martedì, 19 agosto 2008
Riporto integralmente la lettera odierna del Presidente Cossiga inviata a IlGiornale.
Continua, finalmente in chiaro, il dibattito sui fatti degli anni '80.
Con la speranza che i danni e le bugie raccontate finora da chi ci ha marciato sopra per interessi politici comincino a diminuire e la verità venga un po' di più a galla.
"Caro Direttore,
ho letto senza stupore l'articolo del caro amico Geronimo pubblicato dal tuo giornale; ma, come dirò più avanti, dovrebbe destare stupore il fatto che, ma a ben vedere anche questo si spiega molto facilmente!, sulle rivelazioni dell'«Accordo Moro» con i movimenti, anche a carattere apertamente terroristico, palestinesi e forse anche con altri movimenti terroristici europei, compresi quelli che facevano capo al famoso Carlos, non si sia aperto un grande dibattito e la sinistra, sempre accusatrice delle male azioni dei «servizi segreti deviati», con alla testa i «democristiani pentiti» alla Rosy Bindi e alla Dario Franceschini, non abbia chiesto l'immediata costituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta.
I fatti sono ormai noti nelle loro linee generali. Tutto ha avuto origine da un'intervista, fattami da un caro amico vostro collega, pubblicata sul quotidiano vostro confratello milanese, nella quale avanzavo il dubbio, sempre più condiviso anche dalla sinistra radicale, che la strage della stazione di Bologna non sia da imputare alla Mambro e al Fioravanti, ma ad una involontaria deflagrazione di una o due valigie di esplosivo, che qualche attivista palestinese trasportava «in franchigia», secondo le clausole del sopradetto accordo.
Fraintendendo, certo non involontariamente, quello da me dichiarato, il portavoce del rinato Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, organizzazione a carattere terrorista che ha trasferito la sua «centrale» dal Libano alla striscia di Gaza, alleata ad Hamas contro lo Stato di Israele e contro l'Autorità Nazionale Palestinese, ha smentito che fossero stati i palestinesi a compiere l'attentato della stazione di Bologna e ha rivelato l'esistenza dell'«Accordo Moro» con i movimenti di liberazione palestinesi anche a carattere terroristico che, in cambio della «mano libera» in Italia, avevano garantito la salvaguardia del nostro Paese ed anche degli obbiettivi italiani all'estero, purché non cooperanti con il sionismo e con lo Stato d'Israele, da atti di terrorismo, accordo che a dire il vero fu sempre rispettato, dato che anche l'attentato all'aeroporto di Fiumicino del 1985 fu portato esclusivamente al banco di accettazione della compagnia aerea israeliana El Al e solo israeliane o ebree furono le vittime, e gli attentatori uccisi non furono colpiti dalle nostre forze di polizia ma dagli agenti segreti dello Shin Beth, dissimulati sotto le vesti di impiegati della compagnia di bandiera israeliana. Questa intervista è stata confermata con dovizia di particolari da un famoso e rigoroso magistrato quale è il giudice Priore, titolare delle più importanti inchieste giudiziarie del dopoguerra in materia di terrorismo: dal caso Moro all'attentato al Papa, al caso Ustica e così via, magistrato integerrimo non certo di sinistra o «girotondino», non uso a utilizzare sentenze o ordinanze per «riscrivere la Storia» o per dare giudizi morali o politici o per sostituirsi al legislatore, ma anche dalla sinistra sempre rispettato.
Alcuni quesiti questi fatti hanno posto alla mia mente.
Perché quella parte della sinistra e dei «democristiani pentiti», che ha sempre puntato il dito contro i «servizi segreti deviati» e sempre pronta a invocare la legalità e il giustizialismo, tace? Una risposta c'è. Per essere coerenti con se stessi, bisognerebbe mettere sotto inchiesta l'operato di Aldo Moro; ma essi l'hanno eretto a «icona» dell'Ulivo, poi della Margherita, poi dell'Unione e ora dell'alleanza Partito Democratico-Italia per le Manette e le Forche, riducendo un grande statista, grande esperto di politica estera e di utilizzo, diciamo anche un po' spregiudicato dei servizi segreti e delle loro «covert action», a un piccolo «catto-comunista» d'accatto!
Perché magistrati come il giudice Priore, che tutto sapevano, non sono intervenuti contro una palese violazione della legalità anche costituzionale? Perché, come Aldo Moro, sapevano che esisteva a fondamento della Repubblica e a tutela della comunità civile una «ragion di Stato» che poteva e doveva portare in situazioni emergenziali a valicare i limiti della stretta legalità. Certo fortunati Aldo Moro, l'ammiraglio Martini, prima capo del controspionaggio, poi dello spionaggio e poi del SID e del Sismi, che non fossero arrivati ancora nelle procure e negli uffici d'istruzione ragazzi del '68, che non essendo riusciti a conquistare il governo dello Stato con la loro caricatura della rivoluzione, cercano di farlo a colpi di sentenze, ordinanze e veline ai giornali! Sarebbero finiti tutti in galera!
Perché il dottor Bassam Abud Sharif ha svelato queste cose, ora? Forse per ricordare che oggi è in vigore un «Accordo Tizio-Caio-Mevio-Sempronio» che ha tenuto al riparo l'Italia, unico Paese non dico in Europa, ma nel mondo, da attacchi di Al Qaida e dalla galassia dei movimenti islamici radicali che direttamente o indirettamente ad essa si riferiscono, compresi i Talebani, gli Hezbollah e Hamas, magari avendo come contropartita la tolleranza nel nostro Paese verso gli imam e le moschee centro d'agitazione radicale, i caveat alle nostre missioni militari all'estero, la conduzione antisraeliana e filo-Hezbollah della missione Unifil del disinvolto Gen. Graziano, che anche il Governo Berlusconi tiene al suo posto, e così via. Vuoi un consiglio, caro Direttore? «Si taccia!», come da questo momento farò anch'io, perché, pur avendo ottant'anni, io a conservarmi la pellaccia ci tengo e voglio evitare bombe o sventagliate di mitra, islamiche o israeliane che siano.
Francesco Cossiga "
La vendetta della storia sulla propaganda.
sabato, 02 agosto 2008
Mi piazzo al mare con i piedi nella sabbia, ciabatte fermate con la sparachiodi fino al 17 agosto.
Tutto quello che farò sarà nella posizione di massimo rendimento e minimo sforzo.
See ya soon!
giovedì, 31 luglio 2008
Per quanto mi riguarda, le olimpiadi che stanno per cominciare non esistono, non me ne voglio occupare e non voglio nemmeno sentirne parlare.

Ricordare il massacro di Piazza Tienanmen, ma soprattutto il TIBET aiuta a comprendere.
Obama in Europa?
McCain con il Dalai Lama negli stessi giorni. Ai posteri l'ardua sentenza.
mercoledì, 30 luglio 2008
Dopo il mega tour di
Obama in europa, sul quale ho fatto un paio di posts di recente, proprio oggi esce finalmente un sondaggio autorevole in USA. Il link
qui
Riporto il testo:
"Republican presidential candidate John McCain moved from being behind by 6 points among "likely" voters a month ago to a 4-point lead over Democrat Barack Obama among that group in the latest USA TODAY/Gallup Poll. McCain still trails slightly among the broader universe of "registered" voters. By both measures, the race is tight.
The Friday-Sunday poll, mostly conducted as Obama was returning from his much-publicized overseas trip and released just this hour, shows McCain now ahead 49%-45% among voters that Gallup believes are most likely to go to the polls in November. In late June, he was behind among likely voters, 50%-44%."
Traduzione: Il candidato presidente John McCain passato da meno 6% nelle intenzioni di voto di un mese fa a più 4% di margine sul candidato democratico Barack Obama secondo l'ultimo sondaggio Gallup per USA Today. McCain è ancora in recupero nel più ristretto numero dei votanti registrati, comunque in entrambi i casi la differenza è minima. Il sondaggio,effettuato durante il ritorno di Obama dal suo pubblicizzatissimo viaggio in Europa ed medio oriente, afferma che McCain ora conduce 49 a 45 nelle preferenze degli elettori che Gallup ritiene andranno a votare in novembre. Alla fine di giugno, McCain era dietro per 50 a 44.
Sintesi: se ad inizio agosto il divario fra i due si è azzerato la partita è apertissima. Rimango dell'idea che a McCain per vincere basta occuparsi di un paio di stati in bilico per avere i delegati necessari (Ohio e Illinois, più la solita Florida).
Con sommo scorno della sinistra italiana.
Forse non aspetterò le Convention del GOP e dei Democrats per esprimermi su chi sarà il Presidente degli Stati Uniti.
martedì, 29 luglio 2008
Eccettuati alcuni amici, per i quali una gara di motociclismo è solo "chi arriva davanti" in qualsiasi modo, Guido Meda e Loris Reggiani di
Italia(46)1, ho finalmente trovato una foto inequivocabile del sorpasso al cavatappi del terzo giro del recente GP di Laguna Seca. Inequivocabile perchè dimostra la mia idea che quel sorpasso sia una sportellata frutto di una staccata eccessivamente ritardata.
In sintesi: al terzo giro, per la quarta volta
Stoner sorpassa
Rossi questa volta nel posto giusto, sulla salita che porta al cavatappi e fa la sua traiettoria standard. Per chi non lo sapesse, al cavatappi ce ne è una sola che guarda caso è quella che sta facendo la Ducati nella foto.
Rossi ha appena subito il sorpasso fatale e lo sa, dal momento che la moto di
Stoner è nettamente più veloce nelle tre curve velocissime a sinistra dopo il cavatappi e si rende conto che non lo avrebbe più ripreso salvo ripassarlo subito.
Si butta in staccata a vita persa (
bravo lui, intendiamoci, a restare in piedi) come da foto pur di restargli davanti.
Ovviamente arriva non lungo ma
stralungo al cavatappi.
Ovviamente va sulla terra, rimanendo in piedi per miracolo. E questo è il momento dello scatto.
Ovviamente, rientra in piena traiettoria,
obbligando Stoner che stava arrivando in piena accelerazione e molto più velocemente ad allargare verso sinistra di 4 metri per non andargli addosso.

Regolamento vorrebbe che non si rientri in pista così, obbligando gli altri a scansarsi. Ricordo Rossi lamentarsi lo scorso anno di Elias per una manovra simile in Francia.
E poi badano a dire che ha ragione, stampa compiacente compresa (che sia compiacente è ovvio: altrimenti interviste non ne rilascia più e lo sanno tutti)
A me pare tanto una sportellata, comunque sono sicuro che prima o poi la prenderà indietro quindi aspetto con ansia il momento in cui si lamenterà dell'aggressività altrui; io e altri gli ricorderemo questa manovra, oppure quella a Jerez su Gibernau nel 2005 tanto per capirci.
Ho la vaga impressione che i soliti giochetti psicologici che Rossi ha fatto con gli altri piloti in questi anni con Stoner non funzionino.
martedì, 29 luglio 2008
Come ogni volta che ci sono le elezioni americane aspetto fine agosto per la convention repubblicana e inizio settembre per quella Dem prima di esprimermi sul vincitore delle Presidenziali USA di novembre.
In Europa, e in parte anche in America, tutti i media sono convinti che Obama stravincerà, come al solito.

Sono aprioristicamente e acriticamente dalla parte dei Democratici.
Personalmente, preferirei vincesse
McCain, e in proposito riporto un fantastico editoriale di
Carlo Panella.
"
Barak Obama è riuscito a commettere una mezza dozzina di gravissimi errori politici nel suo recente viaggio al di quà dell'Oceano. Ma i peana della stampa di tutti i colori sono cresciuti al diapason di giorno in giorno, sino all'apoteosi dell'orrido discorso di Berlino.
Orrido perché perfetto dal punto di vista tecnico, ma non da candidato presidente: da rockstar. Un nulla benissimo detto. E soprattutto un insulto all'Europa. Se il candidato presidente Obama vuole realmente fare una politica multilaterale, può naturalmente andare a plagiare la memoria storica di Kennedy a Berlino, ma subito dopo deve andare in Europa, che non sta né a Berlino né a Londra, né a Parigi (dove lui va), ma a Bruxelles. Avere evitato un confronto, la conoscenza, un serio lavoro di preparazione di rapporti con Barroso e la Commissione europea è errore politico da licenziamento in tronco. Ma Obama è fatto così, è un mega Rutelli-più-Veltroni, è un piacione all'ennesima potenza: tutta fuffa, niente sostanza. Lungo e insulso discorso berlinese (che non si discosta di una virgola dalla scaletta degli ultimi discorsi di Bush in Europa, multilateralismo incluso), ma nessun lavoro di scavo, di conoscenza, di raccordo con le realtà vera dell'Europa politica.
Stesso copione, ma ben più grave, in Israele. Piacione com'é ha detto agli israeliani tutto quel che volevano sentirsi dire e poi ai palestinesi, di nuovo, tutto quel che volevano sentirsi dire. Il risultato è che nell'arco di 24 ore ha detto cose opposte le une alle altre e che la diffidenza nei paesi arabi e islamici (Iran in testa) verso di lui è cresciuta a dismisura.
Ma di tutto questo non ragionano i media europei, perché Obama, mille volte più di JFK Kerry, rappresenta al massimo quella ''altra America'' che tutti gli europei antiamericani sognano da anni e di cui Furio Colombo è il massimo cantore. Una America che non esiste, che è la proiezione di quel che gli antiamericani vorrebbero che fosse, perché sono mossi da una antipatia di fondo che ha una radice orribile. Non si perdona all'America di avere liberato l'Europa da un nazifascismo che i genitori di tutti gli antiamericani di oggi avevano entusiasticamente appoggiato, e non solo fino al 1939. Il sogno della ''altra America'' è il prodotto dela cattiva coscienza dell'Europa, in particolare quella di sinistra che ormai non può più raccontarsi la balla (che pure ha retto per 40 anni) di un nazifascismo abbattuto dai partigiani o dalla sola eroica Armata Rossa sotto la guida del piccolo padre, il compagno Stalin. La piazza di Berlino è il prodotto del radicamento e dell'espansione fuori misura di questo antiamericanismo che ha radici nella vigliaccheria dei popoli europei che è stato disgraziatamente legittimato dalla cancelleria di Schroeder, la prima antiamericana del dopoguerra. Schroeder, il cancelliere-in-cashmere e con vacanze di extralusso in Toskana, ha distrutto la dolorosa, cosciente, elaborazione delle colpe del popolo tedesco avviata da Brandt e poi perfettamente sviluppata da Kohl (ovviamente con sensibilità e idee ben diverse, ma omogenee) e ha fatto un'operazione sporca: ha detto -di fatto- al popolo tedesco che la colpa di tutto è dell'imperialismo americano. Successo di pubblico e di critica.
Una misera mistificazione in cui il genio della mistificazione Barak Obama si è rivoltato come un orso ghiotto in un alveare."
Non avrei potuto dire meglio.Onore alla penna e alla intelligenza giornalistica di uno dei pochi pensatori veramente lucidi che io conosca.
Chissà se anche questa volta ci saranno quelle che per i progressisti europei sono "brutte sorprese".
lunedì, 14 luglio 2008
Terza vittoria consecutiva per il nuovo Re Della Pioggia.

Il mondiale non è più una faccenda privata fra Rossi e la Honda...
giovedì, 10 luglio 2008
Prendo spunto dalle dichiarazioni di
Sabina Guzzanti al raduno girotondino di due giorni or sono per
notare un piccolo particolare significativo a mio modo di vedere sulla
ipocrisia di sinistra, letta, pensata, coltivata, coccolata e attualmente chiamata con un altro nome:
politically-correctness.
Se un qualsiasi esponente di centrodestra, senza arrivare ai Teodoro Buontempo, avesse definito "
frocioni" un paio di omosessuali, non farei fatica a immaginare la valanga di parole di fascismo incombente, il profluvio di editorialoni su
Rep. o
LaStampa o
Famiglia Cristiana sul regime omofobico, sulla destra fascista e sfascista, antisociale, retrograda e quant'altro, per non parlare poi della giusta indignazione di Serra, Travaglio, Barbara Spinelli e Furio Colombo. Magari tutto condito da un paio di articoli commissionati all'
Economist sul fatto che il centrodestra e il suo capopopolo sono "
unfit" per governare il paese. Le dichiarazioni di
Grillini in proposito sarebbero state quasi ovvie e addirittura benevolmente puerili rispetto all'ondata di indignato rimprovero nazionale sui media sinistrorsi e non.
Ma se questa affermazione la fa
un campione della sinistra giacobina,manettara e populista, tutto tace.
Ipocrisia a tutto tondo, secondo me, è il
vero nome della
politically-corretness alla amatriciana di questi intellettuali e giornalisti.
Liberiamocene.
martedì, 08 luglio 2008
Leggo una
bella intervista al Presidente
Cossiga in occasione del suo compleanno (80, auguri vivissimi) su
IlCorriere.
Un paio di passaggi mi fanno pensare a quanto la politica di sinistra, e nella mia città in particolare, abbia volutamente scientemente e artatamente alterato la realtà, la verità e la storia per i suoi scopi.
Sono anni che lo dico, anche su questo blog, ma quando lo afferma il Presidente Cossiga magari è un filino più autorevole e informato del sottoscritto.
"
Quale idea si è fatto sulle stragi definite di «Stato», da piazza Fontana a piazza della Loggia? La Dc ha responsabilità dirette? Sapeva almeno qualcosa?
«Non sapeva nulla e nessuna responsabilità aveva. Molto meno di quelle che il Pci (penso all'"album di famiglia" della Rossanda) aveva per il terrorismo rosso».
Perché lei è certo dell'innocenza di Mambro e Fioravanti per la strage di Bologna? Dove vanno cercati i veri colpevoli?
«Lo dico perché di terrorismo me ne intendo. La strage di Bologna è un incidente accaduto agli amici della "resistenza palestinese" che, autorizzata dal "lodo Moro" a fare in Italia quel che voleva purché non contro il nostro Paese, si fecero saltare colpevolmente una o due valigie di esplosivo. Quanto agli innocenti condannati, in Italia i magistrati, salvo qualcuno, non sono mai stati eroi. E nella rossa Bologna la strage doveva essere fascista. In un primo tempo, gli imputati vennero assolti. Seguirono le manifestazioni politiche, e le sentenze politiche».
Scusi, i palestinesi trasportavano l'esplosivo sui treni delle Ferrovie dello Stato?
«Divenni presidente del Consiglio poco dopo, e fui informato dai carabinieri che le cose erano andate così. Anche le altre versioni che raccolsi collimavano. Se è per questo, i palestinesi trasportarono un missile sulla macchina di Pifano, il capo degli autonomi di via dei Volsci. Dopo il suo arresto ricevetti per vie traverse un telegramma di protesta da George Habbash, il capo del Fronte popolare per la liberazione della Palestina: "Quel missile è mio. State violando il nostro accordo. Liberate subito il povero Pifano"»."
Ora aspetto che qualcun altro faccia la stessa operazione sull'abbattimento del DC9 ITAVIA, confermando quello che tutti sanno ma non dicono (i francesi tirarono mancandolo a un MIG libico che stava usando come copertura l'aereo di linea per tornare in patria dalla Yugoslavia, quello che venne ritrovato sulla Sila).
Altro che stragi di stato! Sono
stufo delle verità politiche che massacrano i fatti a loro piacimento, e agli
scribacchini (vedi intervista di
Cossiga) che lo fanno pro-domo-loro
"
Tutta questa insistenza sulla "storia criminale" d'Italia è opera non di studiosi, ma di scribacchini. Gente che, non sapendo scrivere di storia e non essendo riusciti a farsi eleggere a nessuna carica, scrivono di dietrologia. Fantasy, appunto"
Quando la verità fa male...
PS: esilarante la definizione data di Casini, "
Pierfurby". Kossiga non smette mai di stupirmi.
lunedì, 07 luglio 2008
Dopo aver visto qualche giorno fa titoloni su
IlCorriere,
Rep.,
LaStampa e un paio di servizi televisivi su testate nazionali (TG1, TG5) ho pensato che puzzasse strano.
Ovviamente parlo di
i-Dozer o come cavolo si scrive.
Si, quello scaricamento da internet, a pagamento, di files MP3 che farebbero l'effetto delle droghe leggere o pesanti.
Personalmente, non prendo mai per buono quello che mi viene detto, ma in mancanza di interesse specifico (in sintesi: non me ne fregava nulla) ho lasciato perdere, salvo notare un piccolo particolare che mi ha fatto pensare fosse la bufala dell'anno.
Nel servizio del TG1 veniva esplicitamente detto: "
... effetto generato dalle frequenze fra 5 e 15 Hertz registrate nel file"
Allora: premesso che chiunque abbia una vaghissima conoscenza dello spettro audio udibile, convenzionalmente compreso fra 20 e 20000 Hertz, sa perfettamente che quelle frequenze sono praticamente non riproducibili da sistemi di altoparlanti e tantomeno lo possono essere da un paio di cuffiette da 5 euro, quindi i files contengono fuffa e/o un effetto placebo assolutamente eccezionale per il loro venditore,
mi meraviglio un attimo della
professionalità dei giornalisti delle testate sopra citate.
Ma è possibile che certe bufale vengano prese per buone? Che competenze hanno questi scribacchini? A occhio direi che se qualche buontempone all'ANSA battesse la notizia che "
il somaro vola", come da famosa barzelletta, loro la prenderebbero per buona!
Ovvio che anche il bravissimo
Paolo Attivissimo, noto cacciatore di bufale, se ne sia accorto. Vedi
qui.
Amarissima conclusione: se il livello di serietà professionale dei giornalisti è questo, chissà allora quante altre notizie che non sono in grado di verificare ci passano per buone. Poveri noi.
venerdì, 04 luglio 2008
Ricordare, aiuta. 4 Luglio 1776.

"
Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario ad un popolo sciogliere i vincoli politici che lo avevano legato ad un altro ed assumere tra le altre potenze della terra quel posto distinto ed eguale cui ha diritto per Legge naturale e divina, un giusto rispetto per le opinioni dell'umanità richiede che esso renda note le cause che lo costringono a tale secessione. Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per se stesse evidenti; che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili, che fra questi sono la Vita, la Libertà e la ricerca delle Felicità; che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo, tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo governo, che ponga le sue fondamenta su tali principi e organizzi i suoi poteri nella forma che al popolo sembri più probabile possa apportare Sicurezza e Felicità. La Prudenza, anzi, imporrà che i Governi fondati da lungo tempo non andrebbero cambiati per motivi futili e transitori; e di conseguenza ogni esperienza ha dimostrato che l'umanità è più disposta a soffrire, finché i mali sono sopportabili, che a cercare giustizia abolendo le forme alle quali sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di usurpazioni, che perseguono invariabilmente lo stesso obiettivo, evince il disegno di ridurre il popolo a sottomettersi a un dispotismo assoluto, è il loro diritto, è il loro dovere, rovesciare tale governo e affidare la loro sicurezza futura a dei nuovi Guardiani. - Tale è stata la paziente sopportazione di queste Colonie; e tale è oggi la necessità che le costringe ad alterare i loro precedenti Sistemi di Governo. La storia dell'attuale Re di Gran Bretagna è una storia di ripetute ferite ed usurpazioni, tutte aventi l'obiettivo diretto di stabilire una tirannide assoluta su questi stati. Per comprovarlo, sottoponiamo i fatti seguente a un mondo sincero."
(...)
"Noi dunque, Rappresentanti degli Stati Uniti d’America, riuniti in Congresso Generale, facendo appello al Supremo Giudice del mondo per la rettitudine delle nostre intenzioni, solennemente pubblichiamo e dichiariamo, in Nome e con l’Autorità del buon Popolo di queste Colonie, Che queste Colonie Unite sono, e hanno diritto di essere, Stati Liberi e Indipendenti; che sono sciolti da ogni fedeltà alla Corona britannica, e che ogni legame politico fra loro e lo Stato della Gran Bretagna è, ed ha diritto di essere, totalmente sciolto; e che in qualità di Stati Liberi e Indipendenti, essi hanno pieno potere di dichiarare la Guerra, concludere la Pace, contrarre Alleanze, stabilire dei Commerci e fare ogni altro Atto e Cosa che gli Stati Indipendenti possono fare di diritto. E a sostegno di questa Dichiarazione, con ferma fiducia nella protezione della divina Provvidenza, ci promettiamo reciprocamente le nostre Vite, le nostre Fortune e il nostro sacro Onore."
mercoledì, 02 luglio 2008
Dopo una lunga lettura dell'originale, chez "
A Conservative Mind" (
qui) che offre sempre spunti interessantissimi, di un articolo di
Daniel Pipes pubblicato su
National Review (
qui l'originale con le bellissime vignette), mi sono deciso a pubblicare una traduzione per i non-anglofoni a tutto tondo.
Premesso che non lo sono nemmeno io, perdonate errori e approssimazioni. Spero sia utile.
"Questi due paesi sono fratelli, uniti in un solo punto" ha detto il
socialista Hugo Chávez durante la visita a Teheran lo scorso novembre
celebrando la sua alleanza con l'islamico Mahmoud Ahmadinejad. Anche il
figlio di Che Guevara Camillo, in visita lo scorso anno pure lui a
Teheran dichiarò che suo padre "avrebbe dato il suo contributo alla
lotta di questo paese contro gli Stati Uniti d'America". Questi hanno
seguito le orme di Fidel Castro che durante una visita del 2001 dichiarò
ai suoi ospiti che "Iran e Cuba in collaborazione possono mettere
l'America in ginocchio". Dal canto suo Ilich Ramírez Sánchez (Carlos il
terrorista) ha scritto nel suo libro "Revolutionary Islam" (islam
rivoluzionario) che "solo una alleanza fra marxisti e islamici può
distruggere gli Stati Uniti".
Non sono solo i politici latino americani di sinistra che vedono il
potenziale islamico: Ken Livingstone, ex-sindaco troskysta di Londra, ha
letteralmente abbracciato il pensiero di un importante esponente
islamico, Yusuf al-Qaradawi.Ramsey Clark, già attorney general (pubblico
accusatore) negli Stati Uniti, è andato in visita dall'Ayatollah
Khomeini per offrigli il suo aiuto. Noam Chomsky, docente universitario
all' MIT, è andato in visita da Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah in
Libano ed ha approvato la scelta di Hezbollah di mantenere i suoi
armamenti. Ella Vogelaar, ministro olandese per l'edilizia abitativa
quartieri, e l'integrazione è così vicina all'Islam da essere stata
definita da Afshin Ellian, professore di origine iraniana "il ministro
dell'islamizzazione".
Dennis Kucinich, durante la sua prima campagnia elettorale per le
presidenziali del 2004, citò il Corano e incitò un pubblico musulmano a
cantare "Allah Akbar"; inoltre ha dichiarato di "tenere una copia del
Corano nel mio ufficio" Spark, giovane parlamentare socialista
britannico, ha elogiato pubblicamente Asif Mohammed Hanif, l'attentatore
suicida di nazionalità britannica che si fece saltare in un bar di Tel
Aviv definendolo un "eroe della rivoluzione giovanile" che ha compiuto
la sua missione "nello spirito dell'internazionalismo". Workers World,
una giornale apertamente comunista stampato in America, ha pubblicato un
necrologio di lode al capo terrorista di Hezbollah Imad Mughniyeh.
Altri rappresentanti di sinistra sono andati oltre. Alcuni (Carlos,
Roger Garaudy, Jacques Vergès, Yvonne Ridley, e H. Rap Brown) si sono
convertiti. Altri rispondono con fare sprezzante alle violenze e
brutalità compiute dall'islamismo militante. Il compositore tedesco Karl
Heinz Stockhausen ha definito l'attacco dell 11 settembre come "la più
grande opera d'arte di tutto l'universoo" e il romanziere Norman Mailer
ha definito gli attentatori come "geniali".
Ma tutto ciò non è per nulla una novità. Durante la guerra fredda il
mondo islamico era dalla parte dell'Unione Sovietica contro l'Occidente.
Come disse l'ayatollah Khomeini nel 1964 "l'America è peggio della Gran
Bretagna, la Gran Bretagna è peggio dell'America e l'Unione Sovietica è
peggio di tutti e due; ognuno è peggio dell'altro e più abominevole
dell'altro, ma al momento noi siamo interessati a quella entità maligna
che è l'America." Nel 1986 ho scritto che "l'URSS ha ricevuto solo una
piccola parte dei veleni e dell'odio che sono stati diretti contro gli
Stati Uniti"
Sentimenti ampiamente ricambiati dalla sinistra: nel 1978-79 il filosofo
francese Michel Foucault espresse un grande entusiasmo per la
rivoluzione iraniana. Janet Afary e Kevin B. Anderson spiegarono:
Nella sua vita il concetto di autenticità espresso da Michel Foucault ha
significato osservare situazioni nelle quali le persone vivevano in
situazione di pericolo di morte tali da essere loro stesse causa di
creatività. Nel solco della tradizione di Friedrich Nietzsche e Georges
Bataille, Foucault ha abbracciato l'artista che superato i limiti della
razionalità e scritto con grande afflato in difesa delle irrazionalità
che aiutano a superare nuovi limiti. Nel 1978, Foucault trovò un così
grande potere di trasgressione rivoluzionaria nella figura
dell'ayatollah Khomeini e nei milioni di persione che rischiando la vita
lo seguirono durante la rivoluzione islamica. Egli capì che queste
esperienze "estreme" potevano condurre a nuove forme di creatività e con
passione si accodò fornendo la sua adesione.
Un altro filosofo francese, Jean Baudrillard, descrisse gli islamici
come schiavi che si stavano ribellando a un sistema repressivo. Nel
1978, Foucault definì Khomeini "un santo" e un anno più tardi
l'ambasciatore americano all'Onu (presidenza Carter) lo chiamò "una
sorta di santo"
Questa buona volontà può apparire sorprendente, date le profonde
differenze fra i due movimenti. I comunisti sono atei e laici di
sinistra; gli islamisti uccidono gli atei per far rispettare la sharia.
La sinistra esalta i lavoratori; l'islamismo privilegia i musulmani. Uno
sogna il paradiso dei lavoratori, l'altro il califfato; i socialisti
vogliono il socialismo, gli islamisti accettano il libero mercato; il
marxismo implica la parità di genere, l'islamismo opprime le donne . La
sinistra disprezza la schiavitù, alcuni islamisti la approvano. Come ha
scritto il giornalista Bret Stephens, "la sinistra ha dedicato gli
ultimi quattro decenni alla difesa delle libertà alle quali l'Islam si
oppone: sessuale e riproduttiva, libertà, diritti di gay, la libertà
dalla religione, la pornografia infantile e di varie forme di
trasgressione artistico, pacifismo e così via."
Queste contraddizioni fanno sembrare piccolezze le poche affinità che
Oskar Lafontaine, già segretario della SPD in Germania, si ostina a far
rilevare "Per l'Islam è centrale la comunità, che la colloca in
opposizione all'individualismo estremo, che rischia di fallire in
Occidente. [Inoltre] al musulmano si richiede di condividere i suoi beni
con il prossimo; anche la sinistra vuole che il più forte aiuti i più
deboli" Allora, perchè la formazione di David Horowitz definisce come
"diabolica" l'alleanza Sinistra-Islamisti? per quattro ragioni
fondamentali.
La prima, come ha spiegato il politico inglese George Galloway, è che
"il movimento progressista nel mondo e i musulmani hanno gli stessi
nemici, cioè l'Occidente in generale e gli Stati Uniti, Gran Bretagna e
Israele in particolare con l'aggiunta di Ebrei, cristiani praticanti e
capitalismo internazionale". In Iran, secondo l'analista politico Saeed
Leylaz, "il governo ha di fatto permesso alla sinistra di agire da
cinque anni a questa parte allo scopo di contrastare i liberali
religiosi"
Vediamo quanto sono intercambiabili le loro affermazioni: Harold Pinter
descrive l'America come "un paese gestito da un branco di pazzi
criminali" e Osama bin Laden la definisce come "ingiusta, criminale e
tirannica". Noam Chomsky ha definito l'America come "principale stato
terrorista" e Hafiz Hussain Ahmed, leader politico pakistano come "il
più grande stato terrorista del mondo" Queste affinità sono sufficienti
per convincere le due parti ad accantonare le differenze in favore di
una aperta collaborazione.
La seconda ragione è che entrambe le parti hanno molti obiettivi
politici comuni. Nel 2003 una enorme manifestazione comune a Londra
contro la guerra iniziata contro Saddam Hussein suggellò simbolicamente
questa alleanza; entrambi vorrebbero che la coalizione venisse sconfitta
in Iraq, che la guerra al terrore finisse, che l'anti-americanismo
dilagasse e che infine venisse spazzato via Israele. Entrambi approvano
la massiccia immmigrazione islamica in occidente e il multiculturalismo;
si adoperano per questi obiettivi in incontri come per esempio l'annuale
Conferenza contro la Guerra che si tiene al Cairo in Egitto, che ha come
tema "l'alleanza internazionale contro l'imperialismo e il sionismo".
La terza ragione è che il movimento islamico ha affinità e collegamenti
storici accertati con il marxismo-leninismo. Sayyid Qutb, pensatore
egiziano di fede islamica, ha accettato la nozione marxista di "fasi
storiche" con una sola postilla islamica: l'inizio di una eterna "era
islamica" dopo il collasso del capitalismo e del comunismo. Ali
Shariati, il principale ideologo della rivoluzione khomeinista del 1979,
aveva tradotto in farsi scritti di Franz Fanon, Che Guevara e Jean-Paul
Sartre; più in generale l'analista iraniano Azar Nafisi osserva che il
movimento islamico "prende i suoi linguaggi, stilemi, obiettivi e
aspirazioni tanto dalle forme di marxismo più anarchico quanto dalla
religione; i suoi leaders sono influenzati da Lenin, Sartre, Stalin e
Fanon tanto quanto da Maometto"
Passando dalla teoria alla pratica, i marxisti vedono nel movimento
islamico uno strano miscuglio di loro profezie parzialmente avvenute. Le
previsioni di Marx sul fatto che gli utili sarebbero crollati nei paesi
industrializzati, portando i padroni a sfruttare ancora di più i
salariati; il proletariato si sarebbe ulteriormente inpoverito al punto
di ribellarsi e instaurare un regime socialista. Invece, il proletariato
dei paesi capitalist è diventato con il tempo sempre più agiato al punto
da azzerare la capacità e il suo potenziale rivoluzionario. Per un
secolo e mezzo, come ha notato lo scrittore Lee Harris, i marxisti hanno
aspettato invano la crisi del capitalismo; allora sono arrivati gli
islamici, a partire dalla rivoluzione iraniana, passando per l'11
settembre, fino agli attacchi attuali all'Occidente. Alla fine, il terzo
mondo ha cominciato la sua rivolta portando a compimento la previsione
marxista, anche se sotto la bandiera sbagliata e per tutt'altri
obiettivi. Olivier Besançonneau, esponente francese di sinistra, vede
gli islamici come "i nuovi schiavi" del capitalismo e si chiede se non
sarebbe naturale che "si unissero con la classe lavoratrice per
distruggere il sistema capitalista" Proprio nel momento nel quale il
movimento comunista è in declino, notano l'analista politico Lorenzo
Vidino e il giornalista Andrea Morigi, le Nuove Brigate Rosse in Italia
riconoscono "il ruolo di primo piano dei reazionari religiosi"
Quarta ragione, il potere. Islamici e sinistra possono ottenere più
risultati assieme che separati. In gran Bretagna hanno costituito
insieme la "Stop the War Coalition" il cui comitato contiene
rappresentanti di organizzazioni come il partito comunista inglese e la
Muslim Association of Britain. Organizzazioni come questa (Britain's
Respect Party) mescolano ideologie radicali di sinistra con radicalismi
islamici. Le due parti hanno riunito le forze nel marzo del 2008 per
creare liste comuni per le elezioni europee in Francia e Inghilterra,
dissimulate sotto nomi di partito che non rivelavano i veri intenti.
Il movimento islamico ha particolari vnataggi dall'accesso, la
legittimazione, conoscenze e potere che può fornirgli la sinistra.
Cherie Booth, avvocato e moglie del primo ministro Tony Blair, aprì un
causa in appello per aiutare una ragazza, Shabina Begum, per permetterle
di indossare il jilbab, un ornamento islamico, nella sua scuola. Lynne
Stewart, avvocato attivista di sinistra, infranse la legge americana e
andò in prigione per aiutare Omar Abdel Rahman,lo sceicco cieco, a
fomentare la rivoluzione in Egitto. Volkert van der Graaf, animalista
fanatico, uccise il politico olandese Pim Fortuyn per impedirgli di
indicare i musulmani come "capri espiatori" di chissà quali nefandezze.
L'attrice americana Vanessa Redgrave, ha versato 50000 sterline di
cauzione per la liberazione di Jamil el-Banna, un terrorista
precedentemente detenuto a Guantanamo sospetto reclutatore di
attentatori suicidi per Afghanistan e Indonesia; essa stessa ha definito
questo gesto come "un profondo onore", anche se questo personaggio è
anche ricercato in Spagna per accuse di terrorismo e sospetti legami con
al-Qaeda. Su una scala più grande, il partito comunista indiano ha fatto
il lavoro sporco per Teheran ritardando per quattro mesi il lancio del
satellite spia israeliano TecSar. Infine, esponenti di sinistra hanno
fondato il movimento "International Solidarity Movement" che ha lo scopo
di impedire alle forze di sicurezza israeliane di proteggere il paese
dagli attacchi di Hamas e altri terrorismi di matrice palestinese.
Douglas Davis, sullo "Spectator" di Londra, definisce questa alleanza
"un segno divino per entrambe. Per la sinistra in quanto un insieme di
comunisti in decadenza, trozskysti, maoisti e castristi senza
prospettive attaccati ai rimasugli di una cultura sconfitta; il
movimento islamico può fornire numeri e passioni forti, e ha bisogno di
un mezzo per invadere il terreno politico con successo. Un alleanza
tattica è diventato un imperativo imprescindibile." Più semplicemente,
un esponente di sinistra ha sintetizzato "i vantaggi pratici del
lavorare insieme sono abbastanza significativi da compensare le
differenze"
La crescente alleanze della sinistra occidentale con il mondo islamico
si dimostra come uno degli sviluppi politici più importanti del momento,
al punto da impedire all'occidente di attrezzarsi per autodifendersi
efficacemente. Quando Stalin e Hitler fecero la famosa e infame alleanza
del 1939, l'alleanza nazista-comunista mise in mortale pericolo
l'Occidente e in parte anche la civiltà stessa. Molto meno
drammaticamente, ma con la stessa certezza, l'alleanza di oggi si pone
gli stessi obiettivi. Come settanta anni fa, questa va combattuta,
respinta e occorre resistere e batterla.
"
(copyright Daniel Pipes)
lunedì, 30 giugno 2008
Non vorrei sembrare Cassandra a sproposito, ma di solito mi fido delle intuizioni e questa è una di quelle che mi preoccupa.
Secondo me, in questo momento tira una brutta aria.
Aria di golpe strisciante.
Da quando ho letto le dichiarazioni di un politico, noto
manettaro giacobino di un partito del 4.5% del quale non mi sento di fare il nome, sul capo del governo e gli epiteti connessi mi sono sentito gelare.
Tira aria di golpe da parte di grossi potenti poteri che non sopportano l'idea di non controllare l'esecutivo, questa volta liberamente eletto dal popolo.
In sintesi: un governo democraticamente eletto e che stranamente
funziona non è proprio nelle loro corde.
Fino alla scorsa legislatura questi poteri hanno appoggiato il centrosinistra salvo liberarsene quando non è stato più utile, vedi manovra giudiziaria a base di intercettazioni e quant'altro rivelatasi infondata, ma lo scopo era stato ottenuto.
Quali poteri? Grossi gruppi editoriali (vedi diatriba odierna fra
Rep. e
ilCorriere in proposito), la casta degli statali nullafacenti, aka Magistratura (perchè li chiamo così ? Provate voi a consegnare un prodotto
in media in 13 anni come fanno loro e a prendere i soldi che prendono, esattamente come i tanto vituperati parlamentari, senza finire lapidati sulla pubblica piazza come capiterebbe a me e a qualsiasi altro povero lavoratore del privato) e altri che non nomino per carità di patria.
Penso verremo a breve sepolti da una valanga di
fuffa presa da intercettazioni illecite e impubblicabili come sempre; verranno sparate a titoli di scatola al solo scopo di delegittimare l'esecutivo.
E se poi, dopo mesi o anni, finirà come sempre che non era vero nulla non importa, tanto lo scopo di ottenere la caduta del governo sarà stato ottenuto. Ovvio che se dovranno usare questo sistema vorrà dire che non sono così onnipotenti come pensavano e erano 15 anni fa.
Certo, sarebbe una cosa dolce, strisciante, quasi impalpabile, ma sempre golpe. Puoi chiamarlo "intervento della magistratura per il bene del paese" ma non cambia il significato.
Golpe, come quello del 1992 reiterato alla fine del 1994
chez Scalfaro, ma sempre golpe.
Il bello è che solo un grande maestro come
Vittorio Feltri lo sta dicendo, e questo mi preoccupa ancora di più.
lunedì, 30 giugno 2008
Va bene che anche

i ricchi, leggi
Valentino, talvolta fanno errori tali da riaprire un campionato ampiamente chiuso e in discussione solo fra due piloti, ma quando qualcuno con un
ferro da 240 cavalli guida
così, vedi foto a destra di
Casey Stoner durante la gara di sabato ad Assen, può anche capitare di vincere la seconda gara consecutiva in carrozza.
E di essere di nuovo in corsa per il titolo, per quanto sia impossibile per ora a mio parere. Ne riparleremo dopo
Laguna Seca.
Quando dai
manate di gas senza paura come da foto altro che controllo della trazione!
E se Valentino non è più in grado di farlo, oppure rischia meno come affermo da svariate gare perchè comincia a contare di più il risultato o perchè soltanto gli basta vincere dominando psicologicamente l'avversario (=
Pedrosa) ma rischiando di perdere quando qualcun altro (
=Stoner) non lo teme per nulla e anzi se ne infischia dei
giochetti psicologici che negli anni passati hanno steso prima Biaggi e poi Gibernau, vuol dire che
finalmente è incominciata la parabola discendente del più grande campione italiano di motociclismo con Agostini e uno dei 4 più grandi di sempre (gli altri a mio parere sono
Wayne Rainey e
Kevin Schwanz)
Speriamo che il pesarese ricominci a darci dentro; però se facendolo combina idiozie come ad Assen...
Dopo la gara del Sachsenring fra 2 settimane, pista notoriamente più simile a un kartodromo che a un circuito del mondiale e nettamente favorevole alla Michelin-Honda, vedremo se sarà ancora così: vedremo se talvolta anche i ricchi piangono.
venerdì, 27 giugno 2008
Attenzione: post lungo.
Ricevo da un amico laureando in Matematica un testo di
Claudio Antonio Testi, la recensione all'ultimo libro del palesemente ateo matematico (?)
Piergiorgio Odifreddi, noto esponente del PD. La versione acculturata e snob di Massimo
Fini, per intenderci.
Personalmente, mi è più simpatica Rosi Bindi, il che è tutto dire
PERCHÉ ODIFREDDI DOVREBBE DIRSI CRISTIANO
Recensione a PIERGIORGIO ODIFREDDI, Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici), Longanesi, Milano, 2007.
In questo suo testo Odifreddi vuol sostenere, come dice il titolo, una tesi diametralmente opposta alla celebre posizione crociana. Senza entrare nel merito delle competenze dell’autore sulla tematica religiosa, vorremmo invece cercare di farne un’analisi dalla quale risulterà come logicamente l’autore fallisca nell’intento e come, stando ai suoi stessi assunti, il matematico dovrebbe invece dirsi cristiano. Vediamo perché.
Nell’introduzione l’autore espone esplicitamente la seguente tesi:
«lo stesso termine cretino deriva da ‘cristiano’ [...] con un uso già attestato dall’Enciclopedia nel 1754: secondo il Piangiani, “perché cotali individui erano considerati come persone semplici e innocenti, ovvero perché, stupidi e insensati quali sono, sembrano quasi assorti nella contemplazione delle cose celesti”» [p. 9]
Dunque, se ‘cretino’ deriva da ‘cristiano’, ne segue che Odifreddi considera vera la proposizione:
P1) ogni cristiano è un cretino
L’autore precisa infatti:
«In fondo la critica al Cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo: che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo. Tale critica, di passaggio, spiegherebbe anche in parte al fortuna del Cristianesimo: perché, come insegna la statistica, metà della popolazione mondiale ha un’intelligenza inferiore alla media(na), ed è dunque nella disposizione di spirito adatta a questa e altre beatitudini» [p. 10]
In altri termini, l’autore considera vere anche queste frasi:
P2) L’umanità si divide in due parti esattamente uguali: i più e i meno intelligenti
P3) Ogni cretino è meno intelligente
Abbiamo quindi che l’insieme degli uomini (A) viene diviso in due parti esattamente eguali (B = uomini più intelligenti; C = uomini meno intelligenti) e nella parte C troviamo i cretini (D), che a loro volta includono i cristiani (E):

Di certo Odifreddi non si vuol mettere tra i cristiani, ma si mette tra gli uomini più intelligenti: egli infatti si definisce logico-matematico e afferma che «il Cristianesimo è indegno della razionalità e dell’intelligenza dell’uomo», la quale si fa coincidere con la scienza, verso la quale in Cristianesimo è stato un «freno» [p. 10]. In altri termini, Odifreddi assume queste proposizioni:
P4) ogni scienziato è intelligente
P5) ogni logico matematico è scienziato
P6) Odifreddi è un logico-matematico
Dalle quali seguono logicamente due teoremi:
T1) Odifreddi è uno scienziato (da P6 e P5)
T2) Odifreddi è intelligente (da T1 e P4)
Questo è dunque l’apparto logico dal quale muove l’autore. Dal libro in questione, tuttavia, si può dimostrare innanzitutto la falsità di P6, ovvero che Odifreddi è un logico-matematico, come si evince dal primo ragionamento fallace del nostro.
Primo ragionamento fallace
Dalla situazione descritta nella figura 1 (ovvero da P1+P2+P3), Odifreddi deduce che questa «spiegherebbe anche in parte la fortuna del Cristianesimo», ovvero deriva il teorema:
T3) P1+P2+P3 implicano la fortuna del cristianesimo
Tuttavia questa implicazione non è affatto necessaria, perché allo stesso modo, essendoci un’identica porzione di umanità non inclinante verso il cristianesimo (la parte B), se ne potrebbe dedurre ad egual titolo che non si spiega la fortuna del cristianesimo. Dunque P1+P2+P3 non implicano la fortuna del cristianesimo (così come non ne implicano la sua sfortuna).
Questo basta per negare P6: Odifreddi non è dunque un logico-matematico. A questo punto, per negare P6, non occorre nemmeno ricordare che Odifreddi non ha mai ottenuto risultati teorici tali da farlo entrare nella storia della matematica, come invece è accaduto ad altri matematici quali il fondatore dell’insiemistica Georg Cantor e il compianto Ennio De Giorgi. Si noti tra l’altro che questi erano entrambi cristiani (e l’ultimo addirittura cattolico!), ma questo Odifreddi pare non saperlo: come potrebbe infatti inquadrarli nel suo schemino?
Secondo ragionamento fallace
A pagina 88 l’autore afferma che «in pratica nessuna testimonianza storica esiste sulla persona e sulla vita di Gesù al di fuori del nuovo testamento». Ora, a parte la verità o meno dell’affermazione, l’autore commette un’imperdonabile errore logico. Infatti, siccome vuol dimostrare l’infondatezza dell’esistenza di Gesù, egli dovrebbe dimostrare prima di tutto la falsità dei Vangeli, anziché assumerne dogmaticamente la loro inattendibilità (come dire: siccome questi testi sono giudicati autentici dalla Chiesa, allora non valgono come prova) e concentrarsi unicamente sulla demolizioni delle fonti extra evangeliche.
In altri termini, se i vangeli (V) o altre fonti (AF) implicano l’esistenza di Gesù (G) e viceversa, , non basta demolire AF per negare G, infatti:
((V o AF) ⇔ G e non-AF) ⇒ ∼G
non è una tautologia, e quindi il ragionamento corrispondente non è valido. La cosa, converrà il lettore, è talmente banale, da far entrare di diritto Odifreddi tra gli uomini meno intelligenti.
Terzo ragionamento fallace
Seguendo sempre questo filo argomentativo, l’autore si appresta a dimostrare l’infondatezza della fonte storica Antichità giudaiche di Flavio Giuseppe. A p. 88 cita un celebre brano in cui si parla di Cristo. Per demolirlo cita come argomento un altro testo di Flavio Giuseppe (contenuto ne La Guerra giudaica), che di
certo è stato interpolato, e ne deduce che anche il brano riguardante Gesù delle Antichità Giudaiche deve esserlo stato:
«Poiché una versione molto più estesa è stata interpolata anche nell’altra opera di Flavio Giuseppe La guerra Giudaica, questa volta in maniera dimostrabile, tutto fa pensare che lo sia stato anche nella precedente» [p. 89]
Siamo nel pieno di una grossolana fallacia induttiva: dal fatto che un brano dell’autore è stato manomesso, se ne deduce che anche quest’altro deve essere stato manomesso (così come dal fatto che un cigno è bianco se ne deduce che anche quest’altro deve essere bianco). La frase non può che lasciare sbigottiti, e la sconnessione logica è talmente evidente che spinge il nostro nel più ristretto insieme dei cretini. Per inciso, con questa accusa di cretineria non si vuole offendere l’autore (così come del resto non credo che l’autore volesse offendere i cristiani dicendoli cretini e poco intelligenti).
Quarto ragionamento fallace
A pagina 169 il nostro ci dice che: «anche i Vangeli sinottici non affermano la divinità di Gesù» e subito dopo come argomento dimostrativo egli cita «Giovanni che pure inizia con un prologo in cui Gesù viene identificato [...] col ‘Verbo’ e che dice “in principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio”» [p. 170]. Non ci si può non stupire del fatto che a sostegno di una tesi («anche i Vangeli sinottici non affermano la divinità di Gesù») egli citi un brano in cui questa tesi è completamente smentita. Converrà il lettore, anche poco esperto di logica, che questo fa entrare di diritto Odifreddi tra i più cretini dei cretini, ovvero tra i cristiani.
Abbiamo dunque dimostrato, che Odifreddi, in base ai suoi stessi assiomi, dovrebbe dirsi nell’ordine: non logico-matematico, non tra i più intelligenti, cretino e cristiano. Quanto poi al fatto che dovrebbe dirsi anche cattolico, lasciamo ad altri il compito di dimostrarlo.
Post Scriptum. A seguito di una prima versione della recensione, alcuni lettori ci hanno chiesto qualche indicazione su come potere dimostrare il cattolicesimo di Odifreddi. Vogliamo qui darne solo una traccia: se, come pare assumere implicitamente l’autore, i cattolici sono tra i più cretini dei cristiani, e dovendosi dire Odifreddi cristiano, si tratterà semplicemente di mostrare i brani in cui la cretineria dell’autore emerge con particolare vigore. Ricordiamo al proposito solo alcuni di questi numerosissimi punti:
a) Odifreddi non conosce bene l’italiano. Prendiamo ad esempio pagina 28, in cui l’autore cita un brano della Dei Verbum «La Sacra Madre Chiesa, per fede apostolica, ritiene sacri e canonici tutti interi i libri sia dell’Antico che del Nuovo Testamento, con tutte le loro parti, perché tutti scritti per ispirazione dello Spirito Santo»; al proposito Odifreddi si chiede «come mai chi dettava avrebbe voluto che si scrivessero così tante cose che, come abbiamo cominciato a notare e continueremo a fare, sono sbagliate scientificamente» [corsivi aggiunti]. Per Odifreddi vale quindi l’equivalenza: ispirare = dettare. A parte che un normale vocabolario aiuterebbe l’autore a dipanare l’equivoco, vorremmo far notare che la differenza tra ispirazione e dettatura è fondamentale per la comprensione del fenomeno religioso. È, ad esempio, uno dei punti in cui Cattolicesimo e Islam di differenziano radicalmente: il Corano è infatti, diversamente dalla Bibbia, un libro dettato (e non ispirato) a Maometto. Al proposito sarebbe auspicabile uno studio del nostro sul fenomeno islamico, ma siamo disposti a scommettere che non avrà il coraggio e la virilità di scriverlo.
b) Odifreddi non ha i minimi rudimenti di esegesi. Nella sua confutazione scientifica della Genesi [p. 29 sgg.] pare infatti non sapere che da qualche secolo l’interpretazione delle scritture parla di almeno quattro tipi di sensi (letterale, morale, allegorico e anagogico): queste cose dovrebbe conoscerle un qualsiasi studente delle superiori, non fosse altro per il fatto che sono riprese da Dante stesso a proposito della Divina Commedia. Certo, errori interpretativi se ne sono fatti (la lettura letterale del brano di Giusuè 10,12 per il quale fu tra le altre cose condannato Galilei ne è un esempio), ma fin da subito i Padri della Chiesa e, in seguito, gli scolastici hanno interpretato non solo “letteralmente” la Genesi: basti la lettura del Supra Genesi ad Litteram di Agostino, per averne la prova. Questa piccola lacuna fa tra l’altro cadere tutto l’impianto critico di Odifreddi a proposito delle varie confutazioni storiche e scientifiche delle scritture che, come detto sopra, essendo ispirate a uomini di un certo tempo, hanno sì un certo contenuto storico, ma possono e devono essere lette non solo come trattati di storia o cosmologia. In quest’ottica anche tutte
le contraddizioni che rileva l’autore nelle Scritture possono (se adeguatamente interpretate) facilmente dipanarsi.
c) Odifreddi non conosce le basi della filosofia. Il nostro infatti, con la più grande disinvoltura, così ci spiega il concetto di sostanza: «L’idea risale ad Aristotele, che distinse nelle cose la loro vera essenza [...] dai loro inessenziali ‘accidenti’: ad esempio, nell’ostia, il suo astratto ‘essere ostia’ dalle concrete proprietà di essere costituita di pane di frumento» [p. 190]. Davvero impressionante la densità di errori in queste poche parole! Qui l’autore identifica la sostanza con l’astratto (mentre è l’esatto contrario) e afferma che l’esser pane di un’ostia è un accidente, quando è proprio la componente materiale della sostanza (che è la concreta unione di forma e materia). Stessa totale ignoranza emerge con particolare chiarezza quando parla di “creazionismo” come incompatibile con l’evoluzione del cosmo e con la sua eternità [pp. 29-32], quando è vero esattamente l’inverso: un mondo che evolve (e che al limite è eterno) può essere benissimo creato dal nulla [cfr. TOMMASO D’AQUINO, Summa Teologica, I. q. 46]: ma di questo abbiamo già scritto recensendo il volume di E. Gilson, Da Aristotele Darwin e ritorno, Marietti 1820, Milano , 2003 [Divus Thomas, 3/2003, ESD, Bologna, pp. 221-225], alle cui pagine volentieri rimandiamo Odifreddi, pur dubitando che, visto il suo fondamentalismo cristiano, possa adeguatamente apprezzarle.
Claudio Antonio Testi
martedì, 24 giugno 2008

Seconda vittoria dell'anno di
Casey Stoner e della
Ducati a Donington, esattamente come lo scorso anno sulla pista preferita del Dottore.
Questa volta dopo tre gare nelle quali l'australiano era al limite e anche oltre ed era arrivato sempre dietro
Rossi, magari staccato di poco, è riuscito ad avere quel
quid di più ed a dominare la corsa. Dopo 5 giri, Rossi ha ammesso che non riusciva a stargli dietro e lo ha lasciato andare perchè "
avrebbe dovuto prendere troppi rischi".
Dalla gara, trarrei due sole conclusioni.
La prima è che quando le moto sono equivalenti o quella di Rossi è meno veloce l'avversario lo batte, confermando quello che ho scritto sulla gara di Barcellona. In pratica, domenica a Donington la prestazione delle moto era invertita rispetto alla gara precedente (Stoner aveva 2 decimi di vantaggio al giro), con la differenza che l'australiano
se lo è fumato via subito senza attendere il penultimo giro per superarlo. Si sa, rischiare non è facile per nessuno

La seconda conclusione riguarda il campionato.
Ancora adesso confermo la mia previsione iniziale (Ducati farebbe un bel colpo a vincere 4 gare) ma l'aumento di prestazioni generale della moto mi fa pensare a sviluppi non del tutto previsti, cioè: potrebbe essere che il Mondiale non sia più una partita a due Pedrosa-Rossi.
Vedremo se
Assen, dove la moto di Rossi parte strafavorita, confermerà questo cambiamento di prospettiva.
mercoledì, 18 giugno 2008
Riporto da
Perry (bravissimo, lo leggo sempre) un post esaustivo sull'argomento "giudice imparziale".
Testuale, citazione della dotto
rossa
Gandus da
LaStampa "
«A questo stronzo di Berlusconi gli facciamo un culo così. Gli diamo sei anni e poi lo voglio veder fare il Presidente del Consiglio»"
E poi mi chiedete come mai io creda che Magistratura Democratica come corrente politicizzata dei membri del terzo ordine costituzionale sia un abominio per definizione.
Come tutte le correnti politiche all'interno di un Potere che avrebbe come unico compito di far rispettare la legge, non di farla.
Se vogliono fare politica, si candidino e prendano i voti, se ci riescono
lunedì, 16 giugno 2008
Francesco Giavazzi sul Corriere di oggi: è la voce di uno che grida nel deserto del suo partito, il
PD, nel quale ormai lui e Pietro Ichino sono gli unici ad avere delle idee per quanto riguarda l'economia e la pubblica amministrazione.
Testuale: "Il primo passo per una riforma della scuola è quindi l'abbandono dei concorsi pubblici e la loro sostituzione con un sistema in cui le assunzioni vengono decise da chi poi sopporta le conseguenze di un'eventuale decisione sbagliata, in primo luogo i presidi di ciascuna scuola. Come ha scritto Andrea Ichino su www.lavoce.info, il maggior limite del Libro Bianco sulla Scuola pubblicato dal governo Prodi è la sua reticenza sui concorsi, frutto di un'ideologia che fa fatica ad accettare che gli incentivi, il «mercato » possano funzionare meglio dello Stato. Spero che il nuovo ministro sia più coraggioso. Chiamiamoli pure concorsi locali, stabiliamo pure alcuni requisiti formali, ma lasciamo spazio ad una valutazione discrezionale da parte del preside; se vuole offrire un corso di biologia deve poter assumere, magari a tempo parziale, un dottorando biologo, non essere costretto ad accettare il primo della graduatoria che ha raggiunto quel posto solo per anzianità.
"
In sintesi: sono le stesse idee del ministro Gelmini, di quasi tutto il PDL e della Lega. E il concetto di buono scuola è un vecchio cavallo di battaglia proprio di Tremonti 
Difficilissime da realizzare, certo.
Comunque, se questi due sono i migliori elementi del PD, hanno ancora speranze di creare qualcosa che non sia una semplice fusione di ex-qualcosa; sempre che non li buttino fuori a pedate come fanno sempre 
venerdì, 13 giugno 2008
Molto off-topic rispetto agli argomenti del giorno (calcio, crisi del PD, visita del Presidente USA in Italia, rifiuti...) ho elaborato una idea che come le "
madelaine" di Proust mi restava a mezz'aria senza diventare chiara.
Come si ottiene il massimo risultato per il
Tibet alle prossime olimpiadi di agosto in
Cina?
Semplicissimo.
Basterebbe che tutte le divise della nazionale (italiana) avessero la fascia, targhetta o simile facilmente leggibile in TV con su scritto
FREE TIBET in bei caratteri giallo su rosso.
Un mese di esposizione mediatica continuativa conterebbe molto di più del boicottaggio e anche della presenza o no alla cerimonia inaugurale ( commento: echissenefrega, tanto mai l'ho guardata e mai la guarderei.)
Il costume della
Pellegrini sul podio olimpico, o il fisico scolpito di
Andrew Howe Besozzi con una cosa simile sopra sarebbero proprio un bel vedere
lunedì, 09 giugno 2008
A mente fredda e da tifoso
Ducati scrivo due riflessioni controcorrente.
Controcorrente rispetto ai commentatori di Italia1, per i quali qualsiasi cosa stia facendo Rossi è semplicemente un miracolo, anche se si sta mettendo a posto la tuta sulla riga di partenza o lo sponsor gli dipinge la moto di azzurro.
Controcorrente rispetto ai luoghi comuni: il pilota migliore (Vale lo è, tranquilli), le gomme migliori, assetti, quel genio matto di Jorge Lorenzo che più passa il tempo più mi ricorda Montoya. A loro, forse, ricorda Graziano Rossi, ma non credo molto di più.
Controcorrente, e basta.
A moto invertite (
Rossi/
Stoner intendo) Valentino non arrivava secondo. Ovvio per chi guardava come guidavano i due e chi era impiccato e chi no. Basti ricordare che quando Rossi è passato non è andato via ( giravano in 1.43 basso) e Stoner se lo è fumato di nuovo, fino all'ultimo giro. Ricordava la gara di Assen dello scorso anno; vinse Valentino ma Casey lo tenne dietro 13 giri con una moto nettamente meno veloce.
Avrei voluto vederlo superare Stoner con una moto più lenta, non il contrario.
La Yamaha è stra-aposto e si vede lontano un miglio, difficile migliori molto se non di gomme. Salvo piani di sviluppi tecnici che non mi risulta ci siano così radicali.
Honda sta continuando a migliorare (a proposito, grazie
MIchelin di aver trovato nella notte fra sabato e domenica una gomma che migliorava i tempi in gara di
Pedrosa di un secondo netto rispetto al 1.43 netto che aveva fatto durante le prove) e Ducati comincia a migliorare di nuovo.
Stoner sono 2 gare che fa i miracoli; arriva con Rossi o poco dietro... e si incazza perchè "poteva fare meglio", insomma non sta perso. Cosa che non si può dire di Pedrosa. L'australiano invecchiando sta mettendo assieme un carattere burbero e comincia ad assomigliare all'altro aussie, quel fenomeno di
Troy Bayliss, almeno come velocità. Per la simpatia, aspettiamo.
Controcorrente, confermo il pronostico personale di inizio anno fatto con amici tifosi del Fenomeno di Tavullia sull'esito del Mondiale MotoGP 2008.
Il mondiale lo vince la Michelin Honda di Pedrosa perchè male che vada arriva a podio dovunque.
E che se Ducati vincesse 4 gare sarebbe un successone.
Controcorrente, ma su basi tecniche, non di tifo.