lunedì, 29 gennaio 2007
Sorry, Work in Progress.
Nel senso: sono in trasferta senza connessione web...
See ya soon.
scritto alle ore 18:14 | Permalink |
mercoledì, 17 gennaio 2007
E' di gran moda in questi giorni nel (disastroso, secondo me) governo Italiano parlare del rifiuto di allargare la base aerea di Vicenza, salvo marcia indietro di stamane con tanti distinguo, ma rifiuto di concetto resta.
Fin qui, tutto legittimo, anche se personalmente non approvo per principio questo atteggiamento antiamericano a priori.
Mi è scattata una molla quando ho saputo che la base allargata dovrebbe ospitare una divisione di paracadutisti attualmente divisa in più basi e di stanza a Ederle in Germania: la 101esima Airborne.

Ma la gente sa di chi stiamo parlando??

Stiamo parlando di quella divisione che ha fatto lo sbarco a Utah Beach durante il D-Day, la liberazione di Eindhoven, l'operazione Market Garden, la difesa disperata di Bastogne nella neve e nel ghiaccio del dicembre 1944 durante la controoffensiva tedesca nelle Ardenne, la presa del Nido d'Aquila di Hitler e Berteschgaden e tante altre operazioni.
E che ha lasciato sul campo ben più della metà dei suoi effettivi.
Molti sono sepolti in Francia, nel grande cimitero vicino a Omaha Beach (qui il sito ufficiale). Tom Hanks e Steven Spielberg han fatto la serie TV Band of Brothers proprio sulla storia di tre anni di guerra di una compagnia della 101a Airborne, la Easy del 2nd Battaglione (qui  le info)
Ah, il famoso "Salvate il soldato Ryan" è ispirato proprio uno di quelli della 101esima, il soldato Niland, che il giorno dello sbarco perse due fratelli a Omaha e uno nel Pacifico e che venne tirato fuori per le orecchie da Utah Beach prima di lasciarci le penne anche lui.
Proprio in questi giorni, finiva nel 1945 l'assedio di Bastogne.

Su quegli uomini e il loro sacrificio per la NOSTRA libertà ci sono decine di film e libri, e altrettanti siti web per ricordare.

Piccolo elenco per chi vuole sapere di più:
Sito ufficiale della 101esima
Wikipedia on Easy company: qui, e il 506 reggimento aggregato alla 101esima qui
Qui, qui il racconto dello storico Stephen Ambrose (in inglese), qui la lista dei suoi libri sull'argomento (i più significativi sono questi, anche tradotti in italiano... cerco e li metto... eccoli qui: BandOfBrothers,Cittadini in uniforme,D-Day)
Qui i documenti ufficiali (liberati da segreto militare) delle operazioni della 101esima e del 506 durante la WWII. Interessantissimi.
Qui il sito del comandante della Easy (ancora in vita!) il maggiore Dick Winters, Medal of Honour del Congresso.
Ce ne sono centinaia.

E quando sento quattro ragazzotti ignoranti con la maglietta di un losco figúro come Che Guevara urlare"Yankee go home" davanti al comune di Vicenza, dimenticando che se possono dire idiozie simili lo devono proprio a loro... un attimo mi dispiace per la loro cecità.
E' proprio vero che la riconoscenza non si riesce mai a mettere all'incasso e che si vede sempre la pagliuzza nell'occhio altrui invece della trave nel proprio.



scritto alle ore 13:42 | Permalink |
mercoledì, 17 gennaio 2007
Direi che per una volta Cicciobello Rutelli mi ha stupito piacevolmente per sottigliezza. Ha appena dichiarato:
“Il governo Prodi non sarà ricordato per essere rimasto a galla ma per le riforme che avrà realizzato nella sua navigazione”.
Vista la quantità e la qualità delle riforme realizzate finora e che realizzeranno nel futuro, suona un po’ come un de-profundis...
scritto alle ore 09:49 | Permalink |
lunedì, 15 gennaio 2007
Ieri, nel 1957 moriva di cancro ai polmoni per troppe sigarette nella sua casa di Holmby Hills in California Humphrey Bogart, uno dei più importanti attori di Hollywood del XX secolo.
Indimenticabili fra i tanti film famosi il suo Marlowe dal libro di Raymond Chandler ("The Big Sleep"), "Il falcone Maltese", "Sabrina", "Casablanca", lo stile da duro e la vita irreprensibile al fianco di Lauren Bacall, l'amicizia fraterna con Leonard Bernstein e Marilyn Monroe.
Una volta, a una domanda che gli chiedeva quale scuola o corrente di recitazione seguisse, rispose:
"Ah, nuts. I'm an actor. I just do what comes naturally." ("Oh, accidenti, sono un attore. Mi viene naturale")
bogart_bacall_monroeweb

Nella foto, con la moglie Lauren Bacall e Marylin Monroe.


Qui l'official site, per chi volesse sapere di più e ricordare.
E magari scoprire che prese l'Oscar per "La regina D'Africa" battendo un mostro sacro come JohnWayne...
Il perenne attaccarsi alla sigaretta dei suoi personaggi, avvolti da tormenti interiori in una nuvola di fumo impenetrabile è parte inscindibile dell'immagine che ho di lui anche come uomo, e non solo come uno dei migliori attori di sempre.

Attualmente è dimenticato dai più, ma non da me.

scritto alle ore 17:59 | Permalink |
giovedì, 11 gennaio 2007
Ma che la smettano di farmi la predica con le presunte questioni morali e i conflitti di interessi! Sono loro il vero scandalo dell'Italia del XXI secolo!!
Leggete questo pezzo riportato pari pari dal sito di Davide Giacalone che ringrazio e omaggerò di una email di apprezzamento per la bravura e le informazioni mai banali che costantemente ci fornisce (qui).

Buone notizie per Fassino: i compagni di Unipol non hanno una banca (accidenti), ma hanno una pensione, quella delle Poste italiane. Fino a qualche tempo fa andava di moda menare scandalo per il fatto che Mediolanum, società nella quale ha degli interessi il gruppo di Berlusconi, avesse un accordo con le Poste, ai cui sportelli vendeva propri prodotti, ora, invece, si può menare vanto di avere messo le mani sulle pensioni dei dipendenti di quella stessa azienda pubblica.

Già immagino la risposta: c’è stata una regolare gara. Certo, ma leggetene il risultato.

Unipol si è aggiudicata la gestione garantita della previdenza integrativa postale, che, però, non si sa ancora in cosa consista e quali siano i suoi obiettivi (non si sa se deve essere meramente conservativa o puntare a produrre rendita, come documenta Il Sole 24 Ore). “Garantita” significa che finiscono ad Unipol tutti i soldi dei postali che non hanno esplicitamente scelto in modo diverso, e siccome in quel meccanismo non ci ha capito ancora niente nessuno, né gli imprenditori né i lavoratori, significa che nella compagnia d’assicurazioni controllata dal mondo cooperativo, consustanziale alla storia dei comunisti italiani, finiranno la gran parte dei soldi. Ad aggiudicarsi la gestione non garantita, vale a dire quella scelta dal lavoratore, è, fra gli altri, il Monte dei Paschi di Siena, che ha due interessanti caratteristiche: a. rientra nell’area d’influenza della sinistra che fu comunista; b. ha il 39% delle azioni Finsoe, ovvero della finanziaria con cui le cooperative posseggono al 50,2% una società quotata in Borsa, di nome Unipol. Il che significa che non solo a quella gara lo stesso soggetto ha partecipato due volte, ma ha anche vinto due volte. Oh, mica male, gli gnomi rossi, e senza che nessuno fiati, mica come quei profittatori dell’altra sponda, che ogni volta provocavano un pandemonio, con coscienze in rivolta, urla scandalizzate, girotondi e gran versamento d’inchiostro. Qui tutti zitti e mosca.

Certo, Fassino mediti: un tempo puntavano ad una banca, volevano entrare nel grande gioco, e li hanno beccati. Ora la danza creditizia la dirige Bazoli, e forse mette le mani anche sui compagni di un tempo. Ad Unipol vanno le pensioni postali, altro che riformare e liberalizzare. Non è solo brutto, è anche poco.

I Romani dicevano: "pecunia non olet".
Quando dico, da sempre per la verità, anche se talvolta mi sembra di parlare con il muro, che questi sono peggio degli altri, stavolta ho le prove...

Però, mi piacerebbe vedere una sparata online di Beppe Grillo, una trasmissione dedicata in toto da Santoro alla questione, un vivace commento politically-correct di Enzo Biagi, un indignato fondo domenicale di Sua Maestà Eugenio Scalfari su Rep., una articolessa di 400 righe di Barbara Spinelli su LaStampa del lunedì, una intera puntata di Blob di Enrico Ghezzi su Fassino e i suoi amici che fanno i loro interessi, i titoloni dei compagni del Manifesto sull'argomento (come quelli che fecero per Ricucci, intendo), interviste irridenti a Parla Con Me, decine di girotondi organizzati da Moretti, un libro di Gomez & Travaglio sull'argomento, articoli giornalieri per settimane su Rep. di Bonini e D'Avanzo e tanto altro.

Ma non vedrò nulla di questo.
scritto alle ore 17:00 | Permalink |
giovedì, 11 gennaio 2007
Buffonata quotidiana di oggi, in stile "facciamo finta di fare la guerra al terrorismo".
In linea con l'incriminazione dei servizi che fanno il loro lavoro, del "parliamo con Al Qaeida" di D'Alema di ieri, del sentimento antioccidentale del governo e della maggioranza attuali, qui e qui le dichiarazioni di F(P)rodi.
"Noi siamo per una politica multilaterale - ha continuato Prodi - e qui è un' azione unilaterale. Si moltiplicano i problemi con i paesi, Medio-Oriente, Iraq, Libano ed oggi la Somalia, mentre è il momento di prendere decisioni concertate e multilaterali. George Bush dovrebbe trarre migliori lezioni dal rapporto Baker"

A parte il fatto che in America proprio i Democratici hanno da settimane detto che la relazione della commissione Baker è esattamente "unfit" come ha detto il Presidente, cioè "inutile e inapplicabile", almeno il borbonico (nel senso di riunito a Caserta nella Reggia di Franceschiello) governo potrebbe leggere un po' di media internazionali prima di fare certe uscite ed essere considerato davvero tale, nel senso gattopardesco.

Da leggere l'editoriale sul IlFoglio di oggi in proposito.

Peccato, inoltre,  che proprio ieri gli USA abbiano detto cosa faranno in proposito tramite lo speech del Presidente... e non è esattamente quello che dicono D'Alema & C.

Come al solito, la nostra sinistra di lotta e di governo ci fa retrocedere a terzo mondo nel rispetto internazionale... evabbè
scritto alle ore 13:31 | Permalink |
giovedì, 11 gennaio 2007
Ogni tanto qualcuno crea oggetti che rivoluzionano usi e costumi modificandoli definitivamente. Nulla è più come prima, e le altre aziende si adeguano per sopravvivere.
In campo informatico è successo con il mouse, le finestre e tanto altro.
Guarda caso, sono gli stessi che hanno inventato questo oggetto, che spazza via in un colpo solo palmari, iPods, computer portatili e telefoni cellulari, improvvisamente diventati del Giurassico.

Mi ricorda un po' il Tricorder di Star Trek del Capitano Kirk.

iPhone
iPhone di Apple
scritto alle ore 10:45 | Permalink |
martedì, 09 gennaio 2007
Buffonata quotidiana di oggi: un magistrato vecchio amico (si fa per dire) del senatore Cossiga ha appena detto, parlando della CIA e del caso Pollari:
«Si tratta di comportamenti che abbiamo visto trent’anni fa in aula ai tempi dei processi alle Brigate Rosse».

Armando Spataro, ovviamente.

Nessun commento.

scritto alle ore 17:31 | Permalink |
lunedì, 08 gennaio 2007
Qualche giorno fa abbiamo registrato l'uscita dai DS dell'unico economista serio, riformista e competente che avevano: Nicola Rossi. Ovviamente, in parte a causa delle festività natalizie e di tormentoni politicamente corretti o irrilevanti appositamente sparati in prima pagina e nei titoli dei tg (vedi per esempio la richiesta di moratoria sulla pena di morte all' ONU e l'impiccagione di Saddam dopo un anno e mezzo di processi), questa notizia passa sotto silenzio o quasi.
Oggi sul Corriere nazional-popolar-bancario-montezemoliano c'è un articolo dello stesso Rossi.
Che ha di diverso dalle uscite del medesimo tono degli ultimi mesi di Piero Ichino, Augusto Barbera, Giuliano Cazzola, Mario Pirani e Luca Ricolfi? Sono tutti economisti, esperti di sindacato, di sinistra e tutti sulla stessa linea di critica feroce all'impronta conservatrice e retrograda di questo governo che loro stessi hanno provveduto ad eleggere. Qualcuno di questi addirittura dice adesso che aveva avuto ragione Tremonti e che loro criticavano per partito preso, ma non è questo che mi interessa ora.

Non c'è nulla di diverso, salvo che Rossi si è dimesso dai DS. Finalmente, direi.

Le motivazioni sono terrificanti per un elettore di sinistra che le voglia leggere fino in fondo, ma tanto non lo fanno mai.

Riporto a caso:
"Le difficoltà in cui si dibatte, giorno dopo giorno, l'odierna azione di governo sono il frutto malato di cinque anni di opposizione in cui - anche grazie a qualche editoriale domenicale non sempre illuminato - non un solo giorno è stato speso per costruire la cultura e le condizioni che sarebbero servite a governare"
(ovvio riferimento alle prediche di Scalfari su Rep. e agli intellettuali trendy che vanno a quattrini come Moretti)

"Si è seminato male e quindi si raccoglie poco. E si è seminato male perché non si credeva fino in fondo in quel che si diceva di voler fare. Una politica credibile è una politica che rischia e che si assume responsabilità. Che si espone al pericolo di perdere perché solo così si vince."

Parlando della "Cosa 3", il partito democratico:
"Come si può non vedere che l'Italia cresciuta, economicamente e socialmente, nell' ultimo quindicennio di un partito costruito su basi culturali e politiche così fragili non saprebbe che farsene e cercherebbe altrove le risposte alle proprie domande?"
Che si riferisca all'unica domanda seria: come faranno i cattolici della margherita ad aderire al partito socialista europeo e non al PPE, entrando nel nuovo partito? Non potranno. Magari si è anche ricordato la marea umana del 2 dicembre.

"Allentatosi il vincolo della ideologia, la politica è oggi più di tante altre cose, credibilità. Credibilità della classe politica nel suo insieme e credibilità dei singoli che fanno politica. E una politica credibile è quella che crede in quello che dice ed in quello che fa, o che cerca di fare."
Qui il riferimento alla ridicolissima legge di bilancio è palese.

Rispetto da sempre Nicola Rossi e Enrico Morando (un po'  meno Michele Salvati), e devo ammettere che questo abbandono dei DS, e l'articolo dal tono funereo a dir poco, mi fa pensare che il vero inizio della fine del Partito Comunista, quello che aveva il 33 per cento dei voti e che si è riciclato 3 volte dal 1989 senza mai fare una vera Bad Godesberg come fece in epoca non sospetta la SPD tedesca, cioè fare i conti con il comunismo e rinnegare una ideologia totalitaria quando c'era ancora Stalin (altro che lo strappo di Belinguer...) sia davvero vicino.

Che sia per sciolgimento a causa della marmellata elettorale proporzionale e democristiana delle mani-libere voluta da Casini e Rutelli o per assorbimento in un partito democratico governato dalle grandi banche e da DeBenedetti (come vorrebbe Prodi) non ne ho idea e se la avessi sarei un uomo ricco, ma che succederà, me lo conferma Rossi con le sue azioni.

Il più, sarà decidere chi saranno i nuovi veri padroni delle coop... ma se la sbrigheranno da soli.
Quando la barca affonda, chi pensa si procura un salvagente.
Nella Federazione di Centrodestra (si, quella del 51% attuale più l'UDC, a sentire i sondaggi Unicab del 21 dicembre
) c'è posto per i riformisti veri.




scritto alle ore 17:09 | Permalink |