usato lo stesso sistema utilizzato per la Finanziaria 2007: indicare la pagliuzza al posto della trave, o fare il finto cieco che non vuole vedere la realtà.

Soprattutto quando non le piace per niente.
scritto alle ore 18:27 | Permalink |
martedì, 08 maggio 2007
Oggi sono esatti 25 anni dalla scomparsa del più amato (da me) pilota da corsa.
Non il più vincente, ma quello che dava a tutti la sensazione che di più non si potesse fare.
1977 Gilles debutto GB su McLarenQui al debutto a Silverstone con una McLaren privata; in prova prese 4 decimi dalla pole e tutti dissero: gran motore (Ford Cosworth con basamento in magnesio sperimentale, ma che si ruppe). Pochi dissero quel canadese farà strada... uno fu Nestore Morosini di Stadio-Corriere dello Sport. Parlò a lungo con Forghieri che lo segnalò a Enzo Ferrari.
Da lì il debutto in Canada a fine anno nella 312 T2 monoposto che Lauda stava Gilles debutto 77f1-1
abbandonando dopo aver appena vinto il mondiale fu il breve passo successivo e l'inizio del mito del pilota più amato ma meno vincente della storia moderna, ma forse uno dei più veloci di tutti i tempi.

Oggi avrebbe
quasi 57  anni, ma per tutti noi resterà sempre il pilota che portava tutto oltre il limite.

Auguri Gilles
Gilles Villeneuve




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martedì, 08 maggio 2007
Leggere qui un articolo di una delle tante campionesse della sinistra chic nostrana, Maria Laura Rodotà, antropologicamente superiore come dice Michele Serra, sulla ampiamente prevista sconfitta della Royal alle elezioni è uno spettacolo di emozione.

Forse perchè queste persone vivono in un mondo pieno di loro desideri e sperando si avverino prendono cantonate madornali (come votare con convinzione cieca ed assoluta il vuoto politico e la totale conservazione e immobilismo parastatale rappresentato dalla Royal e dal suo schieramento).

Forse perchè mi piace ricordare analoghe sbornie elettorali del recente passato di questi maitre-a-penser ampiamente smentite dai fatti (Kerry 2004, politiche 2006 etc.) che non sono mai andate come volevano.

Forse perchè con un bel po' di vanteria mi piace dire "ve lo avevamo detto ma come al solito non riuscite a vedere che il cielo è blu e non rosa e l'erba è verde e non giallastra" a questi genii.

O forse perchè mi piace davvero pensare che queste persone snob e chic sono il nuovo partito D(eprimente)emocratico, e ragionando così non hanno speranza convincermi mai a votare per loro
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martedì, 08 maggio 2007
Parafrasando il Cuchillo interpretato da Tomas Milian nell'omonimo western del 1968 (qui), e visto dove è nato
Casey Stoner
(a Kurri Kurri in Australia) perchè no?
Con questa sono tre vittorie su quattro gare. Oltretutto è una goduria vedere i Japp e i tifosi di Valentino (i commentatori di Italia1 e i giornalisti biaggisti di Motosprint) che non ci stanno a perdere da un ragazzino e una microcasa italiana che fa i motori più potenti della categoria

Stoner Vittoria Cina 2007

Kurri, uomo, Kurri!
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giovedì, 03 maggio 2007
Buffonata Quotidiana di oggi: riporto un lancio di agenzia totalmente ignorato da tutti i giornali.
ANSA Roma. L’Aula della Camera ha dato il via libera ieri all’istituzione del «giorno della memoria» delle vittime del terrorismo. La proposta è stata approvata con 420 sì, 46 astenuti (Prc e Pdci) e un voto contrario. Il provvedimento, già approvato al Senato, indica nel 9 maggio, anniversario dell’uccisione di Aldo Moro, la giornata nella quale attraverso cerimonie commemorative e momenti di riflessione nelle scuole saranno ricordate tutte le vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice.

Rifondazione e i Comunisti di Diliberto si astengono.
Non hanno nemmeno avuto il coraggio di votare contro.
La serietà al governo...




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