Però, quando sbaglia me ne accorgo.
Nella puntata di domenica scorsa un servizio era dedicato ai giornali; avevo notato il taglio ostile e fazioso contro Libero di Vittorio Feltri, colpevole oltre che di essere di centrodestra di aver aumentato a dismisura (circa il 30% nell'ultimo anno) le sue copie vendute, attenzione, vendute, non tirate, e di fare opinione.
Conoscevo la polemica degli anni scorsi dello stesso Feltri contro gli editori che pur di racimolare contributi statali aumentavano la tiratura regalando le copie, ma vedere che il giornalista della Gabanelli si ostinava ad accusare Libero di 1000 copie al giorno vendute a Ferrovie e Alitalia, senza andare a vedere chi davvero le regala, mi ha fatto fischiare le orecchie.
D'altronde, il tempo è quello che è e se dovessi andare a fondo a ogni cosa che mi pare strana non farei altro tutto il giorno.
Per fortuna, Dimitri Buffa è andato a fondo alla faccenda al mio posto, leggere qui
"Vittorio Feltri querela “Report”
Due domandine alla brava Gabanelli: come mai non ha cominciato con quelli di RCS e Repubblica, che percepiscono contributi dieci volte superiori a quello di Libero? Non ha controllato il pezzo del suo giornalista iperleninista-rifondarolo prima di mandarlo in onda?E poi: come mai non fa una inchiesta su debiti e sprechi della Rai quando proprio ieri hanno annunciato un debito colossale? Viale Mazzini non è lontano, basterebbe scendere con l'ascensore al piano terra e darsi da fare.







.







.
)

Qui al debutto a Silverstone con una McLaren privata; in prova prese 4 decimi dalla pole e tutti dissero: gran motore (Ford Cosworth con basamento in magnesio sperimentale, ma che si ruppe). Pochi dissero quel canadese farà strada... uno fu Nestore Morosini di Stadio-Corriere dello Sport. Parlò a lungo con Forghieri che lo segnalò a Enzo Ferrari.
abbandonando dopo aver appena vinto il mondiale fu il breve passo successivo e l'inizio del mito del pilota più amato ma meno vincente della storia moderna, ma forse uno dei più veloci di tutti i tempi.

