mercoledì, 20 dicembre 2006
... si, quelle che non ho fatto quest'anno cominciano ORA (salvo ripensamenti)
Merry Christmas & Happy New Year
scritto alle ore 16:47 | Permalink |
mercoledì, 20 dicembre 2006
Non c'è più la Triade (ora sostituita dal Sistema Telecom Tim Inter) ma con certa gente non vale nemmeno la pena giocare, visto che non puoi vincere a prescindere.
Nemmeno quando lo meriti sul campo; e lo sai prima di cominciare.

Se volevano convincermi che il calcio è finito ci sono riusciti per l'ennesima volta; che se le giochino da soli, le partite, 'sti mafiosi.




scritto alle ore 08:17 | Permalink |
martedì, 19 dicembre 2006
Buffonata quotidiana out-of-date ( l'editorialone su La Stampa è di Sabato 16).
Commento oggi perchè alcune volte bisogna rileggere con calma prima di scrivere un'opinione.
La nuova signora Padoa Schioppa (Barbara Spinelli) scrive un pamphlet antiisraeliano pieno di fuffa sui fatti accaduti nel passato anche recente.
Non commento punto per punto; lo segnalo soltanto come un esempio di come si racconta la storia, o meglio: di come ce la raccontano da sinistra nei giornali della grande industria.
Di questo passo la Spinelli si presenterà alla prossima conferenza dei negazionisti dell'Olocausto organizzata da quei democratici degli Iraniani.

La cosa divertente? Se me ne accorgo io che è un articolo insulso fazioso pieno di ampollosa scontata e pletorica retorica politically-correctness (e scritto anche in maniera pesante, se mi posso permettere una critica sull'uso della sintassi e della semantica della lingua italiana), figurati quelli che contano davvero...
Oriana era un'altra cosa, in tutti i sensi.

Non vorrei essere nei panni di TPS: assediato per la figuraccia della finanziaria delle più-tasse-per-tutti da un lato, in attesa del rimpasto di governo di primavera con il quale lo scaricheranno come capro espiatorio delle ca****e del governo F(P)rodi, e dall'altro dai viaggi onirici della sua nuova compagna di vita .

Mi chiedo che ne penserebbero suo padre, Altiero Spinelli, e sua madre
Ursula Hirschman, lui antifascista e lei ebrea antinazista, conosciutisi al confino di Ventotene durante il fascismo, di questo odio smisurato che la loro figlia ha per gli ebrei e Israele.

La sindrome di Giorgio Bocca e Enzo Biagi colpisce un altro mostro sacro della intellighentia di sinistra.

UPDATE: mi accorgo ora che IlBlogDiBarbara ha fatto qui una analisi puntuale delle idiozie di questo articolo, bravissima!

scritto alle ore 15:08 | Permalink |
giovedì, 14 dicembre 2006
"La Finanziaria la farei in modo identico, ma in modo diverso, con tavoli più articolati perché non abbiamo interpretato il nostro paese. Abbiamo tolto l'obbligo del trasferimento del Tfr all'Inps per le piccole e medie imprese in una riunione sbagliata, posso ammetterlo, abbiamo fatto una cosa giusta in un modo sbagliato". Comunque in generale, "dobbiamo procedere in modo diverso ma con gli stessi obiettivi" (lancio di agenzia AGI delle 13:12 del 13 dicembre 2006).

"i
n modo identico, ma in modo diverso" ??

La mia vecchia prof. di Italiano al liceo mi avrebbe coperto di segnacci blu e di eleganti ironiche contumelie se avessi osato scrivere una corbelleria simile.
L'uomo che dice "ma bensì" a ogni piè sospinto ha colpito ancora.

Il Nonsense al Governo


scritto alle ore 08:21 | Permalink |
martedì, 12 dicembre 2006
Oggi su IlFoglio l'editoriale del Direttore Giuliano Ferrara chiude una volta per tutte l'affaire della Commissione Baker, riportandola a quello che è: un semplice e fumoso documento totalmente "unrealistic" nel senso di al di fuori della realtà, totalmente inapplicabile, e che se attuato anche solo in parte sarebbe riassumibile con una sola frase: resa ai totalitarismi.
Riporto qui il testo, con la speranza che tutti i soloni di casa nostra che sono settimane che propinano ai loro lettori (Repubblica, Corriere, LaStampa, Espresso etc.) articoli pieni di riferimenti a questo a mio modo di vedere inutile documento, figlio della gerontocrazia dell'epoca della Guerra Fredda e dell'appeasement con il nemico e soprattutto generato da un establishment incapace di capire che la nuova posizione americana di esportazione di diritti nel medio oriente in ogni modo possibile e sradicamento delle dittature è nel lungo termine molto più produttiva di quella precedente, che ha tollerato Saddam, Bin Laden, e i regimi antisemiti e antioccidentali di Damasco e Teheran, capiscano che la realtà non è come la dipingono.
Soprattutto, che non è utile tagliarsi una mano quando ti fa male (dover ammettere che bisogna difendersi e non ci sono altri modi efficaci, altro che storie) dimenticando che è la propria; e mi riferisco a tutti quelli che ci mettono un secondo a denigrare l'America quando fa il lavoro anche per noi (o i benemeriti Pollari e Mancini di turno, per restare in casa nostra) evitando di vedere la trave nel proprio occhio.
Trave che è sempre quella: non ammettere di avere torto.
Per inciso,  sottoscrivo in pieno la citazione fatta dall'Elefantino di JFK... mi è subitaneamente corso il pensiero a Dario Fo.

La strategia di Baker  
Piace a brutti ceffi e non ai leader democratici o a chi urla “morte al tiranno”

Prendete un foglio di carta, tracciate con la penna una linea verticale esattamente sulla sua metà e scrivete nella colonna di sinistra il nome di tutti coloro che hanno accolto con favore il rapporto Baker sull’Iraq, segnalando a destra chi invece lo ha giudicato inutile, assurdo o sbagliato. Tra i fan di Baker – a parte i giornalisti di mezzo mondo e Romano Prodi – ci sono l’Iran, la Siria, Hamas, il Jihad islamico e le Brigate dei martiri di al Aqsa. Nella colonna di chi invece rigetta come impraticabili o folli i principali suggerimenti di Baker – vale a dire cominciare a ritirarsi dall’Iraq e affidare l’Iraq alle cure di Iran e Siria, in cambio del controllo politico e militare a Baghdad e nelle alture del Golan – ci sono i due unici leader democratici del medio oriente, il premier centrista israeliano, il presidente socialista iracheno e probabilmente quegli studenti che ieri, a Teheran, hanno contestato il discorso di Mahmoud Ahmadinejad al grido di “morte al tiranno”.
Basterebbero queste due colonne per chiudere il capitolo sulla premiatissima Commissione Baker, anche perché, tra l’altro, gli avversari americani di Bush e dell’invasione dell’Iraq si sono accorti dell’assoluta incoerenza di questo testo. Sono decine e decine gli articoli delusi dal rapporto dell’Iraq Study Group, l’ultimo è del Washington Post che, col suo primo editoriale di domenica, imputa al gruppo Baker di “immaginarsi un medio oriente che non esiste”. Molti opinionisti liberal sono sulla stessa linea, compreso quel Dennis Ross che per Bill Clinton ha guidato il processo di pace arabo-israeliano e che, l’altro ieri, ha invitato Washington “a non fidarsi di Iran e Siria”. Il commento più serio sulle proposte Baker sembra essere quello del sergente T. F. Boggs, di ritorno dal suo secondo giro di servizio in Iraq: “I suggerimenti di Baker sono una barzelletta, di quelle che potevano venire in mente soltanto a un gruppo di anziane persone da troppo tempo attaccate alle poltrone di Washington”. E qui, a pensare alla straordinaria rispettabilità dei dieci componenti della Commissione, il fior fiore dell’establishment intellettuale giudiziario e istituzionale di Washington, torna in mente una frase geniale attribuita a John Kennedy durante una cena con un gruppo di Premi Nobel: “Questa è la più straordinaria collezione di talenti e di conoscenza umana che si sia mai riunita alla Casa Bianca, con l’eccezione di quando Thomas Jefferson ha cenato da solo”.
(courtesy of IlFoglio)
scritto alle ore 14:03 | Permalink |
giovedì, 07 dicembre 2006
Il problema dei grandi uomini è che non sempre vengono ascoltati prima degli avvenimenti che loro prevedono che accadano; non è la sindrome di Cassandra ma poco ci manca.
La cosa seccante è che dopo che le previsioni di questi uomini particolari si sono avverate proprio quelli che di loro han detto tutto il male possibile passano subitaneamente all'atteggiamento "ma lo pensavamo anche noi"; è il comodissimo senno-di-poi, per coprire il fatto che han sbagliato tutto.

Oggi, 7 dicembre, mi viene spontaneo ricordare Billy Mitchell.

BillyMitchell_SelfridgeField
Sconosciuto ai più, William Mitchell è stato un asso dell'aviazione americana nella Prima Guerra Mondiale, più famoso addirittura del celebratissimo Rickenbacker. Diventò generale ed è noto come il vero fondatore della USAF. Ricevette la Medal Of Honour postuma per i suoi meriti, e addirittura Hollywood gli dedicò un film sulla sua vita interpretato da Gary Cooper.

il 10 ottobre del 1924, in una memorabile conferenza-stampa, il generale di brigata William Mitchell che da quattro anni si batteva accanitamente perchè l'Aeronautica militare degli Stati Uniti (USAF) godesse di maggiori appoggi governativi e fosse autonoma rispetto all'Esercito, pronunció queste frasi profetiche:
"Le sorti della prossima guerra mondiale dipenderanno in snodo primario dalle forze aeree. Oggi le nostre capacitá di offesa dall'aria sono irrisorie, ma ancor piú trascurabili sono le nostre possibilitá di difesa dagli attacchi dall'aria, specialmente nelle Basi navali. Quella di Pearl Harbor, che rappresenta la chiave del dominio del Pacifico, è completamente sguarnita. Ebbene, signori, io prevedo che un giorno i bombardieri in quota, i bombardieri in tuffo e gli aerosiluranti di una Potenza straniera, decollati da una flotta di portaerei a circa 200 miglia di distanza da questa nostra base, coleranno a picco senza colpo ferire tutte le navi alla fonda e distruggeranno al suolo ogni installazione. L'attacco sará sferrato senza preavviso la mattina di una domenica (!!) e la Potenza a cui alludo sará sicuramente il Giappone (!!)".
Alcuni mesi piú tardi, Mitchell accusó di "incompetenza, faciloneria criminosa, negligenza che sfiora l'alto tradimento" il Dipartimento della Guerra.

Come ovvio e in linea con il Congresso iperpacifista di quegli anni,  per tali accuse fu deferito e convocato dinanzi alla corte marziale e la sentenza di condanna fu ratificata dal Presidente Coolidge.
Inoltre, dopo essere caduto in disgrazia e processato da una corte marziale per il disastro del dirigibile Shenandoah, Billy Mitchell morì le per complicazioni cardiache di una grave influenza nel febbraio del 1936.

Domenica 7 dicembre 1941 ci fu l'attacco a sorpresa a Pearl Harbor da parte della flotta giapponese dell'ammiraglio Yamamoto che causò più di 3500 morti; gli Stati Uniti entrarono in guerra contro l'Asse, per vincere la Seconda Guerra mondiale tre anni dopo.

L'attacco avvenne esattamente come Billy Mitchell aveva detto 17 anni prima.

scritto alle ore 12:46 | Permalink |
giovedì, 07 dicembre 2006
Oggi compie 50 anni una leggenda mondiale.
Larry Bird..
Larry BirdIl contadino dell'Indiana portato da Red Auerbach ai Boston Celtics nel 1978 ha segnato un'epoca. I duelli con i Lakers di Magic, Kareem Abdul Jabbar e Bob MacAdoo sono ormai storia della moderna NBA.
La sua forza? Essere l'essenza del basket senza un fisico adatto, puro talento cestistico al servizio di una squadra vincente; vederlo giocare era una poesia.

E lui era in assoluto un uomo franchigia, un vincente come pochissimi altri dopo di lui (forse solo Michael Jordan)

Qui la sua biografia cestistica.


Auguri Larry!
scritto alle ore 11:09 | Permalink |
mercoledì, 06 dicembre 2006
Buffonata quotidiana di oggi: il commento del fuffarolo Deaglio sulla decisione della Giunta per le elezioni di ricontare solo parzialmente alcune schede bianche e nulle (ne avrei da ridire sulla limitazione, ma tant'è, non ora)
«Ora io partecipo dell'accusa di diffusione di notizie false e tendenziose insieme all'intera Giunta del Senato...»
«Mi fa piacere che il Senato abbia dato ragione a quello che dicevo io...»
Mi piglia per il naso? Lui viene indagato per aver raccontato balle e detto che chi ha perso ha fatto brogli informatici, e quando finalmente dopo 6 mesi di richieste (del centrodestra) la Giunta decide sull'onda dello scandalo di andare a vedere almeno qualche scheda bianca e nulla (cartacee, ovviamente) questo afferma che aveva ragione ed è merito suo?
"ma perfavoreeeeeeeeeeee!" (thanks to Ezio Greggio)

Vanno a vedere solo qualcosa perchè ci sono stati obbligati dalla gente come me che si è sentita presa per il naso (per non dire di peggio) da personaggi di questa risma.
E che oltretutto ci han guadagnato una montagna di soldini con le vendite dei DVD (invidia  ).

PS: ma perchè solo le regioni a maggioranza CDL, Toscana a parte? Strano, vero? a pensar male...
scritto alle ore 19:01 | Permalink |
martedì, 05 dicembre 2006
Oggi, 5 dicembre, festa di Sinterklaas.
Sinterklaas, il nome olandese del personaggio fantastico derivato da San Nicola...
Vescovo con la mitra rossa con una croce dorata e si appoggia ad un pastorale, richiamandosi al vescovo di Mira.
Sinterklaas
ha un cavallo bianco con il quale vola sui tetti; i suoi aiutanti scendono nei comignoli per lasciare i doni (in alcuni casi nelle scarpe dei bambini, lasciate vicino al caminetto); arriva in piroscafo dalla Spagna ed è accompagnato da Zwarte Piet.
Attualmente noto come Santa Claus, e in Italia... 
Babbo Natale.

sinterklaasgroot

Happy Santa!
scritto alle ore 12:54 | Permalink |
martedì, 05 dicembre 2006
Mannheimer oggi sul Corriere (qui):
"...due terzi dei «lontani», vale a dire il 15-17 per cento.."
"...ll mercato potenziale del centro comprende dunque in teoria circa un terzo dell'elettorato. Tuttavia — è forse superfluo sottolinearlo — «potenziale» è assai diverso da «reale» e/o «acquisito»: per passare dall'uno all'altro occorre un'efficace azione di comunicazione, una campagna elettorale convincente e rassicurante, che dia l'impressione di una volontà unitaria, moderata (ma non priva di contenuti), capace specialmente di suscitare fiducia. In caso contrario, è l'astensione a prevalere..."

E questo, in pratica vuol dire: l'operazione di fare un partito che sta sempre al governo una volta con la destra e una volta con la sinistra non funzionerà perchè l'elettorato potenziale arriva al massimo a quelle cifre.
E non sarebbe di dimensione analoga al 35% della DC di demitiana memoria ma meno della metà, quindi non sarebbe determinante.
E si scontrerà con il 43 e rotti per cento dei tre di piazza S.Giovanni (depurato dell'attuale 6 dell'UDC, ma vedremo per quanto ancora)

Nel 2001, vittoria del Polo appena avvenuta, mi scappò detto che "non ne posso più dei (generali) democristiani", e guarda caso sono quelli che han generato tutti i guai della scorsa legislatura, vedi la defenestrazione di Tremonti et alia.
'Stavolta se ne liberano sul serio.


PS: l'operazione di mistificazione della realtà da parte del Corriere continua: il titolo dell'articolo dice esattamente il contrario di quello che scrive il sondaggista... leggere per credere.
scritto alle ore 08:06 | Permalink |
lunedì, 04 dicembre 2006
Democristianate.
Sbaglierò, ma nei prossimi giorni e settimane mi aspetto una martellante presenza nei media RCS e del gruppo Caltagirone (per ovvi motivi di parentela) e di governo (Corriere, LaStampa, IlSole24ore, Repubblica, Unità, Manifesto, Liberazione, Rai e La7)  di Casini e dell'UDC e della loro fuga dall'opposizione.
Lo scopo della lobby al potere (banche, sindacato e grandissimi di Confindustria) che controlla i mezzi di informazione mi pare ovvio: fornire al popolo una visione numericamente e percentualmente distorta delle opposizioni allo scopo di fiancheggiare un governo asfittico.
Distorta perchè con tutta la più buona volontà è difficile considerare più pesante il 6 percento di Casini (per ora, poi vedremo quanto diminuirà) rispetto al 44 degli altri tre del costituendo partito unico di centrodestra.
Di certo, siamo avvisati dell'aria che tira già da tempo.

A occhio, considerando che a breve termine non ci sono elezioni se non alcune provinciali nel nord a primavera, l'operazione di Casini è quella di arrivare alle Europee dove si vota con il proporzionale per raccattare qualche punto percentuale in più rispetto a quello che ha, e poi vedere. Sembra più tattica che strategia, ma posso sbagliare.
 
Di mio, invece noto alcuni particolari interessanti.
La folla di Roma è la base del partito unico. Una moltitudine di anime diversissime unite da alcuni punti fermi:
- meno tasse, meno spese statali.
- orgoglio dell'Italianità finalmente ritrovata, anche negli impegni internazionali degli scorsi 5 anni
- applausi a scena aperta alle forze armate, agli alleati storici (USA, Israele), sintomo di una appartenenza sopita da decenni di cultura sinistrorsa filosovietica
(prendo a caso dal discorso di Fini, futuro premier)
- L'italia è bipolare, e chi vota da un lato non vota l'altro anche se i suoi eletti gli dicono di farlo: meno partito, rapporti diretti con gli eletti e gli schieramenti
- la futura transizione a Fini è stata digerita prima di cominciare a farla.
- la folla ha archiviato i Democristiani come un eccellente e utile pezzo del passato da non rinnegare sicuramente, per andare avanti.

Sembra proprio che da questa parte dello schieramento sia stata superata la guerra fredda, con la orgogliosa consapevolezza di essere stati dalla parte giusta, di saperlo e poterlo finalmente affermare a dispetto della lobby politically-correct che domina i media. Un po' quello che succede negli USA, dove i media controllati dai Democratici raccontano una America che esiste nelle loro speranze... per essere praticamente sempre smentiti dalle elezioni quando queste contano davvero.

Soprattutto, mi chiedo: Casini e i suoi non si rendono conto che molte persone che li han votati non cambieranno mai schieramento?
Scommetterei che se Mannheimer facesse un sondaggio oggi i tre "ragazzi" del Partito Unico di Piazza S.Giovanni prenderebbero gli stessi voti di coalizione con o senza Casini.
"Non è colpa mia se quelli che ho votato si spostano; io voto sempre in quel modo" ha detto un saggio nel 1994.... (thank you, dad)

PS: ma vogliono trovargli un nome a 'sto benedetto partito unico?



scritto alle ore 17:42 | Permalink |
lunedì, 04 dicembre 2006
Il manifesto del partito unico di centrodestra, su YouTube, qui

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venerdì, 01 dicembre 2006
«Io sono convinto che Prodi abbia molte cose da spiegare. Conosceva, durante il sequestro Moro, l’indirizzo di via Gradoli e ancora oggi si nasconde dietro la storia della seduta spiritica. Nomisma era in società con un certo Istituto Plechanov, che era una branca del Kgb. Mi si potrà dire che sono diventato pazzo. Ma parliamone. Invece è scattato il linciaggio».

dalla intervista su La Stampa  di oggi al senatore Paolo Guzzanti, qui.

E loro reagiscono come al solito, con intercettazioni pubblicate illegalmente (e irrilevanti) per screditare il Senatore, e il logoro grido di attentato alla democrazia.
Vedremo se riusciranno a insabbiare anche questa.


scritto alle ore 10:15 | Permalink |