La mia personale definizione di proto-tipo del vero democratico, liberale, mente aperta e intelligente, l'intellettuale che fa tendenza e opinione?
Colui che rispetta le opinioni altrui anche se non le condivide, magari senza arrivare all'estremo voltairiano di affermare di essere disposto a morire perchè il prossimo possa affermarle; la persona che in difesa della vita, della libertà di parola e di pensiero, delle leggi e della proprietà altrui fa una bandiera ed è disposto a tutto. La persona che comprende e ha chiaro che libertà e democrazia non sono fatti acquisiti ma vanno conquistati e difesi ogni giorno.
Perchè questa premessa? Perchè ieri sera, con mio grande dispiacere, ho visto un maître-à-penser, un vecchio "vero democratico" in diretta per un'intera trasmissione a 8eMezzo smentire questa definizione ogni momento.
Dispiacere perchè mi ha convinto sempre di più che la persona in questione è un "vero democratico" nel senso della Repubblica Democratica Tedesca, non nel modo che intendo io. Un moralista pro-domo-sua; mi ha dato l'impressione di parlare a quello che lui reputava il più saggio presente, cioè se stesso.
Dopo una intera ora nella quale ha evitato accuratamente di rispondere praticamente a qualsiasi domanda gli facessero, mostrando qual è il lato peggiore di una persona che interpreta ogni fatto in funzione della sua ideologia al punto da negare anche l'evidenza a se stesso pur di mantenere le proprie certezze, ha chiuso la trasmissione dicendo
"Il fatto che la gente legga i libri di Pansa (suo collega e collega di testata, [ndAinpospiò]) è preoccupante. C'è un rigurgito di fascismo... da marcia su Roma."
Chi non la pensa come lui, per Giorgio Bocca, "rigurgita" fascismo: ma non era Benito a dire "chi non la pensa come me è contro di me"? E chi sarebbe il fascista???

Un vero democratico. 
Post Scriptum: per chi non lo sapesse Bocca nella vita è stato balilla e fascista, azionista, poi comunista, democristiano, socialista craxiano, poi PDSsino, DSino, ora prodiano.... coerente fino all'ultimo.