venerdì, 28 aprile 2006
Premetto che considero Giuliano Ferrara il direttore del miglior giornale d'Italia e il miglior analista politico degli ultimi 20 anni e che continuerò a farlo; però posso anche permettermi di non pensarla come lui quando parla di cose che conosco bene.
Oggi su Il Foglio, un editoriale dell'elefantino cade secondo me nella trappola tesa da quello-che-non-è-il-mio-sindaco.
Reagisco, da bolognese indignato speciale, con una lettera al direttore che qui riporto. Mi spiace solo notare che la trappola abbia funzionato... ai posteri l'ardua sentenza.
La lettera:
"
Egregio direttore,
da fedele lettore bolognese del Foglio vorrei farle notare che secondo me, nel suo editoriale di oggi, anche lei è caduto nella trappola mediatica di Cofferati: cercare passare a livello nazionale per un uomo si di sinistra ma per la legalità, contro gli eccessi di massimalismo di Rifondazione etc. etc. etc. e con tutto il battage pubblicitario che ne consegue.
Capisco che il suo punto di vista e aggiungo che probabilmente se non abitassi in questa città la penserei come lei.
Una maggiore informazione sul campo probabilmente la porterebbe a pensare come me e come la maggioranza dei bolognesi: visto il non esaltante, per non dire di peggio, percorso amministrativo di questa giunta il sindaco non ha altro modo per cercare di essere rieletto o quantomeno per non sembrare in Italia quello che a Bologna è chiaro a tutti, ormai, cioè che è palesemente incapace di amministrare una città ma bravissimo ad attirare l'attenzione su di se e a spendersi mediaticamente con annunci irrilevanti per la gestione amministrativa. In dialetto si direbbe "gli urbèen chi'fan al bastunèe", versione locale della storia dei ladri di Pisa.
Le evito i moltissimi punti che han fatto cambiare idea al 55% di elettori di 3 anni orsono (la metropolitana, le tasse, le prebende ad amici eccellenti, l'ordine pubblico tanto per fare qualche esempio); mi permetto solo di ricordarle i risultati (come al solito drogati, ma ci vorrebbero le prove) delle ultime politiche in città per farle capire che aria tira nella conservatrice Bologna.
Non faccio altro che sentire persone (che lo han votato) che dicono "ah, quando c'era il Guazza.."
Con rispetto per le sue idee
"
Ad ogni modo, vorrei sbagliare lo stesso numero di volte che sbaglia il Direttore.
giovedì, 27 aprile 2006
Mi posso permettere di commentare un filosofo, una delle icone dei radical-chic di Sinistra, brillante conversatore, amante di Castro e di Che Guevara e di quelli che bruciano bandiere di Israele e festeggiano l'attentato di oggi a Nassirya, oltre tutto gay, senza cadere nel ridicolo? In fondo sono solo un povero blogger, un Bolognese a Firenze
Non lo so, ma quando leggo certe cose viene spontaneo scrivere.
Oggi su La Stampa Gianni Vattimo scrive un editoriale tutto incentrato sul passato. Ricreare la vecchia DC e il vecchio PCI non è solo un auspicio ma è un percorso ineluttabile a sentire lui. "C'è davvero qualcuno che può immaginare seriamente un corso di eventi che non implichi, a scadenza breve o almeno media, la rinascita della Dc e la ricostituzione di una situazione analoga a quella degli Anni Sessanta-Settanta?".
Come mai una mente sopraffina come questa, un cervellone eletto al parlamento europeo (vi lascio immaginare con che partito), afferma qualcosa di simile? semplicissimo: Prodi non ha i numeri per governare. In sintesi: gli elettori, (e cito Michele Serra, 1992: "in Italia votano troppi coglioni") non hanno dato al suo mentore la forza per fare un governo stabile, così il nostro si rifugia nel come erano belli i tempi passati, in stile madelaine di proustiana memoria, il tutto pro domo sua ovviamente. Quando i comunisti erano comunisti e c'era il paradiso in terra Unione Sovietica, prima che quei cattivoni di Reagan e del Papa Giovanni Paolo II la facessero sparire dalla storia.
Indietro non si torna, e quando sento questi conservatori parlare sono contento di essere progressista
mercoledì, 26 aprile 2006
Ecco che cosa è diventato il 25 aprile.
Gli Americani ci hanno liberato dai nazisti (vedi qui) per dover vedere questo, ieri.
Un branco di fancazzisti che vive semplicemente di invidia (delle proprietà altrui, perchè le vogliono senza fare la fatica di sudarsele) e odio a valanghe al punto da insultare una persona medaglia d'argento e di bronzo al valor militare, sopravvissuta al lager di Dachau, solo perchè è il padre di un ministro di un governo di centrodestra e bruciare nello stesso tempo bandiere israeliane. Le stesse il cui simbolo veniva usato dai loro "fratelli" nazisti come marchio di infamia e per contrassegnare il diverso da estirpare, uccidere, distruggere. Esattamente come ora accade di nuovo nella loro indifferenza, anzi nel loro appoggio.
E nell'ipocrita approvazione di alcuni gruppi editoriali, che come al solito danno la colpa a chi ha subito l'oltraggio (editoriale secondo me assolutamente vergognoso) solo per motivi di potere: figuriamoci se possono trascurare una fetta di elettorato vicina al 10% che la pensa in quel modo quando hanno appena vinto le elezioni per soli 24000 voti....
I Fascisti eliminati dalla storia sessant'anni fa ce li ritroviamo stavolta con la casacca rossa e con il loro capo Presidente della Camera, solo che non si chiamano così; almeno non ancora.
Stavolta, però, temo che non ci saranno la V Armata Americana e la VIII britannica a tirarci fuori dai guai.
venerdì, 21 aprile 2006
Dopo un inverno passato a svernare a Pianoro, nell'attesa che i Russi avanzassero secondo gli accordi, alle 6 del mattino del 21 aprile i Polacchi del 2o corpo della VIII Armata USA sotto il comando del generale Anders arrivarono a porta Mazzini.
Poco dopo, da Porta Castiglione arrivarono gli Americani del 752esimo battaglione corazzato.
Ci misero una giornata a far passare le truppe lungo i viali in direzione nord: prima una quantità indescrivibile di carri armati, poi i camion Dodge carichi fino al pianale e basta (per noi che eravamo abituati a quelli italiani e tedeschi stipati fino all'inverosimile fu un esempio di come era un esercito con abbondanza di mezzi) e infine improvvisamente un silenzio improvviso; cominciò a passare la fanteria, sulle suole di gomma così diverse dagli stivali chiodati tedeschi.
Gli ultimi due tedeschi se ne erano andati a piedi all'alba verso porta Saragozza, e dicono che non venne sparato un colpo.
Visti finalmente di persona, mio nonno disse degli Americani (tradotto dal dialetto): "Ma cosa sono stati a fare tutto l'inverno? potevano venire quando volevano." e "Se ci fossero stati tanti partigiani quanti ne ho visti il 22 aprile l'Italia si sarebbe liberata da sola".
Dopo la guerra, radunarono tutti i polacchi morti durante l'inverno (circa 2000) nel cimitero a loro dedicato a S.Lazzaro; tutti i bolognesi da 60 anni ci passano davanti ma probabilmente non ricordano che significa, e stanno dimenticando anche la VIII armata.
Ovviamente, morì molta gente nei giorni successivi, fino al '47, ma questa è tutta un'altra storia.
giovedì, 20 aprile 2006
Tutti o quasi nella mia generazione han giocato qualche volta almeno a The Incredible Machine... un agglomerato confuso e pasticcione di oggetti apparentemente inutilizzabili e scorrelati fra loro da sistemare in una sequenza spazio-temporale esattamente definita allo scopo di fare un qualcosa di assolutamente inutile, come accendere per esempio una lampadina o spostare una pallina da tennis. Questo atteggiamento irrazionale mi ha sempre divertito moltissimo, una specie di inconscio "ufficio complicazione affari semplici"; perdipiù, applicato a un videogame ne ha fatto secondo me il più intelligente gioco degli anni '90. Qui il download.
E oggi un amico mi manda questo.
Talvolta, qualcuno mette in atto i sogni della mia e sua infanzia.
mercoledì, 19 aprile 2006
... e non riescono nemmeno a rendersi conto dei loro errori di valutazione. Per certa gente non vale nemmeno la regola dei vent'anni (regolarmente vent'anni dopo riconoscono che avevano torto, "ma solo in parte", su una questione qualsiasi e che avevano ragione i loro oppositori. A cominciare dall'invasione sovietica dell'Ungheria...).
Qualcuno meglio di me (il prof. Giorgio Israel) ha commentato qui (19 aprile) l'atteggiamento di ieri della maggioranza di sinistra sull'attentato in Israele, visibile sul Nazifesto per esempio qui.
C'è ancora qualcuno che non vuole vedere la realtà? Sinceramente sono un po' stufo di gente che in palese malafede confonde le cause con gli effetti, ma continuo a sottolinearli. Nel 1939 questo comportamento venne battezzato "spirito di Monaco" per identificare il movimento pacifista e isolazionista senza se e senza ma, l'appeasement con il tiranno e le sue nefaste conseguenze... una guerra mondiale da 30 milioni di morti.
I Romani, che secondo me erano l'unico popolo dell'antichità affine all'archetipo del tipo tedesco moderno perchè solo qualcuno con una mente razionale e al contempo testardo può pensare di fare delle strade diritte indipendentemente dagli ostacoli naturali e allo stesso tempo far durare quasi un millennio il suo impero, dicevano saggiamente "si vis pacem para bellum". "Chi non ha spada può morire in punta di una spada" (Eowin, Tolkien, Il signore Degli Anelli)
Personalmente, non adeguarsi alla realtà o soprattutto non volerla vedere per quello che è perche distruggerebbe le tue convinzioni lo definirei semplicemente vigliaccheria.
venerdì, 14 aprile 2006
Domani si gioca quello che da sempre è l'unico e vero derby; la stracittadina Virtus - Fortitudo.
Oltre a segnalare uno "sfottò" d'eccezione (vedi il sito Virtus, data 13 aprile,"Henry d'Arrabbia, primo cugino di Henry, che lascerà la sua reggia di Dubai per volare a Bologna. Grande tifoso della Fortitudo, l'emiro ha comprato 25 starbag per lui e le 24 mogli."
), la titolatissima e neopromossa Virtus nell'incontrare i Campioni d'Italia ha un tifoso d'eccezione assolutamente insospettabile.....vedere qui. Oh, non è che il personaggio in questione non abbia nulla a che fare con il basket e non ne sappia... un'occhiata alla lista degli NBA Owners alla voce Portland aiuta.
giovedì, 13 aprile 2006
Una sera piovosa mi ha costretto a ripararmi per qualche minuto sotto la Loggia dei Lanzi, piazza della Signoria.

Il Ratto delle Sabine del Giambologna era alla mia destra; mi sono fermato a guardare quella bellissima forma marmorea che slancia verso l'alto lo sguardo con l'aria di chi non l'aveva mai osservata con calma nonostante siano mesi che ci passo davanti, e infatti era così.
Non mi intendo di scultura rinascimentale ma riesco ancora a riconoscere il bello quando lo vedo.
Il primo pensiero è stato: ma guarda, l'autore del vero simbolo della mia città (la statua del Nettuno di piazza del Nettuno) ha "piazzato" ben tre statue nel raggio di venti metri in centro a Firenze: quella che avevo vicino, Ercole e il centauro e il Monumento equestre a Cosimo de Medici.
Mi ha fatto sentire per un attimo a casa.
Mi sono ricordato la sua curiosa storia; un fiammingo (vero nome Jean de Boulogne) che diede ai Bolognesi la sua opera più importante, scartata dai Medici per scarsa lungimiranza, ricevendone in cambio (vox populi) il taglio delle mani perchè non ne facesse altre di altrettanto belle...
Quando si dice l'ospitalità emiliana 
mercoledì, 12 aprile 2006
A mio parere il direttore del Corriere è il vero sconfitto di queste elezioni.
Come posso affermare che chi ha vinto (per lo 0.07%) le elezioni sia il vero sconfitto? dovrebbe essere vero il contrario; ha ottenuto quello che voleva, sembra.
Noto tanti piccoli indizi del contrario.
Ho notato l'altissima affluenza alle urne soprattutto al nord, dove si legge il suo giornale ed è accertato il fatto che gli astensionisti sono in maggioranza di centrodestra.
Ho visto con incredulità l'aumento delle copie vendute di Libero di Vittorio Feltri e del Giornale a Milano e in Lombardia dopo l'endorsement; pare inoltre che la tendenza continui anche ora.
Mi sono ricordato che lo stesso Mieli era direttore del Corriere nel '94 all'epoca dell'avviso di garanzia di Napoli e che il procuratore generale di allora (D'Ambrosio) e il principale pm (DiPietro) sono stati appena eletti nella coalizione vincente. Magistratura indipendente
.
Ho visto i vertici di Confindustria isolati da Vicenza in poi dalla loro base, al punto da cercare di zittirla con dei comunicati stampa (senza riuscirci).
Ho appena sentito dire dall'ottimo Luca Ricolfi (e riaffermato qui) che il progetto di partito democratico è nato morto non solo per il risultato deludente delle due formazioni che lo dovrebbero formare, ma anche per il fatto che ammettere che lo schieramento di centrosinistra è diviso in due parti porterebbe alla perenne sconfitta elettorale e che quindi le mosse del leader dell'Unione da qui in poi saranno solo nella direzione massimalista per non perdere il consenso di Bertinotti e Diliberto pur di governare a qualunque costo.
In sintesi: la parte riformatrice dello schieramento vincente è maggioritaria nel suo schieramento ma non esprime (e non può) il capo della coalizione e da sola non solo non può governare ma nemmeno vincere una elezione contro uno schieramento di centrodestra che non ha problemi di includere le estreme, dato che non ne ha, e ramazza il 49% e spiccioli. Almeno di rilevanti elettoralmente, intendo.
Deduco che l'endorsement di Mieli è fallito; se il suo obiettivo, rispettabile e auspicabile, era creare un partito democratico sulle basi dell'ex PCI e della sinistra democristiana non gli è riuscito; elettoralmente, non è nemmeno riuscito a ridurre il peso dell'area antagonista.
Quanto poi a drenare voti moderati dall'altro schieramento direi che il fallimento è ancora più evidente; è ovvio che i giochini parlamentari di democristiana memoria si possono sempre fare ma gli elettori sono un'altra cosa e non si pigliano per il naso e tantomeno si spostano a tuo piacimento anche se sei il direttore di quello che era il giornale dei moderati; se li spaventi, vanno a votare invece di "andare al mare".
Da ex lettore del Corriere rimango dell'idea che sia comunque stato un bene che Paolo Mieli si sia lanciato in questa operazione (lo ammetto, lo leggo ancora ma solo online).
Meno equivoci, più chiarezza. E chi legge, sa da che parte sta chi scrive e si regola di conseguenza.Esattamente quello che è successo domenica nelle urne, e per questo da parte mia lo posso solo ringraziare.
martedì, 11 aprile 2006
Siamo finalmente liberi.
Liberi di non preoccuparci di ogni cosa, dal terrorismo alle tasse, tanto hanno vinto gli altri.
Prego, si accomodino con mio grande piacere (non sto scherzando, sono serio) a maneggiare un giocattolo ingestibile.
Perchè siamo liberi?
Perchè le mie spalle non sono abbastanza larghe da poter dire con forza e senza equivoci, per esempio, ai rapacissimi comuni che devono risparmiare.
O per dire alla Fiat che deve cominciare a seguire le idee dei tecnici capaci che ha, e fare auto migliori, non solo e sempre più economiche da fabbricare.
O anche per cominciare a dire a chiare lettere che il vero partito azienda è quello che fattura il 7% del PIL e ha circa 400000 dipendenti fra tutte le consociate, bianche e rosse. Altro che conflitto di interessi di Mediaset.
Temo però che non la smetteranno di dare la colpa agli altri, a quelli che han preso il 50.02%, di tutto quanto succede e succederà.
Come mai lo credo? Stamane i giornali si sono rimangiati i titoli trionfalistici sull'"Italia in piena ripresa economica" che avrebbero dovuto fare 2 mesi fa e han tenuto nel cassetto in attesa di pubblicarli al momento della vittoria travolgente che non c'è stata. E temo che i Vincitori continuino a credere alla fola che loro stessi propagandano: cioè che sia un caso se l'opposizione ha preso più voti di loro che han vinto, e siano pazzi o dementi o semplicemente idioti quelli che non la pensano come loro e votano quella "gente impresentabile" (citazione da post sul forum della giornalista Alessandra Farkas, Corriere online, cerco link esatto.)
Mi sento finalmente libero. E' un sollievo.
Continua... con un post sul vero sconfitto (a mio parere) di queste elezioni: PAOLO MIELI.
PS: sarò un sognatore, ma preferisco la visione del mondo del Caimano e soci rispetto a quella dei vecchi arnesi della prima Repubblica (con contorno di industriali, sindacato, magistratura, burocrazia statale, università e tutti i dip. statali) che ha appena vinto queste politiche.
lunedì, 10 aprile 2006
Dopo la caduta della volta scorsa, il gatto è ritornato e con un mezzo meno veloce delle Honda ha messo in riga tutti gli altri. Come al solito. 54esima volta. Ormai i superlativi sono consunti e inadatti a descrivere la classe cristallina del più grande pilota di questa generazione.
Però: il fenomenale Loris ha fatto girare la belva inguidabile come mai era riuscito su quella pista. Consistente al punto da farmi pensare che il gatto ha ragione quando dice che è l'unico avversario che teme per il campionato (ha messo le mani avanti, Ducati non è così costante).
E se devo pensare che il titolo lo possa vincere uno dei piloti che han la moto più veloce (Honda HRC) mi viene qualche dubbio: uno dei due non fa due curve uguali (Hayden) e l'altro è un ragazzino promettente... ma che nella "gara delle staccate" che ha fatto in gara con l'ottimo Melandri ha fatto una figuretta da principiante; sì, alla fine gli è arrivato davanti, ma al Melandri di Losail o meglio all'assetto della sua moto probabilmente arrivava davanti anche Hopkins, se avesse guidato quella Honda ufficiale...
Promette di essere molto interessante
mercoledì, 05 aprile 2006
E' un argomento che mi interessa da sempre; il fatto è che non mi sento proprio tanto inferiore ad altre persone che si sentono molto superiori a me, e sarà un caso ma sono quasi tutte di sinistra.
Come esempio, riporto spezzoni di comunicazioni con una cara amica dottoranda totalmente sinistrorsa (la privacy è rispettata: non ci sono nomi o riferimenti a persone o fatti personali)
Lei: ma piantala.....meglio pagare qualche tassa in più che essere rappresentati da quei bagagli....
Io: ma piantala.... meglio essere rappresentati da quei bagagli che pagare qualche tassa in più....
Lei: scemo chi legge.....
Io: veramente chi offende via email le opinioni altrui non sono io.
ho solo riportato esattamente in modo ironico quello che tu hai scritto :-)
Lei:offende??????:-D HAHAHHHAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!! ma se il tuo capo del governo, che io non riconosco come il mio, (:-)) ha appena detto COGLIONI TUTTI QUELLI CHE NON VOTAN LUI!!!! ma ti rendi conto????!!!!!!!!!
Totale mancanza di ironia, direi: non si è accorta che le rifacevo il verso.
Un esempio di superiorità antropologica presunta. Il bello è che sono tutti così. Ma allora? Viene il dubbio che abbia ragione Giordano Bruno Guerri che oggi analizza esattamente questo comportamento da parte della "parte migliore del paese" (come si autodefinisce) smontando definitivamente il mito del personaggio alla Michele Serra (alias vorrei-essere-Umberto-Eco) come assoluto Maître à penser. Riporto a caso qualche termine forbito e intellettualmente superiore ammanitoci da questi campioni di eleganza: delinquenza politica, ubriaco, balle, mascalzoni, scellerati e inetti, pazzi e irresponsabili, un pazzo estremista, un buffone al governo, il vero eversore, pericoloso, e il matto (di Prodi a un ascoltatore qualche giorno fa), presi dall'articolo del sempre preciso Guerri.
Michele Serra, Cuore, 5 aprile 1992 prima delle elezioni (grazie a Filippo Facci): «I limiti della democrazia: troppi coglioni alle urne».
Wellington tempo fa definiva questo modo di essere "libertè, egalite, jet-privè".
Più modestamente, nel mio piccolo lo definirei semplicemente Snobismo.
martedì, 04 aprile 2006
Marcello Veneziani ha detto a 8eMezzo che l'uscita sulla eliminazione dell'ICI sulla prima casa ha un effetto: viene rafforzato il messaggio che uno dei due schieramenti è per l'aumento della tassazione e l'altro no, se riesce; e finora ci sono riusciti.
Io ho pensato subito alla faccia di quello-che-non-è-il-mio sindaco che mi dirà che è giusto che io continui a pagare l'ICI sulla mia casa (per inciso da quando lui è sindaco l'ha innalzata al massimo possibile)... perchè lui possa continuare a sprecare soldi come sta facendo da due anni in prebende-consulenze ad amici e sodali (wait and hope, link in arrivo. Mi riferisco per esempio a Enzo Biagi tanto per non fare nomi).
Che abbia ragione Veneziani e il Caimano ne abbia fatta una giusta? Se una imposta è Comunale, i soldi vanno ai Comuni che quindi dovrebbero rispondere ai loro elettori di come li spendono.
E magari smettere di fare del piagnisteo contro il governo perchè non gli ha dato un aumento assoluto del 7 per cento ma solo del 5 come fa da anni. Se il mio lordo annuale aumentasse del 5% tutti gli anni mi permetterei la casa qui.
martedì, 04 aprile 2006
Ci ha lasciato il padre di un mio caro amico. Fatti personali? Si, ma sono le piccole cose che le persone ti lasciano a contare, dolore dei familiari a parte ovviamente.
Quando qualcuno vicino o lontano se ne va, secondo me lascia qualcosa "a quelli che restano anche se non ce ne rendiamo conto" (JRRTolkien, lo Hobbit). A me ha lasciato un'impressione che vale più di tante altre di persone che ho molto più vicine.
Un uomo che si era fatto valere come imprenditore, eccome, e che andava a lavorare sempre e comunque con le mazze da golf nel baule della macchina.
Se non è saper vivere questo...
E se il mio amico è una specie di moderno Petronio Arbitro lo deve anche ai suoi geni.
lunedì, 03 aprile 2006
Un mese fa sembrava impossibile.

Gassman, 1962. Il Sorpasso.