venerdì, 29 settembre 2006
Dopo la figuraccia ignobile di ieri alla camera (a proposito: non è strano che i giornalisti di centrosinistra scioperino proprio questi due giorni, vero?), F(P)rodi in versione "tre scimmiette" (non vedo, non sento non parlo e non so nulla) ha partorito la bozza di legge Finanziaria, piena come previsto di nuove tasse.
Fin qui, nulla di nuovo.
Avevano detto che non le aumentavano e zacchete! come previsto ecco il mega-aumento di tassazione fiscale. E il sempre puntuale e preciso Filippo Facci analizza questa parte del provvedimento oggi in un articolo dal titolo "La secessione fiscale" dal quale estraggo qualcosa che mi interessa molto perchè viene da sempre negata da chi è al governo ora:
" alle scorse politiche, sempre al Nord, la maggior parte degli operai ha votato centrodestra (45,7 per cento contro 37,5) e lo stesso ha fatto la maggior parte dei pensionati (48,7 contro 37,5) e così pure i disoccupati (42,5 contro 38,8) e insomma, a sinistra la fatidica lotta di classe non avrebbe più una sola classe"
Avanti miei Prodi, continuate così. 
Post Scriptum: sulle bugie di ieri dette da Prodi al parlamento, basta leggere qui, qui, e qui l'editoriale odierno del Riformista, succedaneo arancione di sinistra de IlFoglio, che comincia con:
"L'attuale governo di centro-sinistra e in particolare il suo ministro dell’Economia si sono vantati, nei mesi passati, che non si sarebbero comportati come i precedenti governi, quelli di centro-destra...."
Se questa non è una lettera di licenziamento molto simile al "quasi quasi erano meglio Berlusconi e Tremonti" di Giuseppe Turani su Repubblica di qualche giorno fa ci assomiglia molto.
giovedì, 28 settembre 2006
Sepp Blatter, presidente della Fifa, non ha digerito il fatto che i suoi pupilli della Francia hanno perso il campionato del mondo di calcio il 9 luglio. Era talmente contrariato che non si presentò alla premiazione in diretta mondiale per consegnare la Coppa del mondo all'Italia e stringere la mano a Cannavaro, e fece quelle ridicola sentenza equiparando la testata (18esima in carriera!) di Zidane alla vittima Materazzi.
Non contento, oggi dice
"Una finale e' passione, arrivare ai supplementari e' pathos, ma quando si decide ai rigori e' una tragedia"
Soprattutto quando perde lui!
Rosica, rosica. 
mercoledì, 27 settembre 2006
"Il Mondiale avrà lo stesso valore anche senza Michael Schumacher. La Ferrari non mi ha mai cercato: io, comunque, non ci sarei andato".
"Nessuno batterà i record di Michael perché è impossibile guidare per tanti anni una macchina competitiva"
Fernando Alonso, oggi sulla rosea.
Chi disprezza, compra? 
mercoledì, 27 settembre 2006
Ecco qualcuno che non ha paura di affermare la verità e non si nasconde.
Riferendosi alla terrificante figuraccia fatta dalla «Deutsche Oper» di Berlino, cioè togliere un'opera di Wolfgang Amadeus Mozart dal cartellone (IDOMENEO) solo perchè contiene immagini che potrebbero offendere qualche esaltato musulmano fondamentalista, qualcuno ha detto:
«l'autocensura dettata dalla paura non è accettabile. Dobbiamo fare attenzione a non indietreggiare sempre di più davanti alla paura di fondamentalisti violenti»
Qualcuno con il coraggio di Oriana mi mancava.
Lei non c'è più, ma altri uomini (oops... sorry!) prendono il loro posto e difendono il diritto di essere liberi e il dovere di difendere questa libertà, che non è un bene acquisito e imprescindibile e nemmeno un dono del cielo ma qualcosa da riconquistare ogni giorno.
Angela Merkel il cancelliere tedesco.
C'è ancora speranza. 
martedì, 26 settembre 2006
Buffonata quotidiana di oggi:
la visita in Ungheria, da capo dello Stato, alla tomba di Imre Nagy da parte di Giorgio Napolitano.
Fatta solo per conformismo, perchè la ragione della Storia gli ha dato totalmente torto e non da oggi ma a partire dal 1989, e fatta solo perchè non ne poteva fare a meno dal momento che in quel paese si festeggia l'insurrezione repressa nel sangue nel 1956 come il primo momento di libertà, il tentativo non riuscito di liberarsi da un regime totalitario instaurato nel 1945 dall'Armata Rossa. Tentativo molto più serio e sanguinoso (almeno 25000 morti ungheresi) della nostra pubblicizzatissima Resistenza.
E dato che la visita del Presidente della Repubblica Italiana per il cinquantesimo anniversario della rivolta è stata organizzata quando c'era Ciampi... in Ungheria non avrebbero mai potuto prevedere chi il nuovo parlamento avrebbe eletto a capo dello stato.
Quando hanno saputo, ci sono state grosse polemiche sui giornali e non solo, anche richieste di rinviare la visita ufficiale.
Soprattutto, è ipocrisia pura affermare come fanno molti giornali oggi che Napolitano aveva criticato già molti anni orsono l'invasione; sarò un po' oltranzista, ma diffido di quelli che saltano sul carro del vincitore. Troppo comodo. 
Parlando di Nagy e delle altre migliaia di morti causati dall'invasione sovietica e riferendosi con rimproveri e critiche a quei comunisti che abbandonarono nel 1956 subito il PCI, il compagno Napolitano non solo rimase per altri 30 anni dentro il partito ma in quel momento disse testualmente:
"Come si può, ad esempio, non polemizzare aspramente col compagno Giolitti quando egli afferma che oltre che in Polonia anche in Ungheria hanno difeso il partito non quelli che hanno taciuto ma quelli che hanno criticato? È assurdo oggi continuare a negare che all'interno del partito ungherese - in contrapposto agli errori gravi del gruppo dirigente, errori che noi abbiamo denunciato come causa prima dei drammatici avvenimenti verificatisi in quel paese - non ci si è limitati a sviluppare la critica, ma si è scatenata una lotta disgregatrice, di fazioni, giungendo a fare appello alle masse contro il partito. È assurdo oggi continuare a negare che questa azione disgregatrice sia stata, in uno con gli errori del gruppo dirigente, la causa della tragedia ungherese.
Il compagno Giolitti ha detto di essersi convinto che il processo di distensione non è irreversibile, pur continuando a ritenere, come riteniamo tutti noi, che la distensione e la coesistenza debbano rimanere il nostro obiettivo, l'obiettivo della nostra lotta. Ma poi ci ha detto che l'intervento sovietico poteva giustificarsi solo in funzione della politica dei blocchi contrapposti, quasi lasciandoci intendere - e qui sarebbe stato meglio che, senza cadere lui nella doppiezza che ha di continuo rimproverato agli altri, si fosse più chiaramente pronunciato, che l'intervento sovietico si giustifica solo dal punto di vista delle esigenze militari e strategiche dell'Unione Sovietica; senza vedere come nel quadro della aggravata situazione internazionale, del pericolo del ritorno alla guerra fredda non solo ma dello scatenamento di una guerra calda, l'intervento sovietico in Ungheria, evitando che nel cuore d'Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all'Urss di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente abbia contribuito, oltre che ad impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, abbia contribuito in misura decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell'Urss ma a salvare la pace nel mondo."
"Errori gravi del gruppo dirigente", disse Napolitano. Nagy venne imprigionato, e impiccato nel 1958.
"Un bel tacer non fu mai scritto" e questo, oggi a Budapest sulla tomba di un martire della Libertà, era proprio uno di quei casi, per allora e per oggi. 
lunedì, 25 settembre 2006
Il Coraggioso stravince, Il Fenomeno riapre il mondiale e Macho, ragazzino con l'esperienza del veterano e il futuro in Ducati il prossimo anno, arriva terzo.
Un esito come questo in casa del nemico Honda è quanto di meglio si possa immaginare... o no?
venerdì, 22 settembre 2006
Buffonata quotidiana di oggi: provate a indovinare chi ha fatto queste dichiarazioni.
"Portare la democrazia in Iraq non poteva essere la ragione legittima della guerra, perché non è prevista da nessuna regola internazionale che si possa esportare la democrazia con le armi.
La democrazia non si può esportare con le bombe" (Ansa, 15 aprile 2003)
"Questa guerra, nata nella menzogna, portata avanti nel nome della lotta al terrorismo quando era evidente, e lo si è visto, che avrebbe alimentato il terrorismo, questa guerra voluta per esportare i nostri valori della libertà, della democrazia, si è conclusa nell'immagine della tortura" (24 maggio 2004).
«Una pietra miliare per il governo e popolo iracheno nel processo di costruzione di un Iraq sovrano, democratico, federale e unito» (21 settembre 2006)
Nemmeno Berlusconi avrebbe potuto essere più pomposo e gongolante.
Qui e qui i link che, finalmente, riconoscono la missione in Iraq per quello che era e non per quello che i signori ora al governo han detto per anni.
La Sincerità al governo
giovedì, 21 settembre 2006
Prodi all'ONU, New York 2006:
"Mi rifiuto di pensare che esista uno scontro di civiltà e di religione tra mondo cristiano e mondo islamico. Esistono gli estremismi e i fanatismi. Civiltà e religioni sono fatte per dialogare, per confrontarsi, per arricchirsi reciprocamente".
Mi ha ricordato questa affermazione:
Neville Chamberlain, Londra 1939:
"We should seek by all means in our power to avoid war, by analyzing possible causes, by trying to remove them, by discussion in a spirit of collaboration and good will.
I cannot believe that such a program would be rejected by the people of this country, even if it does mean the establishment of personal contact with the dictators.”
“It has always seemed to me that in dealing with foreign countries we do not give ourselves a chance of success unless we try to understand their mentality, which is not always the same as our own, and it really is astonishing to contemplate how the identically same facts are regarded from two different angles.”
(mia traduzione: "Dovremmo cercare attraverso tutti i mezzi in nostro potere di evitare la guerra analizzando le possibili cause e provando a rimuoverle, usando i metodi della dialettica in uno spirito di collaborazione e della buona volontà. Mi rifiuto di credere che un tale programma sarebbe rifiutato dal nostro popolo, anche se significasse stabilire contatti personali e con i dittatori.
Mi è sempre sembrato evidente che non ci diamo alcuna possibilità di successo nel trattare con gli altri paesi a meno che noi non si provi a capire la loro mentalità, che non è sempre simile alla nostra, e che è sempre una sorpresa notare come gli stessi fatti vengano considerati da due angoli differenti.")
Va bene che è un uomo sull'orlo di una crisi di nervi, causa Telecom e altre piccole faccenduole, ma certe affermazioni poteva risparmiarsele.
La cecità al governo. 
mercoledì, 20 settembre 2006
Buffonata quotidiana di oggi, anzi di ieri sera.
A Ballarò un polemico Bersani ha addirittura svicolato a tutte le domande su Telecom che gli faceva non l'agguerritissimo Tremonti, ma il mini-Santoro conduttore della trasmissione (Floris)
Perchè?
Perchè non poteva ammettere che
- la privatizzazione di Telecom durante il governo D'Alema è stata fatta a debito (senza soldi, insomma, regalandola ai loro amici Colaninno-Gnutti-Consorte & C. che poi la rivendettero dopo poco a Tronchetti Provera con una plusvalenza di circa 15 miliardi di euro, pare) e contemporaneamente affermare che lo stato deve occuparsi di controllare le reti e la nuova proprietà della società deve essere italiana per interesse nazionale, come stanno facendo da giorni
- non colpire P(F)rodi che ha affermato anche di recente che "la politica deve restare fuori dall'economia". Si, quando non è lui a manovrare per nazionalizzare la parte improduttiva di Telecom con i soldi nostri pur di farsi lo zoccolo duro all'interno del futuribile partito democratico a spese di Ds e Margherita ( e farsi sputtanare da Tronchetti, che ha mandato i documenti ricevuti dalla presidenza del Consiglio la settimana prima a DeBortoli del IlSole24Ore...)
- ammettere che il precedente governo gli ha lasciato un aumento di introiti fiscali strutturale di circa 10 miliardi di euro ( cifre 2005) perchè dovrebbe confessare che per mesi ha mentito agli italiani sotto elezioni con la "ciuffola" del latte che mancava ai neonati alla terza settimana del mese (chez Fassino)
Certo che se questo, ex presidente della Regione Emilia Romagna, è uno dei migliori e più onesti dei DS, auguri.
La serietà al governo... ma per favore!
lunedì, 18 settembre 2006
"Nota per chi ha votato Unione, o come si chiama. Cinque mesi dopo si può dire: c'è un governo di banchieri che manda soldati in guerra, va a braccetto con Hezbollah e dittatori cinesi, fa l'indulto, confligge con gli interessi delle aziende private, mette le mani sulla Rai, cambia i primari degli ospedali, privatizza le professioni, taglia lo stato sociale, sostiene la legge sulla fecondazione, fa ministro Mastella, dice bye bye Condi, chiude la ditta "socialismo", salva il Milan, non promuove i Pacs ed è pronto a imbarcare Casini e Follini. Sono certo che siete contenti."
Christian Rocca su Camillo, 15 settembre, in uno dei rari momenti di questo periodo in cui si ricorda di non essere solo juventino.
E di seguito, stessa data:
"Caro elettore di sinistra, ora che il tuo governo ha mandato i soldati in Libano, ora che sta per tagliarti le pensioni,ora che ha liberato i ladri, gli assassini e i truffatori, ora che stabilirà per legge le tue ferie, che so, in febbraio, ora che con la Finanziaria taglierà i fondi ai Comuni, ti farà pagare il ticket per i ricoveri ospedalieri, etc. etc.
Ammettilo: cominci a sentirti un po' coglione? Beh, qualcuno ti aveva avvertito"
pubblicato qui (preso da un giornale che non ho recuperato, update in arrivo)
Facezie, quisquilie e pinzillacchere. Però sono contento di non essere nei loro panni.
Conosco troppe persone in questa situazione; stanno peggio ora di quando erano all'opposizione.
venerdì, 15 settembre 2006
«Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita… Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano» (intervista a Luciano Simonelli, 1979).
giovedì, 14 settembre 2006
Il 14 settembre di 154 anni fa moriva nella fortezza di Walmer Castle costruita nel 1539 da Enrico VIII (dove il secolo successivo avrebbe soggiornato anche WSC, con un parallelismo interessantissimo) Sir Arthur Wellesley, primo Duca di Wellington. 
Venne sepolto a Londra nella Cattedrale di S. Paul, trasportato là nell'unico viaggio in treno che abbia mai fatto (lo odiava e non lo prese mai in vita).
Il mondo lo ricorda come l'uomo che sconfisse Napoleone a Waterloo.
Una analisi un po' più approfondita, però, dell'uomo che ha segnato profondamente la politica e la storia dell'Impero Britannico del XIX secolo porterebbe a considerazioni interessanti.
Nato in Irlanda da una famiglia aristocratica in decadenza, in gioventù dopo gli studi a Eton divenne uno sfaccendato giocatore d'azzardo, ben vestito modaiolo e donnaiolo indefesso, la classica pecora nera, fino a quando un amore non corrisposto a causa del suo modo di vivere dissipato e irresponsabile e delle condizioni economiche familiari tutt'altro che floride lo spinsero a darsi una rigidissima disciplina, fatta di studio di tecnica militare e di vita.
Al punto, che il soprannome di "duca di ferro" (Iron Duke) datogli molti anni dopo gli calzava a pennello.
Dopo, divenne il personaggio di livello mondiale, più volte Primo Ministro della Corona, e modello per generazioni di giovani ufficiali inglesi, fra i quali Winston Spencer-Churchill.
Nella sua autobiografia, infatti, WSC afferma in vari momenti di averlo ammirato e preso a modello per la costanza e fermezza ma non per le idee politiche molto più conservatrici delle proprie. Nel 1830 Il duca disse "Date agli uomini la cultura senza la religione e ne farete soltanto dei demoni intelligenti.", in questo influenzando profondamente WSC.
Ma Arthur Wellesley era un uomo di altro secolo, il protagonista della prima parte del secolo XIX e di un mondo nel quale l'Europa non vedeva ancora una Germania unita ed era ancora nel pieno dei contrasti fra gli stati nazionali esistenti, lontana almeno un secolo anche solo dalla prospettiva di una possibile unione pacifica.
Il Duca di Wellington in sintesi ha rappresentato per tutta l'Età Vittoriana il prototipo del vincente, il modello da seguire per ottenere il successo e l'approvazione della società; un modello di comportamento da tenere e la prova che la chiusa aristocrazia inglese poteva accettare il rientro nei suoi ranghi anche di elementi precedentemente decaduti economicamente purchè avessero conseguito successo in campo militare, politico oppure economico, e avessero dato lustro all'Impero, o potessero dargliene in futuro.
Una versione molto british di quello che viene comunemente definito "il sogno americano".
mercoledì, 13 settembre 2006
Correggo: per quasi tutti, solo per quelli che non votano il governo.
L'accoppiata TPS - Visco comincia a colpire le nostre tasche.
Come ampiamente pronosticato in campagna elettorale.
mercoledì, 13 settembre 2006
Leggo dal Blog di Marco Taradash un post che potrei definire della categoria "indignato speciale" (always thanks to Andrea Pamparana).
Non avrei saputo definire meglio quelle facce di tolla di Dacia Valent, Giulietto Chiesa, Maurizio Blondet e Fausto Bertinotti ed Enrico Mentana a proposito di quello che hanno detto e fatto nel giorno dell'aniversario dell'11 settembre, di quanto ha fatto e detto nel suo post il buon Taradash, che per molto tempo ha illuminato le mie mattine con la rassegna stampa di Radio Radicale.
Perciò, conscio dei miei limiti letterari, di facoltà di sintesi e di incisività espressiva lo faccio fare a qualcuno che parla e scrive indubitabilmente molto meglio di me.
Illuminante il passaggio sui personaggi di cui sopra:
"...quattro farabutti che, oltre a riempirsi le tasche di quattrini pubblicando tutta la spazzatura che riescono a raccogliere... "
Anche lui ha capito che questi hanno imparato bene la lezione di Noam Chomsky.
Come lo ha capito Mario Cervi che oggi scrive in proposito degli "sciacalli dell'11 settembre": "Qualora venisse proposto un programma nel quale si asserisse che la Germania nazista è stata aggredita dalla Polonia, il bloccarlo sarebbe soltanto un'operazione di igiene storica. Con Bush complottardo contro le Torri Gemelle siamo press'a poco sullo stesso piano."
Qui il link al post, absolutely must read, nel suo blog che si chiama AmericaMercatoIndividuo.
Il titolo è tutto un programma: "Cazzoni, fighette e rottinculo"
Grazie, Marco.
martedì, 12 settembre 2006
Buffonata quotidiana di oggi.
Leggo stralunato
un articolo su Rep. di Giuseppe Turani, noto fustigatore di Tremonti e Berlusconi negli anni passati. Ha passato gli ultimi 5 anni a dirci che per colpa loro gli italiani non avevano il latte da dare ai neonati l'ultima settimana del mese... e guarda un po' che scrive oggi sul capofila dei giornali filogovernativi, proprietà Carlo De Benedetti, autonominatosi socio fondatore del partito Democratico (che non c'è ancora):
"Una classe politica (soprattutto di sinistra) un po´ avvertita avrebbe dovuto dire: visto che le cose vanno bene, approfittiamone per dare una spallata a questo immenso debito pubblico che ci soffoca e quindi invece di fare una Finanziaria di appena 35 miliardi di euro, facciamola di 40 o di 45. Invece no, si è detto tutto il contrario. Con l´occhio rivolto agli elettori di dopodomani. Quasi quasi erano meglio Berlusconi e Tremonti di questa gente."
e poco dopo:
"I soldi delle tasse degli italiani, insomma, pagano la rendita finanziaria invece di essere usati per migliorare il paese. E pensare che questa gente strilla, e chiede a gran voce una Finanziaria più leggera, in nome del popolo. Mai visto un caso più palese di demagogia e di stupidità politica."
Per chi non capisce, come me, Turani intende per rendita finanziaria i soldi che vengono usati per pagare gli interessi del debito pubblico, dato che gli aiuti che Prodi da alle coop e a confindustria con il famoso cuneo fiscale etc. non fanno altro che aumentarlo, e vorrebbe venissero usati per diminuirlo non per aumentarlo.
La prima volta che qualcuno intervisterà Turani (di solito in Rai), potrebbe per cortesia chiedergli come mai dice queste cose solo ADESSO?
Non potrebbe ammettere di aver sbagliato per anni e detto un sacco di monate? Ci farebbe una migliore figura e avrebbe un po' di più il mio rispetto.
Intanto, gli assegno il Premio Ipocrisia 2006, oers-categorie come il Col de La Madelaine al Tour de France.
lunedì, 11 settembre 2006
Preferisco ricordare quel terribile giorno di 5 anni fa così.
Twin Towers viste da Miss Liberty, luglio 2001.
mercoledì, 06 settembre 2006
Qui un assolutamente imperdibile post (concordo su tutto) dell'ottimo Mario Sechi sull'Iran e la necessità di affrontare il problema subito senza mettere la testa sotto la sabbia, come l'Europa pacifinta e vigliacca fa sempre.
WSC disse a Postdam dopo la guerra che "se nel 1933 o ancora nel 1935 mi avessero dato retta avremmo evitato questa guerra e la distruzione sistematica di tutta la Germania e dell'Europa". In quegli anni governavano Chamberlain e Daladier e a furia di trattare sistematicamente, e sentirsi rifiutare ogni ultimatum senza ottenere mai nulla da Hitler se non promesse e rinvii mai mantenuti, ma anzi dandogli la convinzione che le democrazie erano deboli e sarebbero collassate nella loro vigliaccheria, si arrivò dove tutti sanno. Monaco 1938, quando i due governanti di Francia e Inghilterra cedettero, con il plauso di tutta l'opinione pubblica europea, i Sudeti a un despota e non fermarono la guerra imminente, anzi la incoraggiarono con il loro atteggiamento debole.
La situazione attuale ha inquietanti parallelismi con quella.
Non ricorda qualcuno quel despota che dice che ha "messo in conto milioni di perdite umane per raggiungere il suo scopo (NdA: distruggere Israele)"?
Ogni generazione ha i suoi Sudeti, ma si spera abbia i suoi Winston, risoluti a sistemare pacificamente le controversie e nel contempo a mostrare fermezza verso i despoti di turno, che a quanto pare ripetono incessantemente l'errore di sottovalutare le democrazie.
Qui il discorso di oggi del Presidente. Probabilmente, la storia ricorderà questo giorno come quello della svolta.
Il link al post di Mario Sechi è qui.
lunedì, 04 settembre 2006
Avrebbe compiuto 60 anni.
Auguri, Freddie.
Wembley, Live Aid. 13 luglio 1985.
lunedì, 04 settembre 2006
Buffonata quotidiana di oggi: modifiche alle pensioni.
Per tutti gli anni della precedente legislatura, tutti quelli che ora governano hanno fatto le barricate a qualsiasi idea di modifica del regime pensionistico. Non entro nel merito perchè non è il mio campo, e fondamentalmente non mi interessa l'argomento (tanto, nel mio piccolo so che non prenderò la pensione e mi sono da anni rassegnato e organizzato di conseguenza), ma ne parlo solo perchè oggi sul Corrier(ino), prodiano e filoconfindustria come sempre, c'è una "ramanzina" di Gian Antonio Stella grondante
argomenti emotivi come "ve lo avevo detto che bisogna intervenire" "dovete fare la vostra parte" e "la vita si allunga" e via dicendo.
Dato che sono le stesse cose che diceva Maroni quando riuscì a fare passare la riforma vigente, e che lo stesso Corriere definì "troppo debole e insufficiente" totalmente allineato ai giornali come Unità e Repubblica che però protestavano per il motivo opposto, mi chiedo: come mai in campagna elettorale uno degli argomenti del Corriere era proprio "non si toccano le pensioni"? Forse Stella non scriveva sul giornale di via Solferino anche allora?
Si vede che quando governa, come ora, cambia un po' il punto di vista, solo un po' 
Ormai non riesco nemmeno più a meravigliarmi di certe facce toste