venerdì, 31 marzo 2006
Da mesi mi triturano le parti meno nobili con sondaggi di tutti i tipi, tutti concordi nel prevedere una vittoria della Gioiosa macchina da guerra.
E oggi, leggo come al solito un giornale totalmente unionista (La Stampa, direttore Giulio Anselmi, proprietà RCS; grande industria schierata con la sinistra per convenienza) e cosa vedo? una crepa nel muro di certezze grossa come una casa.
Un bell'editoriale di Luigi La Spina, uomo notoriamente di simpatie non berlusconiane, gronda di pessimismo cosmico sulla vittoria di Prodi quasi fosse un tifoso di calcio qualsiasi. Parlando del ceto medio dice "...Quella fascia di elettori «mobili» che, cinque anni fa, credette alle sue parole [di Berlusconi] e determinò il suo successo e che, ora, potrebbe scegliere di rassegnarsi al «male minore», di fronte alle incognite di un cambiamento che inquieta. "Andare a fondo su un argomento non emozionale come sono le tasse (che metterà in più) fa perdere voti allo schieramento che al giornalista piacerebbe vincesse le elezioni. Se non ricordo male i parlamenti, vedi quello inglese per esempio, sono nati per contrastare la rapacità del potente per quanto riguarda tributi e balzelli; quindi in un paese normale i tributi dovrebbero essere sempre il primo argomento di discussione e contrasto fra parti politiche, non le ideologie.
Quello di La Spina sarebbe un ottimo articolo se solo non succedesse che dopo poche righe si autocontraddice dicendo
"La constatazione più amara è un’altra: ormai dobbiamo ammettere che si è spezzata l’illusione di un possibile confronto razionale tra le promesse elettorali."
Ricorda un po' la favola del lupo e l'agnello; se non parlo di cose concrete ma di politica, mi dicono che devo parlare di cose concrete e viceversa. Ma tant'è: a maglie invertite, sempre per restare nell'ambito sportivo, ci sarebbero stati peana e articoloni-articolesse in prima pagina osannanti per settimane 
Mi piacerebbe che i giornali riuscissero a distinguere i fatti dalle opinioni e a presentare separatamente gli uni dagli altri.
Lasciatemi l'illusione che sia possibile (preghiera ai giornalisti).
giovedì, 30 marzo 2006
Ho intravisto iersera un Fassino dire che faranno una legge per
"separare nettamente l’interesse privato, del tutto legittimo, con il ruolo pubblico. Io sono affezionato a una legge di tipo americano".
Forse non è informato delle leggi USA, o fa della banale disinformatjia, oppure pensa che può dire qualsiasi cosa tanto i suoi elettori lo voteranno comunque, ma nei fatti il risultato è lo stesso: la attuale legge approvata dal centrodestra in questa legislatura sul conflitto di interessi (nota come legge Frattini) verrebbe rifiutata in toto negli States come illiberale
.
In quel paese, non esiste una legge che impedisca a un miliardario di candidarsi (vedi Nader o Forbes qualche anno fa) alle Presidenziali. Le uniche due cose previste a questo proposito sono ( link a un definitivo post di Camillo): l'astensione (però il Presidente e il vice sono esclusi) dal partecipare a decisioni che potrebbero confliggere con i loro interessi privati e ovviamente l'opportunità politica; questa non è una legge ma una norma di buon senso... non ti rieleggo se fai i tuoi interessi e non quelli degli elettori-contribuenti.
Con una legge come la vuole Fassino il senatore Kerry non solo non si sarebbe potuto candidare alla Casa Bianca ma nemmeno avrebbe potuto concorrere per un posto al Senato. Sua moglie Teresa Heinz Kerry è la proprietaria della Heinz del famoso Tomato Ketchup, della Plasmon etc. etc. Mica bruscolini.
mercoledì, 29 marzo 2006
Più tasse per tutti? si, per dare i soldi a LCdM.
Dialogo finale, ieri sera a Ballarò. Argomento: ripristinare la tassa di successione.
«La volete rimettere, Bertinotti quale è il limite della ricchezza?», chiede il premier. Replica: «Quello di prima». «Bene - gongola Berlusconi - sono 350 milioni di lire. Italiani, sappiate che con la sinistra, tornerà la tassa di successione per i beni oltre i 350 milioni di lire».
Un appartamento fuori città di 75 metri, normalissimo, costa dalle mie parti non meno di 215mila Euro, quindi circa 420 Milioni di lire. Si fanno mutui ventennali per prenderli e lasciarli ai figli, di solito, come capitale sul quale crescere e basare la propria vita. Se queste cifre sono "grandi patrimoni" vorrei sapere quali sono quelli piccoli.
In un paese normale, questa affermazione sarebbe un suicidio politico. Come lo fu l' "andate al mare" di craxiana memoria, oppure la definizione di Occhetto di "gioiosa macchina da guerra" nel 1994, ma questo non lo è
.
In una Democrazia anglosassone quando si parla di tasse non c'è ideologia che tenga. Chissà che non ci si evolva pure noi; sarebbe ora, no?
.
martedì, 28 marzo 2006
Come promesso alcuni posts or sono, ecco i criteri di elezione della Giunta di Confindustria.
Mi avvalgo dell'ottima sintesi di Ale Tapparini (Capperi!) che ringrazio e utilizzo senza autorizzazione (
spero non me ne voglia... gli scriverò prostrandomi per la mia mala creanza
).
"Il Presidente di Confindustria (il quale nomina una parte della sua Giunta, per il resto composta dagli ex presidenti e dagli ex vicepresidenti) è eletto periodicamente dall’Assemblea. I delegati che le singole associazioni di categoria mandano a partecipare all’Assemblea “dispongono congiuntamente di un determinato numero di voti in ragione del contributo confederale annuo corrisposto per conto delle proprie imprese dall’Associazione”. Quindi, non si vota per teste (1 man 1 vote), ma per contributi versati e perciò per dimensioni della propria impresa. Il che, ovviamente, implica che una esigua casta di grandissimi industriali decide sempre, anche a dispetto degli umori e delle preferenze di una vasta maggioranza di piccoli e medi imprenditori: questi ultimi, tanto per intenderci, si trovano una situazione per certi versi paragonabile a quella di un piccolo azionista il quale non può che subire le decisioni degli azionisti di riferimento. Con tutto ciò che ne segue anche in termini di insofferenza: l’insofferenza delle retrovie che a Vicenza applaudivano tanto più chiassosamente quanto più quella cagnara imbarazzava il solito Gotha algidamente assiso nelle simboliche prime file. "
Detto ciò, mi pare lampante chi ha eletto Presidente LCdM e chi rappresenta.
E quindi, è ovvio l'appoggio a chi promette più-tasse-per-tutti eccetto-che-per-i suoi-Grandi Elettori. 
martedì, 28 marzo 2006
Oggi, 63 anni fa, moriva a Beverly Hills il pianista e compositore russo S. Rachmaninoff.

Ai non addetti ai lavori la sua musica è nota come musica da film in senso dispregiativo. Secondo me è stato uno dei più dotati pianisti del XX secolo e un compositore molto sopra la media per quanto riguarda il pianoforte.
Qui un bel link dedicato alla sua composizione più famosa (il Secondo concerto per pianoforte e orchestra op. 18).
Chi non ha visto Shine? il film è tutto centrato sull'ossessione di un pianista per il Terzo concerto per pianoforte e orchestra...
Esule negli USA dopo la Rivoluzione d'Ottobre e senza un soldo, lui figlio di un ufficiale dell'esercito, disse: "Ogni cosa intorno mi rende impossibile lavorare e ho paura che l'apatia possa attanagliarmi".
Una ventina di anni fa han ripescato incisioni di Rachmaninoff su rullo (!) degli anni 1929-1935 che suonava i suoi concerti.
Impressionante la profondità musicale rispetto alle esecuzioni di tanti pianisti affermati; e pensare che per anni ho pensato che fosse solo un pianista con una tecnica eccezionale e null'altro... finchè non l'ho sentito direttamente e ho cominciato a credere di essermi sbagliato.
Mai musica da film mi è sembrata musica seria se non dal momento in cui ho ascoltato per la prima volta il Secondo concerto suonato da lui stesso 
lunedì, 27 marzo 2006
No, non mi riferisco alle altre emiliane, quelle più famose; mi riferisco a quelle di Borgo Panigale.
Un saggio ha detto ieri
"Quando manca il gatto (= Valentino cade) i topi ballano".
Io mi sarei accontentato di vincere una gara più dell'anno scorso, ma l'appetito vien mangiando e così sognare è lecito. E son convinto che anche se ci fosse stato il gatto ieri non ce n'era per gli altri.
Sognare non costa nulla, però continuo a chiedermi come faccia quel fenomeno del Loris Capirossi a far fare le curve a un ferro così scorbutico con 250 cavalli imbizzarriti sotto il sedere che cercano di spararlo in cielo ogni volta che apre il gas, e a non cadere a ogni piè sospinto.
La classe non è acqua.
venerdì, 24 marzo 2006
Da affezionato (ex) lettore del Corrierone non posso non notare questo esempio perfetto di manipolazione scientifica di una notizia per motivi di interesse della proprietà
Traduzione: il titolo e l'occhiello dicono
"Sì a Montezemolo, solo D'Amato vota contro Unanime la giunta di Confindustria"
Il testo riporta: "Su 172 aventi diritto al voto, i sì sono stati 114, i no 1 e gli astenuti 3.
".
Forse credono che il povero demente lettore abbia l'anello al naso e non sappia che se sei in minoranza, e nella Giunta sei per forza in minoranza visto il criterio di nomina della stessa e il numero (cerco il link sulle regole, wait and hope. UPDATE: qui ), ti astieni.
La notizia, secondo me, era notare che 56 contrari o non favorevoli al Presidente LCdM in Giunta è esattamente un terzo; mai successo da quando LCdM è Presidente (di tutto, ormai. Fra poco tempo anche Del Consiglio
).
Scommessina da 1 dollaro (in puro Eddie Murphy in Una Poltrona per due): se votassero tutti gli iscritti, sarebbe solo un terzo il numero dei non favorevoli alla attuale giunta?
giovedì, 23 marzo 2006
Contravvenendo alle mie regole (post brevi, citazioni solo come link) l'editoriale di Giuliano Ferrara di oggi sul FOGLIO è da leggere, rileggere, rileggere ancora e meditare; merita un devoto "copia-appicicca" in ossequioso e rispettoso omaggio per una delle poche menti lucide che ci sono in Italia (scusi il lecchinaggio, Direttore, ma quando ci vuole ci vuole).
Violenza diffusa
La tecnica dell’odio e del disprezzo mette in crisi la vita democratica
Prodi non se la può cavare dicendo che gli insulti fanno parte della vita pubblica, signora mia, quando Berlusconi si ribella all’idea che la violenza e le tecniche del disprezzo personale e dell’odio siano accettate come normali “contestazioni”. Il gruppo dirigente del centrosinistra in quota Ulivo è fuori dal brutale grumo di veleno ideologico che circola in modo diffuso nel paese ormai da anni, e che da quando Berlusconi vinse le elezioni è diventato una pericolosa tossina per l’insieme della vita democratica, ma lo stesso non si può dire per pezzi del centrosinistra. Se candidi Caruso occhieggiando ai giottini, se elevi un monumento di paglia e cenere a un giovane scaricato dalla vita che aggredisce una camionetta dei carabinieri con un estintore mentre intorno fioccano bastonate e molotov e ne fai un simbolo e un martire perché vittima della sua stessa violenza, se reagisci con parole disonorevoli al conferimento di una medaglia d’oro al valore civile a un ragazzo assassinato dagli islamisti che si fidava del suo paese, se dici che le mani di Bush e Berlusconi grondano sangue come ha fatto Diliberto, se coccoli il bravo operaio ruspante e impulsivo che tira un treppiede sul collo del premier (che ti dà una lezione di ironia perdonandolo), se ti compiaci di un irritante omarino che passa la vita a inseguirlo gridandogli buffone nella più completa impunità, se dai spazio tutti i giorni fra la tua gente al sentimento di livore personale, non di opposizione politica ma di livore personale, se in un paese popolato di centri sociali estremisti e di gruppi anarcoidi che fanno della violenza una pratica abituale vieti a Bologna una manifestazione di estremisti di destra candidati alle elezioni, lanciando un altro segnale di impunità a sinistra e solo a sinistra, allora non ti devi stupire quando succedono quelle strane cose che si sono viste. Come l’assalto a un teatro in cui il presidente del Consiglio tiene un discorso elettorale, caso preclaro di squadrismo di sinistra. Non puoi allora stupirti e minimizzare, in nome del diritto all’insulto, se un deputato europeo della Lega viene individuato su un treno, riempito di botte e mandato all’ospedale, se per lui e per i suoi l’agibilità politica delle piazze è sottoposta regolarmente al ricatto della violenza stradaiola. E’ strano e ipocrita questo scandalo per la frase-nemesi, “emergenza democratica”, che un avversario stanco di subire ti rivolta contro.
(copyright Il FOGLIO)
mercoledì, 22 marzo 2006
Sgrena: "Quattrocchi non merita la medaglia" ( fonte Corriere)
Lei non meritava un Calipari che la tirasse fuori dai guai a spese del contribuente.
E della sua vita.
mercoledì, 22 marzo 2006
(come direbbe Ezio Greggio)
Ho sentito un ragazzino molto promettente suonare la Partita in Re minore di JSBach, la Sonata in Sol BWV1001 e una fila di Capricci di Paganini con la sfacciataggine della gioventù (David Garrett, 24 anni).
Phisique-du-role, alto e biondo, ciglia lunghissime, accento newyorkese, aria scanzonata al punto di gigioneggiare nella prima parte del concerto e chiedere alla prima fila "Which Caprice I Have to do now?"
Nella seconda, quando le cose si sono fatte serie si è messo di impegno... però ha continuato a scherzare.
Per esempio sul suo torcicollo da violinista. O sul fatto che il 24esimo Capriccio di Paganini fosse "hard".
Certo è che se lo ha ingaggiato la Deutsche Grammophon, e migliora, può diventare famoso.
Gigioneggiare? ricordava John Wayne in A quiet Man.
Non prendersi troppo sul serio è utile, nel mestiere di violinista; basta che non sia una posa. A quel punto diventerebbe un ostacolo; non mi pare il tipo, però. Rivedibile.
martedì, 21 marzo 2006
Dichiarazione di quello-che-non-è-il-mio-sindaco:
"Credo che a questo punto, dopo quello che è successo a Milano, anche la Prefettura e la Questura dovranno prendere decisioni drastiche per impedire che si ripeta a Bologna, o in qualsiasi altra città, quello che abbiamo già visto. Sia da parte dell'estremismo di destra sia, in ipotetica risposta, da parte dell'estremismo di sinistra"
Fatemi capire bene: dice che non fa parlare certa gente che non la pensa come lui perchè altrimenti i suoi amici disfano la città? Un perfetto esempio di democrazia in salsa comunista.
Evabbè, ognuno ha la sua croce.
Analisi approfondita (grazie, veramente bravo) da Harry.
lunedì, 20 marzo 2006
Repubblica la chiama legge 30 per non chiamarla legge Biagi, il sindaco della mia città (non il mio sindaco, non lo nomino per rispetto dei VERI sindaci del passato, da Dozza a Guazzaloca) e la Provincia di Bologna, l'ente più inutile che c'è, organizzano la celebrazione dell'anniversario dell'omicidio il giorno prima per non sentirsi dare dei "buffoni" da tutta la città.
Coda di paglia? Querelerà anche me come ha fatto con Sacconi quando parlava di "mandanti morali dell'omicidio brigatista"?
Adesso non si può nemmeno chiedere di farsi dare del Lei da un Della Valle qualunque che ti querelano 
Di 'sto passo questi cancelleranno l'invasione sovietica della Cecoslovacchia o dell'Ungheria dai libri di storia...
venerdì, 17 marzo 2006
"la più efficace misura di lungo termine..."
Questa è una frase contenuta nel nuovo Documento Strategico per la Sicurezza Nazionale pubblicato ieri dalla Casa Bianca (link alla traduzione commentata su Il Foglio)
Ecco, l'America è così. Spesso sa dove vuole andare e anche quando non sa esattamente che strada prendere se la stuzzichi reagisce comunque. Come ora. Come nel 1941.
Giuseppe Prezzolini nel dicembre del 1941 scrisse a Benito Mussolini una lettera nella quale c'era questa frase: "caro Benito, se tu avessi visto l'elenco telefonico di New York non avresti dichiarato guerra agli Stati Uniti".
E noi europei? abbiamo RaiBufaleNews24, Santoro e il NaziFesto. Riescono a farmi vergognare essere europeo, accidenti a loro.
Però spiegano molta della sfiducia e antipatia che riscuote l'Europa negli europei stessi.
giovedì, 16 marzo 2006
61 anni fa, oggi. Iwo Jima.
mercoledì, 15 marzo 2006
Qualcuno si ricorda di Minority Report?
Beh, si sono presi la briga di inventare quella fantastica interfaccia multi touch.
Dovrebbe rivoluzionare il mondo, penso. Peccato che nessuno se ne sia ancora accorto.
Ecco il link al filmato; questa invece è la paginina del genio che ce l'ha fatta a crearla, Jeff Han.
Per il prossimo premio Nobel, un candidato perfetto se a Stoccolma vedessero più in là del loro naso e smettessero di fare idiozie politically-correct (non ho voglia di parlare ora del Nobel ad Arafat)
Come sarebbe stato un perfetto candidato quel personaggio sconosciuto ai più, anche nell'ambiente informatico, di nome Mark Zbignewski. Avrebbe meritato anche lui un Nobel, ma ... le iniziali MZ degli eseguibili DOS-Windows vi ricordano qualcosa? 
martedì, 14 marzo 2006
... che domani Corriere, Repubblica & C. titoleranno che Prodi ha vinto il duello ?
Non lo vedrò nemmeno; non ha nulla che non sia già scritto prima di svolgersi a partire proprio dalle domande (e dalle risposte che si imparano a memoria, vero Professore?). Non mi interessa.
Nessuno si ricorda come andarono i dibattiti (veri, non duelli finti come questo) fra Bush e Kerry per le presidenziali dello scorso anno?
A sentire la stampa liberal un bel 3-0 per il democratico, poi strabattuto. Ci avevano talmente creduto gli stessi giornalisti che il Nazifesto prese una delle buche più grandi della storia del giornalismo italiano, facendo una prima uscita "Good Morning America" con tanto di titoloni e peana per la vittoria dei Democrats. (appena mi ricordo dove l'ho imboscato recupero il link. Uno spettacolo, il Kerry in versione Olio Cuore....) (UPDATE: trovato grazie a Mantellini, e a Fratelli d'Italia per la versione estesa)
Certo che mi piacerebbe un vero dibattito con quelle regole. In quello americano, il poco eloquente Bush non aveva il glamour del very cool wasp della East Coast Kerry, ma aveva i fatti.
Quasi un peccato che gli elettori americani si siano ricordati del soprannome (dato dai suoi amici Democratici) dello stesso Kerry: flip-flop, e abbiano rieletto il Presidente, vero?
sabato, 11 marzo 2006
Uela! è tornato SoccMacher.
Della serie: ma quanto mi sta sulle palle quello strafottente dello spagnolo?
quasi di più di Diliberto.
venerdì, 10 marzo 2006
Reduce da un matineè nel quale ho sentito il Terzo e Quarto Brandemburghese di JSBach e il KV414 di Wolfgang Amadeus, mi chiedo: che avesse davvero ragione Arturo Benedetti Michelangeli?
Molti anni fa disse "la musica non è per tutti", nel senso della comprensione, immagino.
Non mi sopravvaluto. Ho la presunzione di sapere cosa è giusto e cosa non lo è, ma è presunzione.
In parte dovuta al mio passato, in parte alla mia infinita (!) modestia.
Però, però però. Mi fa pensare. Altrochè.
giovedì, 09 marzo 2006
Di solito ho delle intuizioni senza prove.
Stavolta, ne ho una con prove: alle elezioni la sinistra non vince.
Il che non vuol dire che vince la CDL.
Le prove? la faccia di D'alema a 8eMezzo vista ieri sera negli intervalli della partita del Milan.
Mi ha ricordato quella di Occhetto nel '94, o addirittura quella di Scalfari nel novembre 1980 quando venne eletto il Gipper invece di Nocciolina Carter.
mercoledì, 08 marzo 2006
Mieli oggi dice perchè votare Prodi.
A parte notare che dall'articolo si evince chiaro il "do-ut-des" con Bertinotti (per aver tenuto le parti della proprietà nella scalata RCS fallita), mi pare un atto di autolesionismo.
In questo modo, non può più passare per "equidistante" e influenzare gli indecisi delusi del Polo, che leggeranno il Corriere come schierato con l'Unione dei Banchieri (Bazoli, Profumo etc. etc.)
E poi, diciamola tutta; puzza tanto di "non sono sicuro di vincere come 3 mesi fa".
Se era sicuro non si esponeva.
mercoledì, 08 marzo 2006
Riunirei la scontata e conformista giornata di oggi con il 6 Gennaio. Avremmo la festa della nonna.
E pensare che a noi poveri uomini han dato solo il 19 Marzo, la festa dei cornuti e contenti.
Alla faccia della parità....
martedì, 07 marzo 2006
Che vuol dire?
E' un modo di dire delle mie parti. Significa... beh, lo capirete presto.