mercoledì, 08 luglio 2009
Non avevo ancora sintetizzato in una teoria analitica molti dei sintomi di questi ultimi mesi, confusi all'interno di becere campagne di stampa italiche odorose di beghe da piccola bottega, poi finalmente leggo un articolo di Stefano Filippi che riassume in chiaro il mio pensiero, esponendolo con la sua solita lucidità e scorrevole scrittura.
Lo riporto per intero, per i posteri.

"Non avesse spalato fango su una terra ancora ferita dal terremoto, bisognerebbe ringraziare il Guardian perché finalmente ha scoperto il gioco. Mesi di attacchi dei giornali della Perfida Albione contro l’Italia e il suo premier, veleni sulla politica di casa nostra, curiosità definite «morbose» da Palazzo Chigi sulla vita privata di Silvio Berlusconi, la stampa di mezza Europa alla frenetica rincorsa dei presunti «scoop» britannici.
Anche ieri sul G8 italiano si sono esercitate le solite bocche da fuoco. Il Times di Murdoch (la cui Sky da ieri è ufficialmente il secondo gruppo televisivo italiano per ricavi scalzando Mediaset) alimenta la paura per il rischio sisma. Il Financial Times sostiene che Berlusconi «è una figura controversa che irrita gli alleati». Il Daily Telegraph titola: «Berlusconi sceglie l’ex modella Mara Carfagna come accompagnatrice del G8». Lo spagnolo El País, quello che pubblicò foto di Villa Certosa sequestrate in Italia, esalta i vescovi contro il «libertinaggio allegro e irresponsabile». El Mundo si chiede addirittura: «Sopravvivrà il Cavaliere al vertice del G8?».
Ma il cannoneggiamento più massiccio arriva dal Guardian, che ipotizza l’Italia fuori dal G8 sostituita dalla Spagna. Il giornale riferisce «voci di un’espulsione perché i piani del summit sono caduti nel caos» a favore di una Spagna «che ha un più alto reddito pro capite». Secondo imprecisati «alti funzionari occidentali», «gli italiani nell’organizzare il summit sono stati terribili». Negli ultimi giorni gli Usa avrebbero preso in mano la situazione con «una teleconferenza tra gli sherpa per inserire degli obiettivi nel summit». L’unica fonte citata con nome e cognome, un certo Richard Gowan della New York University, riassume: «Gli italiani hanno deciso di propagandare un’agenda sintetica per nascondere il fatto che non hanno un’agenda».
Perché il tradizionale «aplomb» anglosassone si è trasformato in veleno? La spiegazione è offerta dallo stesso Guardian: inglesi e spagnoli vogliono far fuori l’Italia dal club dei Grandi. A questi due Paesi massacrati dalla crisi, che annaspano ancora in gravi difficoltà economiche e finanziarie, non fa comodo uno Stivale che ha retto al crollo delle Borse meglio di loro. La Gran Bretagna, che ai tempi degli inviti sul Britannia dettava le regole dell’economia non solo a casa propria, ha dovuto nazionalizzare due banche e ricapitalizzarne altre otto con 64 miliardi di euro pubblici. In Spagna il settore edile, che aveva trainato la crescita iberica, è crollato come le case dell’Aquila. L’Italia invece ha resistito meglio, la sua struttura produttiva ha tenuto e la sua azienda privata più rappresentativa, Fiat, ha addirittura fatto shopping in America. Con tante grazie da Mister Obama.
Ecco l’obiettivo della martellante campagna britannica: lo scambio Italia-Spagna. Non è un caso che proprio i giornali di Londra e Madrid siano i più accaniti nel criticare l’Italia e Berlusconi: quelli inglesi sono la mente, con le loro ipotesi di nuovi scenari accompagnati dalle pruriginose «rivelazioni» riprese da Repubblica; quelli spagnoli (che pubblicano le foto) sono il braccio. Osserva Giancarlo Loquenzi, direttore dell’Occidentale, quotidiano online della Fondazione Magna Carta: «Una bella soddisfazione per Zapatero che annega nelle difficoltà economiche della Spagna ma non sopporta la presenza nel G8 dell’Italia berlusconiana». E pure papista.
Il Guardian ignora volutamente che il G8 è fatto di decine di vertici, molti dei quali si sono già svolti in Italia con successo; che al summit principale si giunge con dossier già predisposti; che all’Aquila arriveranno una quarantina di capi di Stato a conferma del credito di cui gode la nostra diplomazia. E si guarda bene dal sottolineare quanto invece coglie il Figaro (francese, non a caso), cioè che questo vertice «low cost» è «più conforme ai rigori economici del momento rispetto alle lussuose installazioni della Maddalena».
Il governo britannico si barcamena in acque torbide: alle europee i laburisti sono scesi a terzo partito (15,3%); l’esecutivo è stato decimato dagli scandali, in testa quello sui rimborsi facili (il ministro dell’Interno Jacqueline Smith si è dimessa per aver pagato con denaro pubblico filmati porno per il marito); su Gordon Brown pesano continue richieste di dimissioni: l’ex ministro del Lavoro James Purnell l’ha accusato di «portare il Paese alla rovina». E proprio ieri si è saputo che la preparazione della polizia per il G20 londinese è stata dichiarata «inadeguata» da un’indagine interna. Meglio dirottare l’attenzione degli inglesi sull’Italia e il suo premier, e far entrare nel G8 una Spagna più debole e malleabile. Prima che anti-berlusconiana, questa è una campagna anti-italiana, sentimento fortemente radicato Oltremanica al quale molta stampa di casa nostra offre un sostegno complice.

"
Che dire. Ora mi è tutto molto più chiaro, molte tessere sono andate al loro posto.
Aspettiamo le prossime manovre anti italiane.

scritto alle ore 09:22 | Permalink |
lunedì, 06 luglio 2009
OneUSD

Oggi, il 6 luglio 1785 veniva adottata questa moneta come unità monetaria di una nazione.
Era la prima moneta che adottava un sistema decimale, fatto ormai normale per noi.

Da allora, il volto di George Washington ci accompagna per il mondo incurante dei cambiamenti che lo circondano, ed è il simbolo dell'illuminismo di quel periodo. Nel retro compaiono almeno 7 simboli massonici (io vi segnalo solo la Piramide, buona caccia!); Benjamin Franklin è raffigurato nella banconota da 100 e almeno 9 massoni firmarono la Dichiarazione di Indipendenza

Buon compleanno, USD
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lunedì, 06 luglio 2009
Francesco_Hayez_ Pensiero Malinconico

Hayez, Pensiero Malinconico (Brera Pinacoteca)

"Il sole splende anche qui..."
Un omaggio sentito alla bellezza e all'arte senza tempo.
scritto alle ore 15:58 | Permalink |
venerdì, 03 luglio 2009
Domani è l'anniversario della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America. Sono passati 233 anni dal 4 luglio 1776 ma quel documento resta di una attualità sconcertante se pensiamo alla situazione attuale dell'Occidente.

Qui alcune informazioni, qui l'originale del documento (National Archives) con tutte le informazioni possibili,

Incipit:
"When in the Course of human events, it becomes necessary for one people to dissolve the political bands which have connected them with another, and to assume among the powers of the earth, the separate and equal station to which the Laws of Nature and of Nature's God entitle them, a decent respect to the opinions of mankind requires that they should declare the causes which impel them to the separation."

"Quando nel corso degli umani eventi si rende necessario ad un popolo sciogliere i vincoli politici che lo avevano legato ad un altro ed assumere tra le altre potenze della terra quel posto distinto ed eguale cui ha diritto per Legge naturale e divina, un giusto rispetto per le opinioni dell'umanità richiede che esso renda note le cause che lo costringono a tale secessione."

declaration

"We must all hang together, or assuredly we shall all hang separately."

Benjamin Franklin , all'atto della firma della Declaration of Independence,  July 4,  1776
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martedì, 30 giugno 2009
Qui il sito, per saperne di più. All'altezza dei più importanti musei del mondo (Uffizi, National Gallery)
Una piacevole scoperta.

Hayez, Il Bacio

hayez - ilbacio
scritto alle ore 11:41 | Permalink |
martedì, 09 giugno 2009
Scuse a tutti, ma attualmente ho altri impegni.
Prometto un aggiornamento globale del blog, in corso da tempo, ASAP

ainpospiò
scritto alle ore 21:14 | Permalink |
giovedì, 14 maggio 2009
Bayliss_01 prove motogp 2009 05 12

Vedere il Fenomeno Troy Bayliss correre di nuovo, e in MotoGP.
qui l'articolo del test della DesmoSedici GP) effettuato ieri al Mugello
scritto alle ore 09:25 | Permalink |
giovedì, 07 maggio 2009
Leggo via Tocque-ville un bel post di JimMomo (qui)  che approvo completamente, e mi permetto di citare per informare un po' persone che leggono solo Repubblica, guardano solo RaiTre e guardano con schifo e sufficienza qualsiasi opinione non di sinistra, in quanto abietta o serva di qualcuno.

Riporto un passo:

"La grande divisione interclassista dell'elettorato italiano tra ceti produttivi (impresa e lavoro) e ceti improduttivi (parassitari e burocratico-corporativi), cioè tra chi fa o vorrebbe fare (indipendentemente dal reddito e dalla ricchezza), e i "nullafacenti" (ma non "nullatenenti"), iper-garantititi e privilegiati, c'è sempre stata. Ma la novità è che mai come oggi i primi tendono a riconoscersi nel PdL e nella Lega e i secondi nel Pd e negli altri partiti di sinistra.

I "produttori", cioè chi lavora e sta sul mercato rischiando in proprio, da imprenditore, più o meno ricco, o da dipendente, e persino da operaio, nella piccola e media impresa, e chi nel mondo del lavoro cerca di entrarci scontrandosi con le incertezze della flessibilità e le mille barriere corporative, il familismo e il clientelismo - i cosiddetti outsider - si sentono sempre più rappresentati dal PdL; mentre i "nullafacenti" (intellettuali, impiegati pubblici, insegnanti, studenti e pensionati - ovviamente generalizzando) si sentono ben tutelati dalla conservazione e dall'immobilismo socio-economico-istituzionale della sinistra.

"
Forse questo potrebbe fargli comprendere come mai da tempo i sondaggisti dicono che il centrodestra prende i voti degli "operai", o come mai anche la loro base elettorale apprezza certe posizioni leghiste.

Magari, visto che sono intellettualmente superiori, cominceranno a riflettere... ma ne dubito.
Il fanatismo ideologico acceca chiunque se ne faccia schiavo più o meno consapevole; è questa la differenza fra un elettore di destra e uno di sinistra, secondo me.

Ringrazio pubblicamente Federico Punzi (JimMomo) per la lucidità di analisi; il suo blog è assolutamente da seguire con assiduità.

scritto alle ore 10:27 | Permalink |
giovedì, 23 aprile 2009
Da sempre lavoro in aziende di software che hanno a che fare con il mondo bancario; perciò quando mi capita di leggere qualcosa riguardante le mie conoscenze lavorative scritto da qualcuno di autorevole, nel senso di riconosciuto tale dai più o dai media, che come si suol dire non sta nè in cielo nè in terra tanto è una castroneria assurda - per non dire di peggio - sinceramente mi incavolo di brutto.
E se puoi l'autore dell'uscita invereconda è Vittorio Zucconi, giornalista numero tre di Repubblica, noto "autorevole" giornale italiano alfiere del politically correct, sinceramente mi altero ancora di più.

Qui il link. Riporto il post del blog di Zucconi nella sua interezza, per correttezza di informazione.
" 17 Apr  2009

IT66C010050338 2000000218020

C’è, di grazia, qualche amico di questo spazio che sia esperto di banche e che mi spieghi quale mente malata, quale sadico dell’Abi con troppo tempo libero , quale funzionario, dirigente, banchiere, governante, intossicato da una dose male tagliata abbiano creato in una notte di luna piena la mostruosità dell’ Iban, il codice di identificazione bancaria per i bonifici? Quello sopra è il codice per inviare fondi ai terremotati d’Abruzzo, ammesso che qualche benefattore riesca a infilare tutte le cifre e le lettere senza sbagliarne neppure una e rischiare di mandare soldi a uno sconosciuto. Uno dei vantaggi di Internet e dell’online banking è che almeno si può fare il copia e incolla, ma il pensionato ottantenne che lavora di biro a carta davanti a uno sportello è la vittima innocente. Se almeno fosse previsto un piccolo premio, tipo un tostapane, un orologino al quarzo, un etto e mezzo di caffè macinato per chi riesce a compitare a mano sul modulo tutte le cifre, capirei. Così, è soltanto l’ennesimo esempio del sadismo della Banche italiane verso i loro clienti."

Di grazia, anche se non sono un amico di quello spazio, rispondo come avrebbe detto Leo Longanesi oppure Pannunzio: Zucconi, prima di scrivere c***te informati! Basta andare un minuto su Google o addirittura sulla Wikipedia. Qui e qui (25 secondi in tutto, cronometrati)

Il codice IBAN è uno standard ISO internazionale, approvato dal 1997, adottato in Italia obbligatoriamente solo da un anno.
Inoltre, leggendo la specifica, si evince che è praticamente una estensione della vecchia e amata ( da Zucconi) tripletta ABI-CAB-numeroconto.

Morale della favola: se il livello delle conoscenze dei giornalisti di punta di Rep. è questo - e non mi esprimo sulla professionalità, in quanto qualsiasi giornalista prima di scrivere dovrebbe controllare le fonti, mi domando che attendibilità e credibilità ha tutto il resto di quello che pubblicano su quel giornale.
Poi ti chiedi perchè perdono le elezioni...


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mercoledì, 15 aprile 2009
GP_Qatar_2009

Quest'anno la MotoGP 2009 è cominciata come è finita lo scorso anno, con una vittoria disarmante di Casey Stoner su Ducati.
Da rilevare un particolare interessante sulla corsa di Rossi: al settimo giro (di 22)  con il distacco da Casey di circa 2 secondi gliel'ha data su, come si dice in gergo, dicendo alla stampa nel dopo gara "ero al limite, se attaccavo di più mi stendevo"
Delle due l'una: o il Dottore sta invecchiando e chiude il gas quando è più lento anche se di poco - e non l'ha mai fatto fino a ora - pensando a portare a casa punti mondiali piuttosto che a vincere, oppure qualcosa è cambiato.
Cambiato in un pilota che fino a ieri in pratica metteva la vittoria davanti al campionato, con il risultato che il campionato veniva di conseguenza. E a me questo piaceva moltissimo.

O più semplicemente: in questo campionato, con un Casey Stoner in forma stellare nonostante il polso in convalescenza e nessun vantaggio di gomme - visto che Valentino oltre ad aver voluto a ogni costo le Bridgestone che aveva la Ducati lo scorso anno quest'anno ha addirittura la monogomma, e ci sono altre 2 Yamaha velocissime a testimoniare la bontà del mezzo - per essere competitivo per il titolo a Rossi servono tutti i punti possibili, anche i punti premio del Mulino Bianco se necessario.
Addirittura dalla prima gara di campionato.

Succede anche per i piloti migliori del mondo: quando cominciano a fare questi ragionamenti e arrivano a queste conclusioni iniziano ad agire da ragionieri invece che da piloti di prototipi, e di conseguenza comincia la parabola discendente della loro mirabolante carriera sportiva.

Vedremo gli sviluppi, a cominciare da Motegi fra un paio di settimane, pista nella quale Rossi ha quasi sempre vinto: se per qualche combinazione astrale del destino dovrà inseguire Stoner ancora, e alzerà il gas pensando a non cadere in ottica campionato, avremo la prima conferma dell'evoluzione della carriera di questo amatissimo e fenomenale pilota, e l'inizio anche della sua detronizzazione da miglior pilota del mondo.




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martedì, 07 aprile 2009
Controcorrente. Si, sono un po' stufo del pensiero unico che vede qualsiasi cosa dica Obama come Verità Rivelata - citazione d'obbligo perchè siamo nella settimana di Pasqua - anche quando queste affermazioni sono assolutamente opinabili. E poi, dall'insediamento alla White House osservo distaccato le azioni e le affermazioni del nuovo presidente cercando di comprendere il comportamento e il senso.
Finalmente un lampo di una idea unificatrice delle mie piccole intuizioni si fa strada, ed eccolo qui per iscritto. Premetto che vorrei sbagliarmi e se succederà farò pubblica ammenda, ben contento di come è andata.

Perchè Disastro Obama?
Disastro in prospettiva, o meglio: basi per il disastro.

Ricorsi storici; più analizzo le azioni del neo presidente USA più mi si risvegliano ricordi di un'altra presidenza democratica, ricordata come la peggiore del secolo scorso, quella di Jimmy Carter. Tutte le mosse di questi mesi in politica estera mi sembrano simili a quelle del suo predecessore democratico di fine anni settanta: debolezza, concessioni senza contropartita a qualsiasi personaggio che alzasse la voce; sudditanza acritica ai suoi grandi elettori, in questo caso i potenti banchieri e affaristi di Wall Street che con i piani di salvataggio di Geitner stanno per diventare multimiliardari a spese del contribuente - statalizzando le perdite e ricavando ulteriore utile dai loro fallimenti invece di pagarne il fio, regola base del capitalismo vero -  e tanto altro.

L'Appeasement con il mondo islamico corre il rischio di essere interpretato come il ritiro della ragione, e come arrendevolezza al sopruso; affermare che la guerra in Iraq è stata sbagliata vuol dire che la giovane democrazia irachena è peggio del regime autoritario di Saddam o del regime sciita filo-iraniano che si sarebbe instaurato lo scorso anno se il "surge" di Petreus e McCain non avesse funzionato così bene.
E che la attuale Casa Bianca preferisce i regimi illiberali a quelli democratici.
L'abbandono della dottrina dell'Impero Romano ("si vis pacem parabellum") che ha permesso al XX secolo di essere ricordato non solo come il secolo dei totalitarismi (comunismo, nazismo, maoismo) ma anche come il secolo delle democrazie vincenti.

In sintesi, per ora la presidenza Obama ha a mio parere un misto di approccio ideologico al mondo con in parallelo la (suicida) scelta messianica del Giusto e del Buono, come se un Presidente degli Stati Uniti si potesse comportare come un Pecoraro Scanio qualsiasi; questa combinazione assurda può essere foriera di catastrofi.

E non sarebbe la prima volta che un Democratico cade in quest'errore.

La a mio parere sciagurata presidenza Carter portò conseguenze che ancora ora generano problemi (Iran), altre che sono state affrontate con grandi rischi e grandi costi economici e politici negli anni successivi (Unione Sovietica, Giappone, Libia, terrorismo palestinese), altre che non sono state mai risolte del tutto (Afghanistan, Corno d'Africa, Arabia Saudita). Carter rulez.

Vorrei sbagliarmi ma le premesse per quattro anni che segneranno negativamente il futuro del mondo occidentale ci sono tutte; ricordo che i diritti civili e la libertà sono figli della supremazia occidentale, non  vivono di vita propria e non si autorigenerano e che le democrazie sono una minoranza su questo pianeta. La fine o il semplice declino delle democrazie occidentali comporterebbe anche la fine della libertà come la intendiamo noi e l'affermazione delle oligarchie e degli stati totalitari, come è sempre stato nel corso della storia umana con l'eccezione di qualche breve periodo come questo nel quale viviamo ora.

Sarebbe la fine della Libertà; quella stessa libertà che permette a chi odia il nostro modo di vivere di affermarlo senza paura.

E Obama o no, infatuazione acritica per il primo presidente nero della storia o no, spero che qualcun altro cominci ad accorgersene.

scritto alle ore 16:48 | Permalink |
martedì, 31 marzo 2009
Oggi nel 1941 nasceva a Modena (non Parma come molti pensano, ma è una storia lunga) Franco Bonvicini, noto a Bologna come BONVI, l'autore delle Sturmtruppen. E non solo.

bonvi-02
Morirà tragicamente nel 1995 travolto da una auto mentre andava al Centergross per vendere all'asta alcune sue strisce, con lo scopo di aiutare l'amico disegnatore Magnus malato di cancro, che morirà poco dopo pure lui.

Nel suo stile, come ultimo scherzo agli amici, fece nevicare così tanto al suo funerale che tutta Bologna rimase bloccata; era il giorno di santa Lucia.
Un piccolo tributo, e un rimpianto.

bonvi_comic
Sturmtruppen - il sergenteBONVI3 firma
Bonvi -live








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lunedì, 30 marzo 2009
Nato 30 marzo 1969, oggi compie quaranta anni Troy Bayliss, appena ritiratosi da campione del mondo Superbike in carica.

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E' stato il primo a vincere in Superbike e MotoGP, per la precisione nella mitica corsa di Valencia 2006, ultima delle MotoGP di 1000 di cilindrata.
Non sapremo mai se quell'anno, nel quale corse e stravinse il secondo mondiale SBK con la Ducati 999, sarebbe stato competitivo come e più di Loris Capirossi, che a causa di una caduta a Barcellona arrivò solo terzo nel mondiale.
E' il penultimo degli australiani volanti che ha popolato le piste in questi anni ( l'ultimo, per ora è Casey Stoner) regalandoci imprese da vero fenomeno delle due ruote.

Auguri Troy!
scritto alle ore 17:09 | Permalink |
lunedì, 30 marzo 2009
Come ampiamente annunciato mesi e mesi or sono in questo blog, ecco che finalmente si ha la notizia ufficiale, fonte Fassino (qui l'intervista da IlRestoDelCarlino).

Cofferati capolista alle Europee per il partito di (lapi)Dario Franceschini

Capolista, capito?

Proprio quel Cofferati che ha detto ufficialmente anche in tivvù dall' Eurodeputato-DS-labbra-al-botox Lilli Gruber che
"si sarebbe dedicato all'educazione del figlio a Genova, e Bologna era troppo lontana da Genova".

Già, circa 1900 chilometri meno di Bruxelles.

Buffone!!!!  (tanto la Cassazione ha detto che si può dire contro un politico, quindi ne approfitto)
Buffone lui e buffoni tutti i giornalisti paraculi di sinistra, alla Fazio, che mai fanno una domanda seria a un politico della loro parte.

Quando lo dicevamo noi bolognesi che il Cinese è stato il peggior sindaco che si ricordi, tanto orrido da far rimpiangere la precedente giunta Guazzaloca (che era in tutta sincerità valutabile come un sei scarsino) e assolutamente paragonabile alla impresentabile giunta di Walter Vitali, ricordata con disgusto soprattutto dai suoi elettori, ci hanno deriso ampiamente.
Si sapeva che se eventualmente si fosse candidato per il secondo mandato NON sarebbe stato rieletto; da qui tutta la FUFFA che ci hanno propinato negli ultimi due anni.

Detto fatto, ora va a migliori incarichi e altri lidi.

Buffonata è compiuta, a spese dei bolognesi come al solito.


scritto alle ore 13:41 | Permalink |
lunedì, 30 marzo 2009
Domenica 29 marzo, in casa Fortitudo, la Virtus Bologna ha vinto allo scadere la stracittadina di BasketCity, evento sempre seguito con eccezionale attenzione.
Di rilevante, da segnalare un senso di deja-vu sulla conclusione della partita.

Il serbo Dusan Vukcevic, con la VIrtus sotto di 2 punti a 10 secondi dalla fine riesce a infilare il tiro della vittoria a 4 secondi dalla fine, vedi fotografia (notare il cronometro in alto a sinistra nella foto),  con una freddezza da campione quale è.

Derby 2009 03 29 Tripla vincente di Vukcevic - 2

Questi episodi mi ricordano sempre la freddezza di un altro serbo che ha segnato per sempre la storia del basket italiano, stessa maglia: Sasha Danilovic

"c'è chi può e chi non può, io modestamente...può."

Finale scudetto 1998, gara 5 Virtus Fortitudo, con la Virtus sotto di 4 a 18 secondi dalla fine.
Sasha giocò (maluccio) tutta la partita con una caviglia confia come un melone.
Mise il suo unico canestro da tre punti della partita in faccia a Dominique Wilkins prendendo anche il tiro libero. Pareggio, e vittoria scudetto al supplementare.

scritto alle ore 10:44 | Permalink |
lunedì, 23 marzo 2009
Caspar David Friedrich.

Da vedere, assolutamente. Anche qui.

friedrich.wanderer-sea-fog
(Il Viandante nella Nebbia, 1818)
scritto alle ore 15:11 | Permalink |
giovedì, 19 marzo 2009
Un vero Fenomeno, lo dico da quando è diventato ministro .
Renato Brunetta Santo Subito, quasi quasi fondo un blog apposito... o un gruppo su FaceBook.
renato-brunetta
Dichiarazione del Nostro Fenomeno sugli incidenti di ieri all'università: la riporto da LaStampa. Per i posteri, da leggere e rileggere con fare adulatorio e malinconico in stile Proust fra qualche anno.

«Guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri». Così il ministro della Pubblica Amministrazione a margine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi con il ministro dell’Istruzione parla degli studenti dell’Onda. A chi gli faceva notare che la protesta sta crescendo nella scuola il ministro ha replicato: «Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte dell’associazione Onda. Ma vedo che nelle votazioni degli organi di rappresentanti degli studenti, l’Onda non esiste». Brunetta ha quindi aggiunto: «Sono un democratico e credo molto di più al voto che alle azioni di guerriglia». Nelle recenti elezioni degli studenti «l’Onda non l’ho vista - ha detto ancora Brunetta - quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri».

Secondo me questi elementi esaltati farebbero un favore a noi ma soprattutto a loro stessi se invece di chiedere, chiedere, chiedere diritti passassero il loro tempo a fare qualcosa di utile, tipo farsi una CULTURA e STUDIARE come abbiamo fatto tutti noi in passato.
Il concetto di DOVERI non gli è mai stato insegnato, credo.
Lavorare (o studiare, è lo stesso) costa fatica; si fa prima a chiedere i soldi al babbo e questi elementi mi sa che non sanno fare altro.

"Solo un Brunetta, c'è solo UUN Brunetta, un Bruneeettaaaa..." (musica da coro da stadio obviously)

Accidenti!! Anche questa volta il Fenomeno ha colpito nel segno.

scritto alle ore 14:41 | Permalink |
giovedì, 19 marzo 2009
Qui l'articolo completo da IlRestoDelCarlino.

Brillava come al solito, quando si parla del giuslavorista assassinato dalle Brigate Rosse sette anni fa, per la sua presenza e attività il Comune di Bologna con il suo (ancora per poco per fortuna) sindaco cofferati.
Minuscola voluta, e palese sprezzante ironia pure (mancava totalmente il Comune stamattina!!!!).
Il fiero delegittimatore che non ha mai ammesso di avere sbagliato a criminalizzare il professore anche questa volta si è fatto di nebbia. Marco Biagi
Domani in comune ci sarà una cerimonia quasi irrilevante nella quale Cofferati quasi certamente non sarà presente, salvo ripensamenti dell'ultima ora che non ci saranno dato che non si ricandida a sindaco. Per il Comune di Bologna sarebbe stato importante esserci oggi, alla consegna del Premio Marco Biagi alla presenza del Presidente della Repubblica e delle massime cariche dello stato e della regione, non supplire con una cerimonia intima in consiglio comunale domattina. La politica di ignorare palesemente questo premio e il giuslavorista continua imperterrita da sette anni.

Cofferati è coerente come sempre con il suo modo di fare: annunci a livello nazionale per avere i titoloni, poi il nulla assoluto dei fatti.
Solo che anche questa volta non ha potuto fatto alcun annuncio visto che avrebbero potuto chiedergli, fossero stati intelligenti,  se la pensa ancora come allora su "quel fascista di Biagi", detto prima che lo facessero fuori alcuni "compagni che sbagliano"
Ai posteri...
scritto alle ore 14:12 | Permalink |
martedì, 17 marzo 2009
Per una volta sono d'accordo con l'analisi del sindaco di Venezia Massimo Cacciari pubblicata oggi da IlGiornale.
L'argomento? il solito, il PD. Questa volta l'intervista è stata sollecitata dalla domenicale infausta riapparizione del professor F(P)rodi da quel lecchino di Fabio Fazio. Mai che faccia una domanda non in ginocchio a qualcuno di sinistra.

Lo squalo-travestito-da-squalo (vedi nota in coda) ha detto in sintesi che si stava bene quando governava lui.
E Cacciari non gliela manda a dire, per una volta con una lucida analisi ampiamente condivisibile....
Ecco qui il testo dell'articolo; ho evidenziato qualche parte interessante.
cacciari1
"Sindaco Massimo Cacciari, è ricomparso Romano Prodi e nel Partito democratico, adesso, sono in tanti ad esultare. Si unisce a questa schiera?
«Per carità. Quello di Romano non è certo un gran bel ritorno per il Pd».
Riappare l’Ulivo, Pd addio?
«Se l’idea è quella di tornare indietro, di fare una sorta di Rifondazione ulivista, si abbia il coraggio di dire che il Pd è finito. È chiaro che non c’è alcuna prospettiva politica vincente».
È irrealistico tornare indietro?
«Certo che si può. È una questione di scelte, di linea politica. Soltanto che subito dopo occorre sciogliere il Pd. E archiviare un progetto giusto».
Non mi sembra particolarmente sorpreso del ritorno del Professore.
«Non vedo alcun elemento di novità. D’altronde la sua posizione è sempre stata questa: cercare di tenere insieme a tutti i costi la vecchia coalizione di centrosinistra».
Ma Romano è stato il solo a riuscire a battere Berlusconi.
«Però ha guidato un esecutivo che cercava di rimanere in vita con un accanimento terapeutico: e logicamente ha fallito. Peccato che non abbia mai spiegato la questione di fondo».
Che sarebbe?
«Il vero motivo del suo fallimento. Il perché i partiti che formavano l’Ulivo non sono mai riusciti a stare insieme».
Tuttavia anche lei aveva creduto nell’Ulivo.
«Certo che ci avevo creduto: dieci anni fa, però. Poi i fatti hanno dimostrato che l’Ulivo non funzionava e non poteva funzionare».
Prodi s’è vendicato di Veltroni e ha detto che è caduto anche per colpa sua, nel momento in cui ha dichiarato di voler correre da solo, senza le «ali». Lettura condivisibile?
«Assolutamente no. Prodi è entrato in crisi ed è caduto perché oramai era decotto da tempo. Forse avrebbe potuto vivacchiare per un po’ ma il problema era di fondo. Al di là degli errori tattici».
Quali errori tattici?
«Ad esempio il rapporto con l’opposizione. Dissi che era una cazzata non dare la presidenza del Senato al centrodestra. Ma ripeto, questi sono tatticismi, il nodo vero era sulla questione di fondo nell’alleanza».
Una coalizione troppo raffazzonata?
«Ma certo. Dopo l’esperienza del primo governo Prodi s’è ritentato con la stessa ricetta: e sono stati due anni di inferno. Era evidente che con l’ammucchiata non si potevano fare le riforme radicali di cui il Paese aveva bisogno».
Veniamo a oggi: riproporla adesso sarebbe un errore?
«Un errore madornale. Il problema è che i prodiani, ahimè, sono convinti che Veltroni abbia fallito sulla sua linea politica».
E non è così?
«Veltroni non ha sbagliato all’inizio. Ha commesso degli errori, questo non lo nego e l’ho ripetuto più volte. Ha sbagliato, dall’inizio, la gestione del partito. Non ha avuto abbastanza coraggio ed è stato ondivago sulla linea da dare al Pd. Non è riuscito ad essere forte e chiaro».
Troppa debolezza nella gestione della leadership?
«Esatto. Ma aveva assolutamente ragione nel pensare a un progetto politico nuovo, diverso, che finalmente non fosse una semplice sommatoria dei vecchi partiti. Ma poi, purtroppo, ha commesso l’errore di voler parlare alle vecchie anime degli ex Ds ed ex margheritini».
E adesso c’è il reale pericolo di tornare indietro, quindi?
«Se le forze che compongono il partito democratico non riescono a definire un futuro comune, allora si torni alle vecchie casematte, ai vecchi schemi delle alleanze».
E per il Partito democratico sarebbe la morte?
«Ma è evidente: il Partito democratico può esistere soltanto ed esclusivamente se riesce a mantenere fede alla promessa veltroniana».
E se così non fosse?
«Non ci sono tante alternative: ci si divide. Ci saranno i prodiani da una parte, i socialisti con D’Alema dall’altra; qualcuno si accamperà con Casini e qualcun altro se ne andrà nel Pdl».
"
(copyright IlGiornale 2009)

Nota: da sempre nella mia città si definisce quel tipo di persone così: quelle che ti sembrano squali all'apparenza, ma non credi fino in fondo che lo siano; appena vai a vedere sotto la maschera... trovi lo squalo.
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lunedì, 16 marzo 2009
Dopo accurata riflessione, esprimo un commento su una dichiarazione dell'8 marzo del senatore John McCain, ex candidato GOP alle presidenziali. Qui l'articolo completo.

mccain-john-discorso-324«Penso che debba essere presa una decisione difficile e credo che questa decisione sia di lasciar fallire alcune banche»

Sul momento ho pensato che andare controcorrente, caratteristica intrinseca del maverick repubblicano da sempre in posizioni estreme rispetto all'ortodossia del partito, abbia anche questa volta generato una dichiarazione inaspettata, per una volta in linea con la linea libertaria e reaganiana del GOP da 25 anni a questa parte.
Poi, dopo attenta lettura, ho cominciato a riflettere.

Riflettere sull'eccesso di nazionalizzazione, interventismo, protezionismo, spesa pubblica, ingessamento dell'economia che i provvedimenti adottati da TUTTI i governi mondiali porteranno sulle nostre vite in futuro a crisi superata.
Ecco, il Senatore ci sta facendo notare che anche in America stanno "statalizzando le perdite e privatizzando gli utili".

Stiamo bruciando per un presente meno pesante le nostre prospettive future?
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