mercoledì, 31 maggio 2006
Se non ci fosse questa Rossa bisognerebbe inventarla: Davide Troy Bayliss che per la settima volta consecutiva batte Golia nel mondiale SBK a Silverstone.
L'altra Rossa è un po' troppo sotto tiro....

E adesso vediamo che combina il Dottore questo weekend al Mugello
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mercoledì, 24 maggio 2006
Su spunto dell'ottimo The Right Nation (qui) leggo un bellissimo articolo di Ralph Peters del New York Post.
Qui l'originale.
Di mio, la traduzione. Mi scuso in anticipo per errori e imprecisioni, ma il mio inglese non è as-good-as-I'd-like-it-to-be.

"Maggio 23, 2006 -- Con la formazione di nuovo governo dell'Iraq è un giunto il tempo di esaminare a che punto siamo nel confronto con il terrorismo islamico.
Dai disonesti lanci di agenzia non lo saprete mai, ma stiamo vincendo.

Potremmo fare ancora meglio se mettessimo la sicurezza nazionale al di sopra degli interessi politici di una parte.
I nostri nemici sono lontani dall'arrendersi, naturalmente, ma si sono resi conto che gli Americani non avrebbero rinunciato a combattere dopo i primi caduti. E questo è stato per loro una sorpresa, dopo l'atteggiamento arrendevole delle precedenti gestioni presidenziali.
I nostri nemici hanno ancora l'iniziativa, ottenuta uccidendo innocenti, ma i terroristi di tutto mondo sono attualmente sulla difensiva, e tendiamo a trascurarlo. Quindi, ragionamo sulla situazione:
 
* I canali tradizionali di informazione di massa hanno detto che era impossibile, ma gli Iracheni lo hanno fatto: sotto il nuovo primo ministro Al-Maliki di Nouri hanno formato un governo permanente eletto sulla base di libere elezioni (quelle elezioni libere che si supponeva fossero impossibili, vi ricordate?) Certo, l'Iraq potrebbe ancora precipitare in un bagno di sangue, ma nonostante le fosche previsioni non è ancora successo. Ora il maggior pericolo potrebbe sorgere da un affrettato ritiro delle forze militari prima delle elezioni americane di mid-term: potremmo buttare via tutti i risultati ottenuti finora solo per ottenere qualche seggio al Congresso in più.

* I titoli di agenzia dall'Afghanistan sono sempre come questo "Cinque soldati uccisi e ferito," e non "150 Talebani uccisi." Se i giornalisti dovessero raccontare la battaglia di Midway, probabilmente leggeremmo "Abbattuto velivolo USA"  con una breve menzione dell'affondamento della principale portaerei della flotta giapponese in fondo all'articolo. I Talebani sono stati sconfitti, si, ma non distrutti. La follia che religiosa i Talebani rappresentano rimarrà comunque ai bordi della vita afgana perchè fa parte del pacchetto culturale di quel paese, esattamente come lo spirito bigotto fa parte di alcune frange della nostra società. Comunque,l'Afghanistan ora è un luogo meno minaccioso di prima; nel mondo reale, tanto basta.

* Il Pakistan è un problema che si sta aggravando, oscurato parzialmente dall'Iran. Quello che rimane dei Talebani ed dei terroristi di Al-Qaeda sopravvivono perché i militari pakistani temono di entrare nelle zone tribali del paese per sradicarli. Connivente con gli estremisti, potenza nucleare e impossibilitato a controllare una parte del suo stesso territorio, il Pakistan dovrebbe essere considerato da Washington come un luogo nel quale è in atto una crisi.
 
* Al-Qaeda è stata disgregata. Sì, quello che ne rimane è comunque letale; sì, le singole cellule autonome sono una minaccia crescente, ma l'organizzazione che progettò l'11  settembre ha visto i suoi capi sopravvissuti nascondersi nelle caverne e in remoti villaggi nel timore costante di essere eliminati. Il terrore islamico non è solo Al-Qaeda, ma il nostro governo ed i nostri militari hanno il merito indiscutibile di aver frantumato la più grande organizzazione terrorista della storia.

* Gli USA han cominciato la guerra ai nostri nemici ed ai loro stati senza subire un altro attentato terrorista nel nostro paese. Mentre sembra solo una questione di tempo un ulteriore attentato da tempo previsto, la mia sorpresa strategica più rilevante come editorialista è stata rendermi conto dell'incapacità dei nostri nemici di colpire di nuovo. I miei rispetti ai federali e  a tutti quelli in uniforme: nella Guerra Globale Al Terrore (o comunque si chiami questa settimana), è il principale indicatore del loro successo il fatto che ciò non sia ancora accaduto.
 
* Uno dei motivi fondamentali per il quale non abbiamo avuto altri attacchi in patria è stato il successo delle operazioni di intelligence; probabilmente i nostri sistemi di informazione sono ancora lontani da come  dovrebbero essere, ma non sono assolutamente incompetenti come spesso vengono dipinti. Una intelligence inefficace è stata spesso utilizzata come facile giustificazione per scelte errate perciò dobbiamo  essere onesti con noi stessi: non importa quanto migliora, ma non sarà mai perfetta. Fingere il contrario è mentire all'opinione pubblica americana; invece di incolpare le nostre agenzie, la politica deve assumersi la  responsabilità di scegliere.

* Gli interessi politici locali ci hanno rallentato nella lotta contro i terroristi; la protesta sul fatto che il governo "spia le conversazioni dei cittadini americani" è dovuta alle elezioni imminenti e a interessi politici e non tiene in conto le minacce contro la nostra libertà. A dispetto dello strepito dei media, la maggioranza schiacciante degli Americani è convinto che sia giusto ascoltare le telefonate in cerca di conversazioni di terroristi. Se i giornalisti realmente si preoccupassero per la nostri diritti di provacy, dovrebbero preoccuparsi di vendite all'asta di case su internet, di divulgazioni di informazioni aziendali e di spyware, e non dei tentativi per impedire un altro 11 settembre.

* Sulle nostre autostrade quest'anno moriranno almeno 40 volte più Americani rispetto a quelli che moriranno in Iraq. Più Americani saranno assassinati nella Prince George's County appena fuori di Washington DC di quelli che probabilmente moriranno in Afghanistan. Stiamo facendo un buon lavoro in Medio Oriente; i nostri problemi strategici e di tempi sono qui nel nostro paese: l'ingiustificabile mancanza di una politica seria a proposito dei combustibili alternativi, il bisogno di affrontare il problema immigrazione clandestina con onestà, decenza e rispetto per le leggi e, soprattutto, un sistema politico tenuto prigioniero dagli estremisti di ambo le parti, e corrotto da un irresponsabile atteggiamento dei mezzi di comunicazione di massa.

Il grosso rimane ancora da fare; dobbiamo pensare che la nostra missione in Iraq sia verso la fine, a meno che gli Iracheni non tradiscano se stessi e tutto precipiti. Dobbiamo mettere realismo e buon senso nella nostra politica estera smettendo di fingere che i Sauditi siano nostri amici e appoggiando senza distinguo la scelta di appoggiare la democrazia ovunque.
E dobbiamo scegliere una linea molto dura sulle manipolazioni cinesi della valuta per truffare il mercato.
Eppure, una rilettura oggettiva dell'impegno americano degli ultimi anni concluderebbe che, malgrado errori dolorosi, il mondo è migliore. I risultati sono stati imperfetti, come succede sempre, ma il senso del fatalismo e di destino  avverso propagandato da molti mezzi di comunicazione è falso e ingiustificato.

Un valutazione? al momento attuale
A per l'impegno, B per i risultati, C per la compattezza, D per il supporto dei mezzi di informazione, e infine F per la responsabilità della politica in patria."

Ralph Peters, courtesy of NYPost
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martedì, 23 maggio 2006
Ho aspettato un giorno prima di commentare il disastro di Valentino a Le Mans.
A caldo avrei detto che probabilmente è stata la peggiore giornata del 7 volte campione del mondo da quando corre.
Poi... ho riflettuto sui dati tecnici della corsa e ho cambiato opinione.
La M1 di Valentino è ridiventata competitiva in gara rispetto alla super Honda HRC.
Le prossime tre gare sono Mugello, Barcellona e il suo circuito preferito Donington; Bridgestone a parte, non scommetterei un centesimo sul fatto che salvo imprevisti il Dottore non le vincerà tutte e tre rientrando a pieno titolo nella corsa al mondiale.
Inoltre, la risposta di Vale alla domanda "non abbiamo ancora visto il duello con Pedrosa" è stata "Duello? l'avevo preso e superato di 5 secondi, era già finito." è indicativa del fatto che si stanno consolidando le gerarchie fra piloti; almeno 4 di loro (Rossi, Capirossi, Stoner e soprattutto Melandri) sanno perfettamente che a parità di moto Pedrosa se lo mangiano, in staccata e sul bagnato, e questo spiega come mai quando Rossi è sparito dalla gara che avrebbe tranquillamente vinto, e Macho e Loris han sentito l'odore della preda a portata di mano, in 4 giri mostruosi si sono mangiati il ragazzino spagnolo relegandolo al terzo posto. Fosse stato Rossi, non ci avrebbero nemmeno provato...
Beh, fossi in Rossi penserei: quando va male, che vada così.
scritto alle ore 09:32 | Permalink |
martedì, 23 maggio 2006
Ogni tanto mi interesso di uomini forti e conflitti di interesse.
Finalmente, parla Consorte. Per evitare di essere l'unico capro espiatorio della  storiaccia di fondi neri Unipol e della fallita scalata a BNL, intuisco, rilascia una intervista per attaccare Epifani, reo a suo dire di averlo abbandonato vista la mala parata durante la scalata delle coop rosse a BNL.
Il partito dichiarava "abbiamo una banca" (Fassino) ma quando il gioco si è fatto duro, soprattutto perchè i compagni di cordata (Fiorani e Ricucci) erano sotto attacco da parte del gruppo Rizzoli-Corriere della Sera che si stava difendendo da una analoga scalata ostile da parte degli stessi personaggi, e han capito che non ce l'avrebbero fatta, l'han mollato obbligandolo addirittura a dimettersi da AD di Unipol.
Vista la situazione, ora, a elezioni vinte, può permettersi il lusso di cominciare a difendersi, magari parlando di Epifani per colpire il vero bersaglio: Pierluigi Stefanini.
Poco noto ai più, è il vero uomo che conta nella mia Bologna rossa (o ex rossa, ormai) e da sempre vero proprietario di Unipol attraverso le controllanti HOLMO e FINSOE.
Ex capo di Coop Adriatica, è l'uomo più potente della città, vedere qui. Impressionante.
Chissà se Consorte e Sacchetti ci diranno di chi erano sul serio i famosi 100 e più milioni di euro trovati a loro nome, la smetteranno con l'omertà che contraddistingue da sempre i funzionari del partito, vedi Greganti tanti anni fa, e ci diranno per conto e con l'avallo di chi facevano certe operazioni, del tutto lecite secondo me, ma eticamente inopportune perchè confermano la NON diversità del capitalismo padronale di sinistra emiliano da quello degli altri, quello normale, e l'ipocrisia di certi predicozzi moralistici che una parte politica propina all'altra imponendo una superiorità morale che nei fatti non è mai esistita.
Vedremo se ci saranno sviluppi.
scritto alle ore 09:11 | Permalink |
venerdì, 19 maggio 2006
Leggo sul Corriere quel genio di Paolo Cento, neo sottosegretario all'economia e uno dei più importanti esponenti della maggioranza no-global no-a-tutto della maggioranza, in una intervista dove dice testualmente «La decrescita per esempio. Cominciamo a ragionare senza tabù che la crescita economica non è di per sé un bene».
Tradotto: io lo stipendio da sottosegretario lo prendo, e da buon verde no global pacifinto ecologista vado in giro con il SUV (vedi post di StarSailor), voi arrangiatevi.
Qui a Firenze dicono: son tutti finocchi con il culo degli altri.
"Povera Patria, stremata dagli abusi del potere..." (F.Battiato)
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giovedì, 18 maggio 2006
Riporto dal Corriere di oggi l'intervista all'ex presidente del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara.
Questi sono i fatti come si sono svolti lo scorso anno e come li racconta una persona seria.

BOLOGNA - Dice Giuseppe Gazzoni Frascara, famiglia di industriali dal 1907, presidente del Bologna Calcio fino all'anno scorso, e grande accusatore del «calcio made in Moggi», come lo chiama lui, che questo «è uno scandalo politico, non solo calcistico». E che la Cupola esiste. «Comanda la Piovra, che manovra il calcio non attraverso la primitiva compravendita delle partite - dice Gazzoni - ma con sistemi più scientifici e raffinati. E non gratis, se no sarebbe da stupidi. Magari più avanti scopriremo operazioni estero su estero...».
Ma le piovre, dottor Gazzoni, non hanno testa e tentacoli?

«Moggi e Giraudo sono la testa. Quanto ai tentacoli, facciamo prima a dire chi non c'entra, e cioè Moratti, Berlusconi, Cellino e il sottoscritto. Gli altri sono o complici, o alleati o sparring partner.
Poi ci sono tre società - Messina, Reggina e Siena - che sono i terminali ultimi della Piovra e, al tempo stesso, i pesciolini di cui essa si nutre. Infine, ma non per importanza, arbitri e giornalisti».

Ora Arbitri e giornalisti. Chi?
«I nomi circolano e stanno venendo fuori. Sono quelli che taroccavano le moviole, gli opinionisti di tv e giornali. Tra gli arbitri, oltre ai già noti, segnatevi il nome del signor Pieri».

Cos'ha fatto Pieri?
«Ha completato l'opera del suo collega De Santis, che la settimana prima, in Fiorentina-Bologna 1 a 0, aveva ammonito tre nostri giocatori già diffidati, affinché la domenica successiva affrontassimo la Juventus praticamente senza difensori. Con la Juve, Pieri, a 3' dalla fine, si inventa una punizione dal limite dell'area. Tiro, gol. Era lo stesso Pieri che il 26 settembre 2004, in Roma-Bologna 3 a 1, espulse altri due nostri giocatori perché dovevo essere "punito" per le mia campagna contro il doping amministrativo e cioè i bilanci gonfiati o le tasse non pagate, come aveva fatto la Roma dello scudetto. A vedere quella partita, con me, c'era Lapo Elkann, che a fine gara mi chiese scusa. Il gran gesto di un bravo ragazzo, che mi commosse, perché si prendeva colpe che non aveva. Il fatto è che dopo la morte di Giovanni e Umberto Agnelli la Piovra ha dilagato».

Però l'Avvocato non paragonò Moggi allo "stalliere del re, che deve conoscere tutti i ladri di cavalli"?
«Sì, ma a me, che gli ero molto amico, Gianni Agnelli disse che Moggi andava considerato un male indispensabile. No, l'Avvocato non sapeva di tutto questo marciume. Giraudo, per esempio, si era accreditato come un manager capace. E in effetti i conti della Juventus erano a posto, tanto che sul doping amministrativo, all'inizio, Giraudo era al mio fianco. Ma era un'operazione di facciata, per controllare meglio tutto».

Perché lei, che voleva prendere Zeman, poi rinunciò?

«Perché Giraudo mi disse: ma c'è proprio bisogno di Zeman? Io capii e poiché ero stato lasciato solo da tutti, anche da Diego Della Valle, volevo evitare che facessero a pezzi il Bologna. Ma non è bastato. Il Bologna è finito in B e la Fiorentina si è salvata. Io ci ho rimesso 70 milioni di euro e mi son sentito chiamare cretino e fallito fin sotto casa, mentre Della Valle ha salvato soldi e campionato grazie al "capolavoro" della partita Lecce Parma, finita 3 a 3. Il Lecce stava vincendo 3 a 2, la Fiorentina a quel punto era in B, ma Zeman capì cosa stava accadendo e per protesta andò a mettersi dietro alla panchina».

Anche Della Valle però ha dovuto subire il sistema-Moggi.
«All'inizio. Poi si è adeguato, eccome. Quando saranno pubblicate tutte le intercettazioni sarà più chiaro come Diego Della Valle, che è imprenditore e finanziere di prim'ordine, trattava con la Piovra. Lo faceva "da sinistra" e, proprio mentre andava in tv, in piena campagna elettorale, a dare del buffone al presidente del Consiglio in carica. Io a Moggi non ho mai telefonato e, oggi, per strada la gente che mi insultava mi chiede scusa e mi stringe la mano».

Chiari, lampanti, cristallini nella loro linearità.
Certo che se ieri sera l'ulivista Gad Lerner a L'Infedele avesse fatto a Gazzoni alcune domande scomode invece di glissare per non accanirsi sul suo politicamente protetto (e indifendibile) Diego Della Valle forse qualcun altro al di fuori di Bologna ne sarebbe stato informato, ma la malafede non è solo nel calcio.

scritto alle ore 08:58 | Permalink |
martedì, 16 maggio 2006
... ma quando non viene mai nominata l'unica squadra veramente danneggiata lo scorso anno (il Bologna, fatto retrocedere per salvare la Fiorentina) per aver rispettato le regole e pagato le tasse, un attimo mi girano.
Inoltre, la tracotanza di certi personaggi, che guarda caso sono gli stessi sbeffeggiati a Vicenza un mese e mezzo fa in Confidustria mi fa pubblicare qui una piccola intercettazione (fonte "ilRomanista" di Riccardo Luna). Le altre, qui


Della Valle chiama Bergamo
Della Valle viene invitato da Moggi a chia­mare il designatore. « Non l’ho mai chiamata prima, non conoscendola, perché non sapevo neanche che uno potesse alzare il telefono e chiamarla. Più di una volta abbiamo avuto la voglia di capire un po’ certe cose ma non l’ho mai fatto solo per quello…».

Moggi con Della Valle

«Ci pensiamo noi a salvarti, dai che se lottia­mo ce la facciamo»


dellavalle
... e salvare la mia squadra a spese di quelli che si comportano onestamente, aggiungo io.
scritto alle ore 08:18 | Permalink |
mercoledì, 10 maggio 2006
Hanno eletto un comunista presidente, come avevo pronosticato alla quarta votazione qui, con un atto di prepotenza? Bene, benissimo. A parte notare che le affermazioni di "unire l'italia" del candidato premier si dimostrano per quello che sono, cioè aria fritta, con quest'atto di arrogante occupazione di tutto mi permettono di pronosticare fin da ora l'esito delle prossime elezioni presidenziali italiane: il capo del governo (elezioni politiche 2011 al massimo, se non prima come probabile) diventerà capo dello stato.
Se la sono cercata... e poi non si lamentino se la futura maggioranza se ne infischierà del cosiddetto "metodo Ciampi" come han appena fatto loro oggi.
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martedì, 09 maggio 2006
Fiuuu (sospiro di sollievo).... avremo una "anatra zoppa" eletta alla quarta votazione o anche più oltre.
Nonostante gli alleati Fini e Casini continuino ancora a fare quello che han fatto gli ultimi anni (cioè remare contro a B&B) avremo un DS eletto con solo i voti della maggioranza. Un'anatra zoppa. D'Alema o il tifoso di PolPot Napolitano è lo stesso.
Vedremo quanto Baccini, Follini, Tabacci e compagnia bella resisteranno all'opposizione .
Da sempre dico che
B&B prenderanno gli stessi voti con o senza di loro; lo penso perchè ogni volta che sotto pressione degli "alleati" hanno abbozzato in questi anni sulle scelte liberali hanno sempre avuto torto oppure perso voti, e le ultime elezioni sono state una conferma di questa mia opinione. La coerenza paga, secondo me, e non cedere sulla presidenza è un passo in quest'ultima direzione e mi piace, altrochè.
Nel 2001 ad elezioni appena vinte dissi che non ne potevo più dei democristiani e pronosticai sarebbero stati un problema.
Vista la legislatura scorsa non ho cambiato idea, chiedere a Tremonti se la pensa come me. Per una volta non mi sbagliavo, purtroppo.
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lunedì, 08 maggio 2006
Oggi, 24 anni fa, Zolder,  moriva il pilota idolo dei miei sogni di ragazzino.
Gilles Villeneuve
scritto alle ore 17:52 | Permalink |
lunedì, 08 maggio 2006
Ritengo che a tutti noi piaccia moltissimo la psicologia di Davide contro Golia da quando avevamo i calzoncini corti e i nostri genitori ci raccontavano le favole per farci addormentare, e ovviamente tifiamo smaccatamente per il primo; questo per un desiderio di riscatto e come affermazione della forza della volontà contro condizioni sfavorevoli di qualche tipo. E quando succede qualcosa che segue questo archetipo psicologico ne siamo intimamente soddisfatti, ricavandone una soddisfazione che nasce dal cuore quale che sia l'ambito nel quale abbiamo riconosciuto e rivissuto questa situazione, e con la coscienza che non succederà di nuovo per molto tempo a venire proprio perchè questi sono eventi speciali e difficilmente ripetibili.
Qualche volta le corse, in questo caso il mondiale SBK corso ieri nella velocissima Monza, riservano a questo proposito sorprese inaspettate, vedi il fatto che l'australiano Troy Bayliss con la Ducati ufficiale ha dominato le due gare.
Perchè è un evento inaspettato? per motivi tecnici e regolamentari. Dallo scorso anno le regole del campionato Superbike sono state modificate uniformando la cilindrata indipendentemente dal frazionamento e quindi i bicilindrici sono svantaggiati perchè hanno per natura meno potenza specifica e regimi di rotazione inferiori; infatti nelle precedenti 4 prove del mondiale le moto plurifrazionate hanno sempre rifilato pesanti distacchi in velocità pura a quelle bicilindriche. Inoltre, sono presenti in massa tutte e quattro le grandi case motociclistiche giapponesi in forma ufficiale (infatti lo scorso anno Corser con la Suzuki ha dominato il campionato) e quindi per le case piccole per fatturato e numeri di  moto vendute come Ducati è difficilissimo competere con questi Golia per tecnologia e investimenti.

Come si direbbe a Bologna, in teoria non ce n'è.

Però... succede che Davide-Troy Bayliss-Ducati con una moto che nei rettilinei da 310 all'ora paga almeno 10 kmh a Golia-Corser-Suzuki gli tiri un sasso (metaforico) in fronte nella prima gara per poi stenderlo psicologicamente nella seconda con un paio di sorpassi da far invidia a Valentino Rossi, il tutto di puro talento, o manico come dicono nell'ambiente, incoscienza, follia, o trance agonistica che dir si voglia.
E questo a Monza, il circuito più veloce del mondiale, e dopo un sabato di prove dalle quali non era prevedibile nulla di diverso da un dominio in corsa della eccezionale Suzuki e un fortunoso podio per Bayliss. Il fatto che le altre bicilindriche siano arrivate lontanissime dai primi la dice lunga sulla prestazione del Davide, e il viso di Golia Corser dopo la gara la dice altrettanto lunga sullo stato d'animo di chi ha appena subito una inaspettata umiliazione dal pilota con "...quel naso triste come una salita, quegli occhi allegri da australiano in gita..." (liberamente tratto da "Bartali", Paolo Conte)
In gita per noi, per ricordarci che c'è sempre una possibilità di superare gli ostacoli con la volontà, soprattutto quando è più difficile.
scritto alle ore 10:58 | Permalink |
venerdì, 05 maggio 2006
Come al solito, un film già logoro, vengono pubblicate intercettazioni sul Corrierino. Questa volta anche sulla rosea, e riguardano Luciano Moggi.
Moggi si è allargato troppo in questi anni e la proprietà (Fiat, RCS, Juventus) ha deciso di dare una spinta alla rimozione della triade Moggi-Bettega-Giraudo di cui si parla da mesi sottovoce. Come ? Con il solito metodo della pubblicazione di intercettazioni telefoniche, come la scorsa estate: per fermare la scalata a RCS e a BNL di Ricucci, Fiorani e i DS ("Abbiamo una banca", Fassino, agosto 2005) pubblicarono illegalmente come al solito pagine e pagine di telefonate "penalmente irrilevanti" (D'Alema, agosto 2005). Il tutto in barba al segreto istruttorio, ma tant'è: con questo direttore del Corriere già nella stagione del giustizialismo gli avvisi di garanzia venivano pubblicati e anticipati sul giornale, come per esempio quello per il G7 di Napoli a Berlusconi del 1994.
Ovvio che continuo a chiedermi come mai Ricucci e Fiorani siano dentro e Consorte e Sacchetti di Unipol (vedi i 50 + 50 milioni di euro di nero trovati) sono fuori, ma come al solito la legge si applica per i nemici e si interpreta per gli amici. Tanto che una giustizialista al Quirinale (Finocchiaro) non mi meraviglierebbe troppo.

E noi ci andiamo di mezzo...

Keep Smiling (thanks to Gianni Pardo per l'idea)

"E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago piuttosto che la Juventus vinca uno scudetto onestamente"(L. Moggi, Processo di Biscardi 2005, guarda caso che coincidenza)

"«Babbo, babbo: me la compri la maglia della Juve?»«Come la vuoi, da giocatore o da arbitro?»"

23/09/2004 (conversazione tra Pairetto e Dondarini il giorno dopo la partita finita 3-0 per la Juve con un rigore contestato)
"Dondarini: «Certo, ma io ti dico, io ho cercato... di far sì, insomma, che la partita andasse a quella fine»"

"Ragazzo compra una maglietta di DelPiero in un negozio e all'uscita il dispositivo antitaccheggio suona all'impazzata. Il guardiano controlla lo scontrino, tutto in regola. Un po' stupito, vede la maglia, si stringe nelle spalle e dice al ragazzino:
«Ah, ecco cos'era: sono le stelline degli scudetti!»
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mercoledì, 03 maggio 2006
Non sono sicuro sia vero quello che ho appena letto: il Presidente non vuole fare un altro settennato.
Un dietrologo potrebbe dire che aspetta che lo preghino in ginocchio, dopo una settimana di votazioni a vuoto su candidati di bandiera e la bruciatura di personaggi schierati ma graditi al declinante establishment economico come Amato o Maccanico o altre mezze figure mai in primo piano negli ultimi anni; un errore come quello di eleggere il luogocomunista (vedi nota) Scalfaro vorrei evitarlo se possibile
Ammesso e non concesso che Ciampi non voglia davvero fare un altro settennato, o almeno cominciarlo, cosa che sarebbe augurabile, personalmente vedrei volentieri un solo presidente:

oriana1

Non ha molto ancora da vivere, ma molto da dare.


Nota: calembour sul fatto che ha detto solo ovvietà per 14 anni e che queste erano sempre a favore dei comunisti... qualcuno ricorda il RIBALTONE?
scritto alle ore 18:59 | Permalink |
martedì, 02 maggio 2006
Ho visto in Turchia un intelligente Macho Melandri vincere la lotta a 4 fra le Michelin-Honda. Come? con un po' di psicologia applicata ai ragazzini. Lui mica è vecchio, 23, ma al terzo anno di MotoGP è quasi un veterano.
E' bastato che Melandri ricordasse allo sbruffoncello spagnolo Daniel Pedrosa, che per inciso guidava la miglior moto del lotto, chi dei due aveva stravinto la gara delle staccate a Losail con 4 frenate da brivido, con tanto di sorriso a 32 denti nonostante fosse arrivato dietro in un weekend da dimenticare,  a Casey Stoner che il veterano non era lui e a Nicky Hayden... che è quello che è.
Stoner stesso non ha mai avuto timori reverenziali verso il coccolatissimo micropilota della Honda HRC ufficiale; negli anni scorsi in 250 talvolta lo batteva con una Aprilia nettamente meno veloce e a Istanbul si capiva lontano un miglio che non lo soffre.
Credo a causa della lezioncina psicologica, Pedrosa ha fatto una scivolata nel momento topico della gara, quando ha forzato troppo
(ogni generazione ha il suo Max Biaggi ?) per correre dietro ai due furbetti che si son giocati la vittoria. Entrambi su moto clienti...
Per non parlare poi della psicologia del contentissimo (dentro) e scontententissimo (fuori) Capirossi applicata a un orribile weekend in cui è arrivato sesto nonostante tutto quello che aveva avuto contro e dimostra di essere sempre più consistente.
Non sempre vince il più veloce, ma il migliore (di ieri) talvolta capita.
scritto alle ore 15:51 | Permalink |